LETTERA APERTA A BERTINELLI SUL CONCORSO D’IDEE PER LA RIQUALIFICAZIONE DI PIAZZA SPIRITO SANTO

Un gruppo di architetti e designer contestano con estrema precisione i metodi e il merito delle scelte della commissione presieduta da Adolfo Natalini e chiedono adeguate risposte in merito
La commissione che ha esaminato i progetti
La commissione che ha esaminato i progetti

PISTOIA. Gentile Sindaco,
alla luce di quanto potuto constatare durante l’esposizione delle tavole del concorso per la riqualificazione di piazza Spirito Santo, siamo rammaricati nel comunicarle che il progetto vincitore, insieme ad alcuni dei progetti selezionati, risulta irregolare sotto diversi punti di vista.

Il lavoro della commissione nei controlli sulla regolarità delle tavole e nella scelta dei progetti vincitori è stato quantomeno distratto, come candidamente ammesso durante la conferenza stampa di presentazione della mostra.
Procediamo con ordine.
Entro le 13 dell’11.02.2014 sono pervenute presso gli uffici del comune di Pistoia 98 proposte di progetto.

Pochi giorni dopo è stata annunciata la composizione della commissione giudicatrice (sarebbe interessante sapere quando sono stati contattati i membri della stessa, ma capirà dopo perché ci poniamo questa domanda), il cui membro più autorevole e, con buona pace degli altri, il più influente è senza ombra di dubbio il designer ed architetto Adolfo Natalini.

Già al momento della nomina della commissione sia Arrigoni, vincitore del concorso, che Carli, terzo classificato, per evitare polemiche ed una esclusione a nostro modo di vedere ovvia, avrebbero dovuto, ai sensi dell’articolo 9.1 del bando di concorso, e citiamo “… pena l’esclusione, […] ricusare il membro o i membri della Commissione mediante comunicazione scritta da inviarsi entro e non oltre dieci giorni dalla data della determinazione dirigenziale di nomina della Commissione che sarà pubblicata sul profilo del committente”.

La piazza in un suo futuro
La piazza in un suo futuro

È notoria la collaborazione di Arrigoni e Natalini sia negli ambienti universitari che in concorsi internazionali. Facendo una rapida ricerca web, è possibile imbattersi in almeno 3 casi in cui i due abbiano condiviso un’esperienza lavorativa. Un progetto per l’Aula Mariana del Santuario di Montenero firmato e realizzato da Natalini e Marco Arrigoni tra il 1997 e il 2003. Un secondo progetto del 2009 presentato da Natalini, Marco Arrigoni e il fratello Fabrizio vincitore del concorso per la realizzazione del nuovo istituto agrario di Siena in località Scacciapensieri, nonché – ma questo è solo una curiosità – un precedente concorso vinto dai due Arrigoni nel 2003 con in commissione sempre il Prof. Natalini, che evidentemente apprezza lo stile architettonico del suo ex assistente universitario e collaboratore. Non parliamo del rapporto passato e presente di Natalini con il fratello di Marco, Fabrizio, perché ci dilungheremmo troppo. Fatto sta che i due fratelli hanno fondato uno studio di architettura insieme. Lasciamo a Lei le considerazioni del caso.

Carli e Natalini hanno condiviso un’esperienza universitaria e hanno realizzato almeno un progetto insieme circa 3 anni fa.

Se i due avessero chiarito la situazione, Natalini sarebbe stato allontanato dalla commissione e sostituito da un membro compatibile e magari Arrigoni avrebbe vinto il concorso ugualmente.

Se non fosse che le sue tavole non erano e non sono tuttora valide. All’articolo 7.1 dello stesso Bando viene specificato che, “… a pena di esclusione” (evidenziato in grassetto) le “… Tavole grafiche in formato Uni A1, montate su supporto piano, rigido, leggero resistente e non più spesso di 3 mm, [devono essere] presentate con il lato lungo in verticale e numerate in alto a destra del pannello. In alto a sinistra di ciascun pannello sarà riportato il codice identificativo di cui al comma 1”.

