LETTERA AL SENATORE VANNINO CHITI. DIVERSA OPINIONE

Vannino Chiti
Vannino Chiti

PISTOIA. Gentile Elena (vedi),
la tua lettera “aperta” e indirizzata a Vannino Chiti, mi offre un’interessante spunto per esprimere una diversa opinione di merito, relativamente a questioni così importanti per la nostra democrazia.

Il Partito in prima analisi. Sorprende, ad esempio, l’assenza del merito delle questioni: nessuna considerazione sul Paese, sulla direzione da intraprendere, che non può concretizzarsi solo in una perenne rincorsa ai proclami; come fanno gli elettori a comprendere se non si snocciola il merito delle questioni?

Il dissenso, a mio avviso, non può essere relegato a semplice colpa. Le ragioni dell’obbedienza, stanno nel dibattito politico interno che oggi, salvo rare eccezioni, è assente per mancanza di confronto. E ancora: nella tua, sottolinei come l’elettorato in generale, sia stanco delle ideologie che non sono premiali.

Credo invece che esempi concreti come le sconfitte elettorali che abbiamo purtroppo subito in Comuni importanti della nostra Regione, ci indichino chiaramente che la strada da seguire è altra: c’è bisogno di un progetto politico progressista e di sinistra.

Ad esempio, la continua emorragia di perdita di iscritti al Pd, denota uno scollamento pericoloso tra il gruppo dirigente e il tessuto sociale del Paese; posto che stiamo governando insieme al centro destra di Alfano, nondimeno preoccupa e molto, l’ammiccamento – vero o presunto – verso forze politiche di cui fanno parte personaggi più che chiacchierati come Verdini: la storia insegna che, senza una robusta politica di sinistra, passa la destra. È sempre stato così.

Per quanto concerne le Riforme Costituzionali, giova aver presente che, una nuova Legge elettorale che consenta agli elettori di indicare i propri rappresentanti, superando l’attuale stortura, è quanto mai necessaria; certo, ad una stortura, non si può rispondere con una nuova stortura, come ad esempio la proposta di eleggere un Senato semi-elettivo.

E tuttavia, premesso che sulla riforma elettorale in questione, che è materia costituzionale, non ci devono essere imposizioni: ogni parlamentare, come espressamente sancito dall’art. 68 della Carta risponde alla propria coscienza su queste materie: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni”.

Cosa differente è il comportamento che ha tenuto responsabilmente la minoranza Dem su altre riforme (non Costituzionali) quali Jobs Act, la Scuola, i decreti sblocca Italia e il Ddl sulla pubblica amministrazione: nonostante alcune frizioni, questa ha sostenuto con correttezza l’operato del Governo. Soprassedendo pure a provvedimenti autoritari come l’estromissione di un uomo delle Istituzioni dello spessore di Vannino Chiti, dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato.

Vedi Elena, a mio giudizio, i partiti rappresentano, nel senso più alto del termine, un mezzo e non un fine: ed è paradossale che, in un Partito plurale come il nostro, si voglia imporre il “centralismo democratico” che neppure il Pci aveva più, rifiutando il metodo della discussione e del confronto.

Anche le parole pronunciate da Giorgio Napolitano, non possono venire prima dell’impianto Costituzionale, come neppure e soprattutto ad esso, possono essere imposte scelte di Governo o di Partito in generale.

Giova infine ricordare cosa sosteneva Don Sturzo nel ’57: “La Costituzione è il fondamento della Repubblica. Se cade dal cuore del popolo, se non è rispettata dalle autorità politiche, se non è difesa dal governo e dal Parlamento, se è manomessa dai partiti verrà a mancare il terreno sodo sul quale sono fabbricate le nostre istituzioni e ancorate le nostre libertà”.

[*] – Lettore, ospite

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4 thoughts on “LETTERA AL SENATORE VANNINO CHITI. DIVERSA OPINIONE

  1. Buon giorno …per nulla d’accordo.
    Punto primo: i Vannini Chiti, i D’Alema, le Bindi….ora si stracciano le vesti. Ma lo schifo che è l’Italia oggi ce l’hanno servito loro e il loro finto nemico Berluconi in 30 anni di governo/opposizione. Anche soo per questo non hanno alcun titolo, alcuna autorità morale a parlare e fare prediche. Renzi è figlio loro.
    Punto secondo: la Costituzione. Ne hanno fatto strame quando faceva loro comodo, ignorandola o stravolgendola con riforme che hanno provocato il dissesto attuale (vedi titolo V). Inoltre e in ogni caso basta col feticcio Costituzione. La Costituzione nei paesi moderni e civili serve al buon funzionamento dello Stato. Sennò si cambia: è legittimo farlo ed è previsto dalle nostre leggi.
    Punto terzo: la minoranza dem, irrita e si copre di ridicolo nel momento in cui, votando proposte di legge in prima lettura, si rifiuta di farlo nell’altra Camera. Un conto è la libertà di coscienza, un conto è la frustrazione e il tentativo di rivalsa nei confronti di un uomo che vi dice: “avete governato 30 anni, avete fallito ora basta”

    Tutto questo senza nessuna simpatia per Renzi. Lui può anche essere un incapace ma voi non siete titolati a fargli prediche. Basta adesso: a casa. Non se ne può più. Siete la caricatura dei protagonisti salottieri de “La grande bellezza”. Andate a predicare altrove. tempo scaduto.
    Massimo Scalas
    PS. non vi rendete conto che anche voi contribuite alla “continua perdita d’iscritti”?

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