LEGALITÀ VUOL DIRE…

«Bene, si vuol parlare di legalità: che i primi a garantire ai cittadini la legalità siano le istituzioni dello Stato»
Macello occupato a Pistoia
Macello occupato a Pistoia

PISTOIA. Marco Fantozzi ci scrive:

Per quel che vale vorrei esprimere la mia vicinanza e solidarietà agli occupanti dell’ex macello di via dell’Annona.

Nella presa di posizione sulla stampa della vice sindaco sig.ra Daniela Belliti si parla di legalità.

Bene, si vuol parlare di legalità: che i primi a garantire ai cittadini la legalità siano le istituzioni dello stato.

Legalità sarebbe avere un governo eletto dal popolo e con un esecutivo che avesse almeno il 51% dei consensi e non del 40%; ad oggi in Italia abbiamo un governo che non ha avuto nessuna legittimazione visto che non è stato eletto dai cittadini Italiani.

Legalità vorrebbe dire che tutte le istituzioni facciano rispettare la volontà dei 27 milioni di Sì dei due referendum sull’acqua, uno dei quali è contro la privatizzazione dell’acqua, e non viene fatta rispettare la volontà dei votanti, mentre da parte delle istituzioni viene fatto di tutto affinché l’acqua venga privatizzata.

Legalità vuol dire non inquinare e o cercare di limitare emissioni di inquinanti, mentre da parte delle istituzioni si prevede la costruzione di un altro inceneritore.

L’uso massiccio di pesticidi e altre sostanze sul territorio circostante.

Una seria campagna di riduzione di imballaggi vari, un porta a porta efficace, un recupero e riciclaggio serio dei rifiuti per arrivare a non avere più bisogno di inceneritori che inquinano e fanno ammalare la popolazioni per colpa dei veleni che sprigionano nell’aria.

Come ridurre in gran misura l’uso di sostanze nocive per la salute della gente, sostanze che nel nostro territorio vengono stra-usate senza nessun riguardo per nessuno.

Legalità vuol dire da parte del Comune avere a cuore i beni pubblici e non che questi vengano lasciati al degrado, posti lasciati a morire tipo: Ville Sbertoli (proprietà Asl), Palazzina F, Coppedè, ex Inpdap, il Ceppo, scuole elementari alla Vergine, scuole al Boario, le Leopoldine, ex macelli di via dell’Annona (ecc ecc).

Alcuni ambienti lasciati al degrado altri che lo diverranno.

Legalità sarebbe anche fare un parcheggio pubblico gratuito all’ospedale San Jacopo.

Legalità sarebbe anche rispettare le prese di posizione del sig. Sindaco che aveva preso l’impegno di eliminare Publicontrolli, che a oggi è più viva che mai, e la tassa da loro richiesta da euro 10 è passata a euro 12.

Legalità è una bella parola, quando si richiede andrebbe anche rispettata specie da parte delle istituzioni.

Marco Fantozzi

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4 thoughts on “LEGALITÀ VUOL DIRE…

  1. Legalità sarebbe non stipare centinaia di tonnellate di legna alla rinfusa in una struttura pubblica come l’ex macello, agevolando l’instaurarsi di colonie di animali ed aumentando il rischio d’incendio.
    Legalità sarebbe anche non impedire ai cittadini di usufruire di spazi di loro proprietà ( i beni del Comune sono dei cittadini ) esempio più eclatante ne è l’area della viabilità dismessa davanti all’ospedale San Jacopo utilizzata finora per il parcheggio gratuito da centinaia di cittadini ogni giorno, ed ora interdetto con transenne per far aumentare il guadagno al parcheggiatore privato che fornisce lo stesso servizio a pagamento.

  2. Mi associo in pieno ad Alessandro C quando cita la vergognosa chiusura (nella forma e nella sostanza) dell’area che serviva da parcheggio per chi va all’Ospedale.
    A quanto già detto in proposito va aggiunto che anche Enrico Rossi (lo disse chiaramente il 30/3 u. a Bonelle) fa, ovviamente, il tifo per il gestore privato e rispose con fastidio a qualcuno che già quella sera sollevò il problema de parcheggio, dicendo con arrogante sufficienza che non vedeva dove stesse il problema nel pagare un euro l’ora. Ma che bravo!! Se proprio devo pagare, pago. Ma se, come in questo caso, potevo farne a meno e mi si costringe a pagare con la forza, in maniera subdola, cialtronesca ed arrogante, se il Granduca ed i suoi corifei permettono, io cittadino ho il sacrosanto diritto di incazzarmi (e di non votarlo più).
    Piero

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