LE FRATTURE DEL FEMORE OPERATE ENTRO 24-48 ORE

«Interventi rinviati quando il paziente può essere esposto a pericolo di vita»: lo sottolinea l’ufficio stampa e non la Direzione Sanitaria del San Jacopo
Radiografia di un femore fratturato
Radiografia di un femore fratturato

PISTOIA. Ieri abbiamo pubblicato una nota del Consigliere regionale Lazzeri con il titolo Asl 3/Pistoia. Ultraottantenne al pronto soccorso con femore rotto operato dopo 7 giorni.

Puntuale giunge oggi la risposta, che però non viene dalla Direzione Sanitaria del San Jacopo, come ci aspetteremmo, ma dall’ufficio stampa.

L’impressione è che da tempo siamo immersi in un vero e proprio regime onnicomprensivo che fa passare qualsiasi informazione non attraverso chi è deputato a rispondere con cognizione di causa e di responsabilità (e, fra l’altro riscuote anche profumatamente per le sue prerogative di primariato o di dirigenza), ma solo attraverso una sorta di “commissariato del popolo” che onestamente credevamo di esserci lasciati alle spalle con la caduta del muro di Berlino e la Perestrojka di Michail Gorbačëv. Ma evidentemente ci eravamo sbagliati: deve essere proprio come dice Polibio, che la storia si ripete all’infinito…

Ecco il testo ufficiale approvato dal Politburo:

PISTOIA. Sono operati, di norma, entro 24-48 ore le fratture di femore negli ospedali della Asl3 di Pistoia in quando è noto che l’intervento deve essere garantito in tempi rapidi per evitare, soprattutto negli anziani, che questa patologia porti a disabilità.

Lo comunica l’azienda sanitaria Ausl3 a seguito della notizia diffusa, in modo del tutto generico, da alcuni organi di informazione, secondo la quale un anziano pistoiese ultraottantenne avrebbe atteso una settimana prima di essere operato.

Secondo i sanitari potrebbe anche essere verosimile che il paziente abbia dovuto attendere del tempo prima di essere operato dal momento che l’intervento, in un numero considerevole di casi, può anche essere rinviato per la sicurezza del paziente nei casi in cui lo stesso segua una specifica terapia farmacologica e/o  presenti più comorbilità (presenza contemporanea di patologie diverse nella stessa persona).

Per i sanitari operare questi pazienti subito significherebbe esporli a pericolo di vita.

Non è poi possibile risalire al caso specifico segnalato in quanto i sanitari non dispongono del dato anagrafico, ma è assolutamente falso che l’intervento sia stato rinviato per motivi di ordine burocratico ed inoltre il paziente ha trascorso il periodo di tempo di attesa dell’intervento in reparto e non nel Pronto Soccorso di Pistoia.

[scritto da daniela ponticelli, martedì 15 luglio 2014 – ore 14:30]

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