poesia. LECTIO MAGISTRALIS DI SERGEJ ZAV’JALOV

Il poeta russo vince il Premio Ceppo Internazionale Piero Bigongiari, che si svolge quest’anno con grande significato a conclusione della Festa della Toscana. La sua poesia è come un grande manifesto in difesa dei diritti civili di ogni nazione oppressa, in ogni tempo e spazio

60° PREMIO CEPPO PISTOIAPISTOIA. Giovedì 25 febbraio alle 16 nella sala del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana in via Cavour 4 a Firenze, Piero Bigongiari Lecture: “Fissare gli occhi impassibili della disgrazia”. Saluto di Eugenio Giani, presidente del Consiglio Regionale della Toscana. Interventi di Stefano Garzonio (Università di Pisa), Francesco Stella (Università di Siena), Paolo Galvagni (traduttore). Coordina Paolo Fabrizio Iacuzzi.

Venerdì 26 febbraio alle 17:30 alla libreria Spazio di via dell’Ospizio a Pistoia, premiazione del poeta e presentazione del libro “Il digiuno natalizio” (Fermenti) con Stefano Garzonio e Paolo Fabrizio Iacuzzi. Saluto di Vittorio Nardini presidente della Banca di Pistoia Credito Cooperativo.

Il poeta russo, in esilio in Svizzera, Sergej Zav’jalov è nato nel 1958 nei pressi di Leningrado (ora San Pietroburgo), e ha al suo attivo numerose pubblicazioni e prestigiosi riconoscimenti. L’antichità greca e latina, le etnie ugro-finniche, l’assedio di Leningrado (1941-1944), la rivisitazione del mondo sovietico: sono solo alcuni dei caratteri che la sua poesia propone. Un poeta aperto alla Storia e alle varie propaggini del contraddittorio destino umano e sociale: i suoi versi risaltano per il loro carattere sinfonico, ricco contrappunto di voci estranee e diverse fra loro, come in una tragedia greca.

Scrive Paolo Fabrizio Iacuzzi: «Il poeta russo Sergej Zav’jalov vince il Premio Ceppo Internazionale Piero Bigongiari, che si svolge quest’anno con grande significato a conclusione della Festa della Toscana. La sua poesia è come un grande manifesto in difesa dei diritti civili di ogni nazione oppressa, in ogni tempo e spazio.

Come scrive nella “Piero Bigongiari Lecture 2016”, Fissare gli occhi impassibili della disgrazia – che si sarebbe potuto tradurre anche come “Scrutare gli occhi fissi della disgrazia” in ricordo dei famosi versi di Pescia Lucca (in Le mura di Pistoia): «la morte è questa / occhiata fissa / ai tuoi cortili» – le domande di fondo che il poeta deve porsi sono queste: «può il poeta (e fin dove) parlare a nome degli altri, a nome di coloro che non hanno lingua per parlare? Fino a che punto il suo trauma glielo concede? Fino a che punto lo permette l’abisso culturale e di classe?».

La poesia si trasforma in un codice, tragicamente sempre imperfetto, per recuperare le informazioni di una civiltà perduta, dove, per “civiltà”, si intende non soltanto una identità di popolo ma anche di diritti civili messi a compromesso, una identità di traumi e di drammi. Zav’jalov proviene da una famiglia di mordvini, popolazione stanziata sul medio Volga: gli antenati dei mordvini – tribù ugro-finniche – si stanziarono tra i fiumi Volga, Oka e Sura nella seconda metà del primo millennio a.C., ma nel 1552 le terre mordvine furono definitivamente annesse allo stato russo. L’essere membro di una etnia piccola ma con la sua precisa identità, di un popolo con le proprie tradizioni dentro la grande Russia, è cruciale nella sua produzione poetica».

“Il digiuno natalizio” è il poema che dà il titolo al libro ed è ambientato durante l’assedio di Leningrado nella seconda Guerra Mondiale, che si protrae dall’8 settembre 1941 al 27 gennaio 1944, per un totale di 872 giorni. Vengono interrotte le vie di comunicazione alla città assediata: da qui la penuria del combustibile e il razionamento dei viveri. La fame, aggravata dal freddo rigido, provoca centinaia di migliaia di morti

La lectio magistralis di Sergej Zav’jalov, che verrà distribuita gratis ai presenti e che è stata stampata dal Consiglio Regionale della Toscana, è in collaborazione con la rivista di poesia comparata “Semicerchio”. Rientra nel ciclo annuale delle “Piero Bigongiari Lectures”, scritta appositamente in omaggio alla poesia e al pensiero di Piero Bigongiari (1914-1997).

Leggi e scarica il programma completo del Premio Ceppo in vista di Pistoia capitale italiana della Cultura 2017.

«È particolarmente impossibile costruire piani per il futuro, sperare nella monocrazia, nell’aristocrazia, nella democrazia (oh Platone!); suscitano fiducia piuttosto i mucchi di spazzatura sui cigli delle strade di Elea, le zone industriali di Eleusi, le tettoie in cellophane sopra le abitazioni degli zingari di Tebe; / “l’eroico”, nel suo senso originario / un sasso dalla fionda un sasso dalla fionda un sasso».

[comunicato]

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