LE BRIOCHES DI CHI CI COMANDA IN REGIONE E A PISTOIA

Una politica rossa che non sa dare se non risposte inadeguate ai bisogni del popolo lavoratore
Una colazione-mix perfetta...
Una colazione-mix perfetta…

MONTAGNA. Com’è noto l’intera Montagna Pistoiese versa in uno stato comatoso derivante da una serie di fattori come l’inesistenza di una seria politica statale a favore di questi territori impostata su risorse e non su leggi lasciate senza i necessari finanziamenti.

Territori assai curati al tempo del Granducato di Toscana capeggiato dai Lorena, nel cosiddetto periodo dell’era fascista e lasciati allo sbando dopo averli – disgraziatamente – affidati alle Regioni sottraendoli nel contempo alle cure del benemerito Corpo Forestale dello Stato che nel nostro caso sorvegliava al meglio il grande patrimonio delle foreste demaniali, lo curava effettuando i necessari lavori di manutenzione, procedendo a tagli e successivi rimboschimenti.

Operazioni, queste, del tutto interrotte da oltre trent’anni quando il tutto dalle Regioni venne trasferito alla scellerata Comunità Montana Appennino Pistoiese fortunatamente disciolta dopo ammanchi furtivi peraltro stranamente non rilevati da amministratori incapaci e da ultradistratti revisori dei conti.

Successivamente tutte queste deleghe, con l’aggiunta di quelle afferenti il settore turistico, sono state in gran parte trasferite dalla Regione Toscana alla Provincia di Pistoia (ente anch’esso disciolto) con il risultato che alcune cervellotiche scelte hanno sì favorito la crescita del turismo nel capoluogo a scapito del turismo montano lasciato in balìa di se stesso.

E così – nonostante le ripetute enunciazioni della sussidiarietà di chi comanda nella nostra naturalisticamente verde Regione ma politicamente rossa – la Montagna ha assunto il rango di un carciofo progressivamente sfogliato (prima dall’incuria della viabilità di accesso con i conseguenti contraccolpi sulle attività produttive; poi dagli accentramenti di servizi nei capoluoghi di provincia e di regione; successivamente con la pratica interruzione dei collegamenti ferroviari tra Pracchia e Bologna e, infine – ciliegina sulla torta –, la pratica soppressione dell’Ospedale Pacini di San Marcello Pistoiese.

Cause e concause che hanno prodotto le conseguenze – soltanto ora scoperte dalla stampa quotidiana locale – ma evidentemente non ancora avvertite dai rossi politicanti e dai loro pretoriani che ci guidano – che in luogo di puntare al “bene comune” puntano al consolidamento delle loro cadreghe tirando fuori in continuazione – come l’ineffabile Oreste Giurlani, neo Sindaco di Pescia e guidatore dell’Uncem Toscana – conigli su conigli dal suo consunto cilindro di prestigiatore – o come fa la Provincia di Pistoia che, con la speranza di richiamare folle di turisti, continua a beneficiarci con i musici dei seguitissimi (???) programmi “Sentieri Acustici”: che si esibiscono sulla cresta dei monti e al Lago Scaffaiolo.

Dopotutto anche Maria Antonietta, Regina di Francia, aveva proposto di dare le “brioches” all’affamato popolo che chiedeva pane. Una proposta irriflessiva che, a furore di popolo, portò lei ed il consorte sul patibolo della ghigliottina. Cose di altri tempi attualmente sostituite, come è successo recentemente a Livorno, con l’arma del voto.

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento