LE REALI POSTE ITALIANE DI GIORGIO PRIMO

La busta più veloce della luce...
La busta più veloce della luce…

PISTOIA. Come funzionano le poste? In tutta Europa vanno, in Italia sono a formula-tartaruga.

Nel 2007 ero in Germania, a Wiesbaden, capitale dell’Essen, ed entrai – per una raccomandata – nella posta centrale che si trova lungo il viale che parte dalla stazione e va verso le Terme. Spicciato in minuti 3.

Una quindicina di giorni fa, invece, sono entrato nell’ufficio di Pistoia-centro, via Roma, per spedire un plico di libri: attesa 40 minuti. Consegna del plico a Sorana (non nel Botswana, a Pescia!) 15 giorni dopo.

A Perugia, sempre per una raccomandata, mi sedetti alle 16 nelle poste della traversa di via Vannucci (centrissimo), ma a alle 16:45 dovetti alzarmi perché alle 17 dovevo iniziare a far lezione di latino alla Stranieri e non potevo tardare, come ben volentieri e spesso fanno i colleghi della Ministra Giannini, allora Rettrice (o Rettora, come si dice oggi?) proprio di quella università.

Nel 2009 acquistai una scheda Scsi per il computer in Inghilterra: spedizione e consegna dal Regno Unito in giorni tre. Da non credere, eh?

L’Italia di Re Giorgio e dei suoi cooptati – Monti, Letta, il Bomba, datici per clistere a forza – è un’altra cosa. È l’Italia dei “mille giorni”, ma, soprattutto, delle… Mille e una notte. Nell’ultima il popolo dei votatori 80€/Pd, sarà costretto a suicidarsi. E sarà “la meglio soluzione”.

Osservate questa busta, ora. Ci è stata data dal professor Paolo Baldassarri, ex-Preside del Pacini di Pistoia e attualmente Presidente del Conservatorio di San Giovanni Battista.

È una busta di auguri inviata al Provveditore, dr Francesco Mauro, dirigente Usp (Ufficio Scolastico Provinciale) in via Mabellini, 3 a Pistoia.

È vero: il numero è sbagliato. Doveva essere 9 e non 3. Ma chi conosce bene Pistoia saprà che in quella via di uffici (Dirigente…) ce n’è uno solo.

Trent’anni fa, quando le poste non erano quelle di Re Giorgio, ma quelle di Bettino Craxi, una cartolina inviatami per errore a Pistoia in via Galilei, mi fu – giustissimamente! – recapitata a casa mia a Quarrata. «Ammazza che poste!» direbbe Proietti o il mitico Albertone.

Bene. Questa busta di auguri, spedita da Pistoia a Pistoia l’11 dicembre 2013, prima di essere avviata al destinatario è andata a Firenze: come dire “andare a Roma per il Mugello”. Poi il postino, o come diavolo si chiama oggi (postino è, forse, offensivo per i vecchi, gloriosi postini!), il 12 dicembre, cioè il giorno dopo, annotò “sconosciuto al numero civico”.

Ma soprattutto, alla fine, la busta è tornata indietro ed è stata riconsegnata al Conservatorio San Giovanni Battista il 2 settembre del 2014.

Per fare, al massimo, 2 km in città, fra andata e ritorno (da corso Gramsci al ponte di Macallè) questo mirabile “aquilone dell’efficienza italiana” ha impiegato 265 giorni (dall’11.12.2013 al 2.9.2014), dei quali 180 lavorativi più 38 domeniche e 9 festivi. In totale 38 settimane.

La busta è andata alla supersonica velocità di 11,11 (periodico) metri al giorno per ben 180 giorni lavorativi.

Voi, anche italiani che votate Pd perché il Pd vi dà 80€ euro al mese, verreste, se foste investitori, a spendere quattrini buoni in un paese (p rigorosamente minuscola!) che combina un casino come questo solo per un biglietto d’auguri? Non era meno vergognoso per tutti se questo biglietto lo buttavano via…?

Gloria al Bomba nell’alto dei cieli e pace in terra ai Pd di buona volontà e degli 80€!

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