LEGA IPPICA ITALIANA: «NECESSARIO RILANCIO DEL COMPARTO»

«L’obiettivo primario non deve essere il beneficio delle singole componenti ma il finanziamento di tutta la filiera. Ognuno faccia la sua parte»
Lega Ippica Italiana
Lega Ippica Italiana

MILANO. Bene ha fatto Emanuele Cangianelli, partner di Mag Consulenti Associati, ad affrontare con coerenza e senso di responsabilità, con un’intervista dei giorni scorsi ad alcuni portali specializzati, il tema del necessario rilancio del comparto ippico italiano.

Mag Consulenti associati è, sin dai primi momenti, advisor di Lega Ippica Italiana per quanto concerne l’aspetto tecnico legato alle scommesse ippiche e alla loro commercializzazione.

Come già aveva espresso durante il nostro convegno dello scorso 20 aprile alla presenza del sottosegretario all’Economia onorevole Baretta, Cangianelli ha ribadito la necessità di intervenire rapidamente con la ristrutturazione ed il rilancio del settore secondo la linea voluta dal legislatore con la delega rilasciata al Governo attraverso il cosiddetto “Collegato Agricolo”.

Una linea chiara ed inequivocabile che vede il passaggio, attraverso una procedura di evidenza pubblica, ad un nuovo snello ed efficiente sistema di gestione delle attività connesse con l’organizzazione delle corse e la promozione del settore.

Promozione che, come ricorda Cangianelli, non può che prevedere la centralità del nuovo organismo di gestione per tutti gli aspetti operativi, organizzativi e commerciali.

Una vera e propria cabina di regia centralizzata in grado di valutare per il bene del sistema, e non delle sue singole componenti, le misure, le azioni, i progetti che a trecentosessanta gradi impattano sull’economia della filiera ippica.

Serve una capacità di coordinamento delle enormi potenzialità di valorizzazione commerciale del prodotto ippica e della sua prima forma di finanziamento ovvero la scommessa in tutte le sue declinazioni ed i suoi canali di commercializzazione. Vanno esplorate nuove opportunità di offerta del prodotto ippico italiano all’estero e di quello estero in Italia, vanno sfruttate al meglio le opportunità che una efficace riforma può generare, ma senza mai perdere di vista l’obiettivo primario, che non è il beneficio delle singole componenti (concessionari, ippodromi, categorie produttive che siano) ma il finanziamento della filiera.

Serve partire rapidamente su tutti i fronti possibili, acceleri il Mipaaf nella scrittura del decreto attuativo non appena risolte le problematiche connesse con la formazione del nuovo Governo, acceleri il Mef nella scrittura della più volte richiesta riforma del prodotto scommessa.

Servono idee chiare e intenzioni ferme, non si ceda alle ripetute pressioni di singole lobby pronte ad approfittare di una situazione di incertezza per acquisire vantaggi non coerenti con le necessità del sistema, si adatti finalmente il prodotto scommessa alle nuove evoluzioni di mercato ma non si perda di vista il ruolo centrale su scommesse, diritti televisivi italiani ed esteri, programmazione sportiva, palinsesto ufficiale e complementare, rapporti con i concessionari e con Adm, che la legge di riforma fa intendere chiaramente fra le prerogative del nuovo organismo gestore del settore.

Sì, grandi impegni e grandi responsabilità di cui siamo consapevoli ma non spaventati.

Noi siamo pronti, ognuno faccia la sua parte per il bene dell’ippica italiana.

[lega ippica italiana]

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