LETTERA A RECEP TAYYIP ERDOĞAN

Recep Tayyip Erdoğan

CARO RECEP TAYYIP ERDOĞAN,
innanzitutto rallegramenti per il tuo successo elettorale che qui in Italia dicono essere stato frutto di un risultato truccato: un po’ come le calcolatrici di Giuseppe Romita ai tempi del referendum fra Monarchia e Repubblica.

Dicono anche che ricatti l’Europa con gli immigrati e che stai portando il tuo Paese, da laico che era, ad islamico, con buona pace del severo Mustafa  Kemal  Ataturk, il Padre fondatore della Turchia al quale avete eretto statue in ogni dove, a differenza di altri posti dove le persone amanti del proprio territorio sono state barbaramente assassinate.

Anche le femministe nostrane ti appoggiano, caro Recep; e infatti non fanno cortei beceri e pieni di gente con i capelli puzzolenti  in difesa dei diritti delle donne a vestirsi come gli pare e a offrirsi a chi gli pare.

Il motivo di questa mia lettera è duplice: salva il 25 Aprile che per alcuni italiani è festa nazionale e restituiscici quel Gabriele Del Grande che hai arrestato al confine con la Siria e che già in Italia è diventato un idolo con l’avvenire assicurato; come Saviano, insomma. Conosci Saviano, Recep? No? Non hai perso niente.

Gabriele Del Grande

Rendici per cortesia questo Del Grande e rendicelo prima del 25 Aprile: così facendo daresti lustro alle sempre meno affollate adunanze di reduci dell’odio e della discriminazione che in questo giorno ripropongono la bufala di un’Italia liberata dai combattenti autoctoni e non dalle truppe alleate con marocchini al seguito.

Se ci restituissi Del Grande salveresti anche il 25 Aprile con un “liberato” vero e certificato.

Puoi farci questo piacere?

Anche perché  libereresti anche noi che non crediamo nella liberazione, Storia alla mano, ed alle bufale che annualmente da più di settanta anni ci propinano.

Inoltre, caro Recep Tayyip, offriresti materia di dibattito e discussione in tutti i programmi televisivi nostrani e la faccia da mal di pancia di Gentiloni – per non parlare di Mattarella – passerebbe in secondo piano.

Rottamatori…

Noi siamo gente strana, caro Recep: il Gentiloni di cui sopra che da giovane era un “mazziere” di PotOp (Potere Operaio, quei comunisti che “picchiavano” con il Vangelo di Marx in mano) ci sta facendo un “mazzo tanto” aumentando tasse, leccando le suola del tuo collega Trump e sta preparando il ritorno sulla scena politica di uno che si chiama Renzi e che ti manderemmo volentieri impacchettato per i tuoi desideri politici: potresti metterlo a fare il ministro dei cessi pubblici con il compito di appuntarsi le tirate di sciacquone.

È un cambio che si può fare? Recep Tyyip, salva la liberazione e la sua ricorrenza! Rendici Gabriele Del Grande affinché possa essere portato sull’altare laico del combattente per la libertà e i diritti civili.

Se sei furbo lo farai e tutti potremo gioiosamente dire, anzi, urlare: «Mamma, li Turchi!».

[Felice De Matteis]

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