legalità-agliana. COMMISSIONE SPECIALE DE NOIALTRI

Un’amara vicenda quella della Commissione preposta al riordino dello Statuto, che è stata tenuta nonostante l’assenza del garante. La Giunta aglianese non vuole controllanti e così cancella due articoli fondamentali

 

Il Consiglio Comunale di Agliana è spesso grottesco e suggerisce questa vignetta.

AGLIANA. Martedì 15 si è tenuta una Commissione speciale (si faccia attenzione all’aggettivo), perché “speciale” è stato l’argomento, cioè la revisione dello Statuto comunale e del regolamento del Consiglio: lo strumento principe di conduzione della macchina comunale con due dispositivi procedurali atti a garantire la conduzione democratica della comunità.

È da tempo che tutti chiedevano (specie le opposizioni) la loro revisione e la partita si è fatta ancora più calda, quando il Consiglio comunale ha preso atto che i due articoli istituiti nello Statuto (artt. 92 e 113) per garantire i controlli gestionali dell’attuazione delle delibere, erano stati (da sempre) disattesi, ovvero, ignorati e soprattutto completamente disapplicati. Nessun rendiconto alla Giunta: è dal 1990 che le delibere sono approvate, attuate e ignorate negli effetti della loro applicazione sul territorio o sui servizi.

La Segretaria D’Amico e il Presidente del Con(s)iglio Nerozzi

Cioè i dirigenti delle unità operative del Comune non avevano mai predisposto le relazioni periodiche relative alle attuazioni dimostrate carenti o mancate (alcune fra le più note: l’Agisport, la gestione mense comunali, l’inceneritore di Montale, la vicenda Nesti Goduto, gli espropri illegittimi di terreni, il contenzioso “La Vettura”, la gestione degli asili nidi, la sicurezza urbana, e ci fermiamo quì). Tutte vicende che si sono riversate sul portafoglio e nella vita quotidiana dei cittadini.

La Giunta non vuole controllori e si erdoganizza.

La sessione è successiva di una serie e si appresta alla redazione di un documento finale, dal quale – scandalosamente – sono stati emendati i due articoli saggiamente introdotti nello Statuto primitivo del 1990, mai modificato per l’inerzia e – oggi si può dire – per l’arroganza dell’Amministrazione. Grave che lo Statuto veda depennati due articoli di “garanzia” che avrebbero impegnato la giunta a disporre di un resoconto quadrimestrale di verifica del buon andamento della cosa pubblica.

Renzi con il dittatore Erdogan

Si tratta di una deregolamentazione che porterà a una erdoganizzazione del Comune, privato della competenza critica sull’attuazione delle deliberazioni consiliari, infatti alcune volte disattese in pieno.

A fronte di tale somma d’implicazioni, la tanto specialistica Commissione con Presidente il Sindaco Mangoni, si è riunita in disinvoltura, senza la presenza indispensabile del Segretario comunale generale, Dott.ssa Donatella D’Amico, assente per “motivi personali”.

Prendiamo atto della più casuale congiuntura con altri impegni del Segretario certamente non procrastinabili, ma ci chiediamo come si potrà immaginare una Commissione per discutere delle “regole della vita democratica” del Comune se la Garante Istituzionale della legalità e responsabile dell’anticorruzione non c’è? Perché non si è aggiornata la commissione ad altra data?

Il Segretario D’Amico, farà come Ponzio Pilato?

Forse la D’Amico vuol fare quello che fece Ponzio Pilato un paio di migliaia di anni fa? Sappiamo (ce lo ha detto lei) che il Comune di Agliana è “scoperto” sull’attuazione del Foia (Freedom of Information act) e altre anomalie sulle mancate risposte ai consiglieri: questi ci riferiscono che il Presidente del Con(s)iglio Nerozzi e il Segretario generale non rispondono “a niente e a nessuno” e se lo fanno, provvedono dopo decine di solleciti.

È tutto a posto o manca qualcosa?

Altre sono le domande per il professionista applicato a scavalco di due Comuni e che ha una remunerazione di circa 85.000 annui, per provvedere, sostanzialmente, a stilare le delibere per i Consigli? Noi, ricordiamo che la D’Amico ha preso posizione chiara su una cosa sola (poi mancata!): l’avvio del ristoro dei danni che il Comune avrebbe subìto nel 2015 nella mancata realizzazione di un impianto di illuminazione notturna al campo sportivo sussidiario.

Dopo tre anni di inadempienza conclamata, ci ha smentito che intende procedere, perché sull’affaire Agisport incombe un procedimento della Magistratura contabile, dimenticandosi che questo è effetto e non causa.

Va tutto bene così?

[Alessandro Romiti]

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