lettera aperta. “IL SINDACO TOMASI HA BUTTATO FANGO SU DON BIANCALANI E VICOFARO, ORA CHIEDA SCUSA E PASSI AI FATTI”

I test sierologici a Vicofaro hanno dato esito negativo

PISTOIA. L’assemblea permanente antifascista e antirazzista di Vicofaro interviene nuovamente sul caso del centro di accoglienza di Vicofaro alla luce delle recenti dichiarazioni rilasciate dal sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi e all’esito dello screening sierologico eseguito sui migranti ospiti della comunità di don Massimo Biancalani.

Lo fa con una “Lettera aperta” rivolta direttamente al primo cittadino di Pistoia chiedendo oltre alle scuse personali aiuti concreti con provvedimenti immediatamente attuabili.

LETTERA APERTA AL SINDACO DI PISTOIA ”

Dopo le vergognose dichiarazioni su Vicofaro da parte del Primo cittadino Tomasi – che, usando il termine “svuotare” per una comunità di persone, hanno evocato terribili memorie di deportazione e sterminio, e innescato una serie di ignobili reazioni da parte di esponenti politici e giornalisti locali, a seguito dello screening sierologico eseguito sui ragazzi ospitati nelle strutture della chiesa, che ha avuto esito NEGATIVO PER TUTTI, ci aspetteremmo una parola di scuse da parte di chi ha buttato fango su Don Massimo Biancalani e su Vicofaro.

La “bomba sanitaria”, il “focolaio” pronto ad esplodere e ad infettare l’intera città NON esiste.

Chiesa di Vicofaro

È ora di farla finita per sempre di indicare i migranti di Vicofaro come “capro espiatorio” della pandemia del coronavirus!

Sarebbe doveroso, politicamente e umanamente, ammettere di avere sbagliato nel sostenere un pregiudizio pericoloso non solo per i giovani accolti da Don Massimo, ma per il quartiere e per tutta la città.

Le illazioni e le menzogne sono state smentite con i dati reali, ma sappiamo che nessuno avrà mai l’umiltà ed il coraggio di porgere le scuse a persone che hanno dimostrato grande dignità e tolleranza, pur in uno stato di emergenza e di difficoltà, di fronte alla disumanizzazione dilagante.
Don Massimo Biancalani come uomo di Chiesa e non solo, si è assunto da tempo grandi responsabilità e oneri, facendo generosamente un prezioso servizio a tutta la cittadinanza.
Il Sindaco Tomasi e le Istituzioni cittadine sono chiamati ad assumersi le responsabilità inerenti ai loro doveri istituzionali.

Al di là dei tavoli di lavoro, disertati tra l’altro dalla amministrazione comunale, ricordiamo la presenza a Vicofaro, oltre che di giovani africani in condizioni di grave disagio, di alcuni cittadini italiani , il cui stato di necessità è stato segnalato da tempo alle autorità cittadine e ai servizi sociali.
Eppure il Sindaco, fedele allo slogan “prima gli italiani” sostiene che le persone, con cittadinanza italiana, avrebbero la precedenza nell’accesso agli aiuti di “Stato”.
E allora, sindaco Tomasi, vuole o no rispondere, come primo garante dei diritti dei cittadini pistoiesi, alle sue responsabilità istituzionali?

Alessandro Tomasi

Vuole o non vuole provvedere con i suoi uffici a risolvere la situazione abitativa e di sostentamento di questi cittadini?
Non crede che, diversamente, nel suo operare si potrebbe ravvisare una costante omissione di atti d’ufficio?
Non si tratta di muoversi nel solco del “dettato evangelico” (che pure non farebbe male…) e nemmeno in quello di un generico sentimento di umanità: si tratta di un obbligo derivante dalla carica che Lei ricopre, e dalla Carta Costituzionale che ognuno di noi, ma soprattutto Lei, è tenuto a rispettare.
Dopo parole senza senso, passi dunque ai fatti: aiuti la Comunità di Vicofaro concretamente, con dei provvedimenti immediatamente attuabili.

Si tratta in questo caso di “ordine pubblico” nel senso più autentico. Basta con le strumentalizzazioni politiche o elettorali!

È giunto il tempo delle risposte concrete e dettate da vera giustizia verso le persone di qualsiasi colore o nazionalità che vivono nella nostra città!

Assemblea Permanente Antifascista e Antirazzista, Vicofaro-Pistoia

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