LE TRAGICOMICHE DI VIA SESTINI: ORA ANCHE UN CRATERE

Provincia, Comune e enti dei servizi a rete: nessuno vuole riparare la copertura del fosso crollata
Lastra metallica a copertura della voragine
Lastra metallica a copertura della voragine

PISTOIA. Succede sempre qualcosa in via Sestini, la strada dannata, come la chiamano a Pontenuovo.

L’ultimo evento è che la copertura del vecchio fosso campestre ai lati della strada, intombato che non è molto, è crollata creando un cratere. Esattamente a circa 80 metri dalla rotonda di San Rocco, all’altezza della gelateria La Cioccoleria, dove inizia uno stradello privato che finisce in una corte.

Arriviamo sul luogo del delitto e ci viene mostrata una piastra in acciaio che dovrebbe fungere da copertura temporanea. Le auto che deviano da Via Sestini per entrare nella corte sono riuscite a spostare lievemente la lastra, con il rischio che qualche sfortunato finisca con una ruota nella voragine.

Ci siamo andati vicino, ci raccontano. Chi pagherebbe, in questo caso, gli eventuali danni che subisse un ignaro automobilista?

Dettaglio di lastra coprente e voragine
Dettaglio di lastra coprente e voragine

Non si sa. Infatti il crollo alla copertura del fosso è stata da tempo segnalata ma tutti gli enti preposti, pagati e mantenuti dalla spesa pubblica per dare servizi e risolvere problemi, si sono lavati le mani.

È stato detto addirittura che la copertura è di pertinenza dei privati, perché, sebbene a 30 cm dalla strada principale, si trova sullo stradello che porta alla corte privata. Peccato che, guardando dentro il cratere, oltre alla presenza di acqua nera, a primo impatto di difficile classificazione (semplice acqua piovana stagnante o altro?), si possono notare dei tubi corrugati in pvc (polivinilcloruro) che proteggono dei cavi, evidentemente per utenze elettriche, forse i lampioni.

Sicuramente una prossima diffida al Comune, scritta da un legale, porterà un po’ di chiarezza.

Notiamo poi che il lampione colpito qualche mese fa, sempre nei paraggi, non è stato riparato nemmeno dopo la nostra segnalazione perché «non ci sono soldi»: semplicemente è stato rimosso e fatto sparire il lucernario caduto.

Il tratto di cui parliamo, lo ribadiamo per maggiore chiarezza, è quello che inizia dalla rotonda di San Rocco e prosegue sulla destra per cento metri: il fosso era stato coperto per ricavare un passaggio pedonale, quello che ora vediamo protetto da un corrimano.

Precedentemente i residenti delle abitazioni erano impossibilitati ad uscire di casa, anche solo per portare il sacchetto della spazzatura al cassonetto. È successo, sul serio, che a qualcuno l’immondizia sia stata portata via di mano da un’auto!

Cipressi piegati nella rotonda di San Rocco, Via Sestini
Cipressi piegati nella rotonda di San Rocco, in via Sestini

Via Sestini è una strada provinciale, ma Comune, Provincia e gli enti che gestiscono i servizi a rete (acqua, elettricità, gas e telefonia) molto spesso si rimpallano le competenze della manutenzione straordinaria, come in questo caso. Quella ordinaria non è pervenuta.

I residenti chiedono solo una cosa, elementare e di buon senso: che la strada diventi comunale e venga riconosciuta come strada urbana, in modo da precluderla alle centinaia e centinaia di tir che la percorrono quotidianamente come fosse un’autostrada.

Molti dei frequenti danneggiamenti alle tubazioni e al manto stradale verrebbero così ridotti, in assenza di vibrazioni e delle sollecitazioni cicliche che riducono la vita a fatica dei componenti meccanici sotto l’asfalto.

I cipressi della rotonda di San Rocco potrebbero intanto essere raddrizzati, visto che nessuno comprende per quale motivo debbano rimanere obliqui …

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4 thoughts on “LE TRAGICOMICHE DI VIA SESTINI: ORA ANCHE UN CRATERE

  1. Bonjour!…nel frattempo meglio andare per le spicce: consiglio agli abitanti di fare subito un esposto scritto…non importa la raccolta di firme, basta che firmi uno e lo porti subito in Procura o ai Vigili del Fuoco (facendoselo protocollare). Ci vuole un quarto d’ora e, almeno per quanto riguarda i Vigili sono tenuti per legge ad occuparsene con un sopralluogo, una perizia (che firma l’ingegnere degli stessi) e una prescrizione cogente, entro un massimo di 30 giorni. Io ho fatto così per la scuola frequentata dai miei figli e, dopo mesi di inutili rimpalli e balbettii da parte dell’assessore competente ho risolto in una settimana.
    Massimo Scalas
    PS. Bisogna capire una volta per tutte, che le lamentele anonime non servono a niente, anche se la stampa può dare una mano e qui lo fanno benissimo. E bisogna capire che se non si risolve è lecito adottare forme di disobbedienza civile, come per esempio non pagare le tasse comunali (e qui bisogna che siate tutti gli interessati sennò come sempre, ne puniscono uno per educarne cento).

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