Scorcio di piazza dello Spirito Santo
Scorcio di piazza dello Spirito Santo

Ecco, le tavole del progetto primo classificato non sono numerate in alto a destra, bensì in alto a sinistra prima del codice alfanumerico, il quale non è, come richiesto al comma 1 (nel Bando evidenziato anch’esso in grassetto Tutta la documentazione amministrativa deve essere contrassegnata con il codice identificativo dell’idea di 8 (otto) caratteri alfanumerici (lettere e numeri), a scelta del concorrente, in carattere Times New Roman 12.”), in Times New Roman 12, bensì in un font che sembra essere l’Euphemia, sovradimensionato rispetto a quanto espressamente richiesto. Questo è un chiaro segno di riconoscimento delle tavole e pertanto il progetto, come altri nella shortlist presentata in questi giorni in via del Duca 17 (pensiamo ad esempio sempre ai progetti del Carli, terzo classificato, e di Elena Montani, selezionata, che riportano la dicitura non regolare “tavola 1, tavola 2 ecc.”; quello di Grifoni-Gamurrini e quello di Donda-D’Arco-Costumato dove il font del codice alfanumerico non è il Times New Roman 12 pt; quello dello studio Franchi, Tesi e Barneschi, che non presenta un codice alfanumerico in alto a sinistra sulle tavole) doveva essere subito escluso dalla competizione.

Altro fatto singolare, nelle tavole di Arrigoni, è la presenza di un quadro di Roberto Barni, noto pittore pistoiese, utilizzato come “studio per mosaici artistici per le sedute delle panche in lastre di cotto smaltato e invetriato” del progetto. Al di là dei possibili problemi di diritto d’autore dell’opera, il fatto singolare è che nel settembre 1981 Barni e Natalini hanno realizzato una mostra insieme, denominata Duetto. Quello che ci chiediamo è quindi quando è stato realmente contattato Natalini? Prima o dopo l’11 febbraio?

Sindaco, siamo consapevoli che l’Amministrazione è estranea a tutto questo, chiediamo solo onestà, chiarezza, trasparenza.

Quello che contestiamo è la gestione successiva al 5 marzo, ovvero una asettica dichiarazione dove si annunciava che l’amministrazione avrebbe svolto controlli accurati fino alla presentazione dei progetti vincitori, in cui, in sostanza, è stata confermata tacitamente la graduatoria del 5 marzo.

Altra vista della piazza Spirito Santo
Altra vista della piazza Spirito Santo

La conferenza stampa nei locali di via del Duca è stata poi l’aspetto ancor più sconcertante: la commissione in quella sede ha ammesso di non aver letto sostanzialmente tutti i documenti che i partecipanti hanno redatto (investendo soldi e soprattutto molto tempo) e di aver giudicato arbitrariamente senza tener conto dei requisiti richiesti dal Bando. Citiamo dalle dichiarazioni del designer Natalini: “…abbiamo subito eliminato quelli che prevedevano degli interventi infattibili, tra cui la realizzazione di un parcheggio interrato o di un porticato davanti alla chiesa, quest’ultimo peraltro inviato da un noto architetto europeo” (fonte: reportpistoia.com).

Tutti gli ammessi al concorso sono professionisti, architetti come il suddetto Natalini, che hanno stilato un computo e una relazione con spiegati per filo e per segno i costi di ogni progetto. Possiamo immaginare anche noi che un parcheggio possa costare più di 600000 euro, ma dubitiamo fortemente che l’80% dei partecipanti abbia volutamente barato sulle cifre e sui costi del loro progetto. I nostri gruppi, nello specifico, sono stati più che scrupolosi in questo senso, eppure molti di questi sono finiti nel novero dei progetti ritenuti insufficienti e soprattutto infattibili. I calcoli dei costi erano dettagliati e veritieri, molti di noi hanno impiegato molto tempo andando ad informarsi da fornitori e ditte specifiche, facendosi stimare i costi dei materiali scelti e della manodopera. Probabilmente Natalini e i membri della commissione conoscono fornitori più cari dei nostri. Se anche fosse, perché scartare più di ottanta progetti senza leggere (è palese dalle dichiarazioni del Natalini) il computo redatto dagli architetti progettisti con tanta cura, come peraltro richiesto dal Bando? Oltre ad essere una negligenza della commissione è anche una mancanza di rispetto per il lavoro dei propri colleghi.

Piazza dello Spirito Santo
Piazza dello Spirito Santo

In conclusione, da giovani professionisti e da cittadini, chiediamo chiarezza e risposte. Sulle irregolarità (da esclusione) rispetto alle prescrizioni del bando ufficiale, sulle incompatibilità relazionali tra gli interessati, sul lavoro a nostro avviso ‘frettoloso’ della commissione giudicatrice.

Fiduciosi di poter avere un Suo riscontro, La ringraziamo e porgiamo distinti saluti,

Emilio Baria, designer; Nicola Cantini, architetto, Riccardo Cosco, designer; Fabio Forlizzi, architetto; Giovanni Mucci, architetto; Ilaria Rauty, architetto; Nicola Velluzzi, architetto; Diletta Vignali, architetto.

Trattandosi di questione d’interesse per l’intera cittadinanza, riteniamo corretto informarla che la presente è stata inviata per conoscenza ai principali organi di stampa locale.

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