lettere dal carcere. RIFLESSIONI E COMMENTI SULLE FALSITÀ “AGRUMIESI” DELLA DISASTROSA AMMINISTRAZIONE DI BENESPERI, SINDACO DEL CAMBIAMENTO IN PEGGIO

Se non siamo più in grado di garantire le libertà costituzionali che ci sono costate morti e sangue a fiumi (cronaca, critica, pensiero, satira, creatività), troviamo almeno il coraggio di cancellare le istituzioni; di chiudere tribunali, scuole, università, sanità, comuni, province, regioni; di dichiarare l’avvenuta estinzione della democrazia; di dare fuoco ai giornali e agli organi d’informazione, senza nascondersi dietro la putida muffa del “politicamente corretto” sostenuto dall’applicazione rigida della legge contro chi non la pensa come il “Pcus di Stato”, e dalla sua favorevole interpretazione per salvare i nuovi Kapo del terzo millennio

Chi sa leggere, legga bene (chi non sa, non gli conviene)…

 

CARI LUCA & MAURIZIO,
avete fatto di tutto per diventare “padroni di Agliana” e oggi vi ritrovate con un bel pugno di mosche in mano.

Avete disfatto il disfattibile, sia dei rapporti con chi vi ha sostenuto da amico nella vostra corsa al potere, sia dei patti con i vostri alleati di governo: una Lega che, pur essendo il primo partito aglianese, fate di tutto perché conti quanto il famoso due di briscola.

Mi meraviglio, per questo, della non reattività di chi è troppo Buono, fino quasi ad essere politicamente inetto. Del resto i maestri di questo quasi innaturale connubio – il senatore La Pietra e la Sonia Pira – sotto il profilo politico non sembrano affatto delle aquile che volano ad alta quota…

Nessuno vi sta a sentire, tranne qualche prefetto o questore o magistrato (e credo sprovveduto assai) che vi dicono bravi! e vi guardano battere i piedini per terra come due bimbini isterici perché non volete essere criticati in alcun modo, dato che vi credete infallibili geni.

Appartenete, evidentemente, a quella schiera di ex-democristiani irredenti che, invece di convertirsi, come Dini, alle margherite per fare gli affaracci propri o agli olivi, siete rimasti in retroguardia, sfilacciamenti di pattuglie sbandate, tutti, più o meno, della stessa area.

Luca un berlusconiano (vale a dire il crisma del fallimento della politica che si è fatta prendere a suon di processi sui puttanai e i burlesques di Arcore); Maurizio un finiano riciclato, disorientato, in fondo, come il suo capitano, che andava a Israele con la kippà in testa, ma senza idee chiare su quale dovesse essere la direzione da imboccare.

Non scordiamoci che se l’Italia è qui, è anche colpa di un Fini che, perso dietro alle bionde e alle suocere sistemate in Rai, perse banco e chicchi e fece cadere il governo Berlusca a cui aveva dato vita con una fusione di forze che si distingueva più in confusione che in certezze.

Come esempi, dunque, cari Luca & Maurizio, ne avete avuti di pessimi. Se a questo aggiungete la vostra strutturale fragilità politica di fondo, è tutto più comprensibile anche nel bailamme che si vive e si respira ad Agliana; un’Agrumia dai labili costumi in cui si amalgamano, nella locale “melletta” (finesse!), i nobili compromessi e le intese di sottofondo destra/sinistra.

E ora auguriamoci solo che la magistratura riesca a beccare quei tre o quattro delinquenti che d’estate, violando il sistema informatico del Comune, tentarono di ricattare il sindaco, l’assessore Ciottoli e la segretaria Aveta. Ce la faranno…?

Per un anno e mezzo – a Agliana lo sanno tutti, anche i muri: lo ignorano solo, o fingono di ignorarlo, prefetti, questori e magistrati dell’urbe sovrana di Vanni Fucci – avete pappato, quasi ogni sera, in un “gruppone di cospiratori” (e aggiungo: santi cospiratori, se per abbattere il Pd più che staliniano della Piana) a suon di risotti, bottarghe, pizze, paste, briosce e bomboloni. E ce l’avete fatta, superando brillantemente tutti i diaframmi, le spirali e le pillole anticoncezionali: ma solo grazie a una figura di giovane coraggiosissimo dinanzi a cui – non ho problemi a dirlo pubblicamente – mi inchino con il massimo rispetto. Sto parlando, lo avrete capito, di Giacomo Mangoni. È stato lui ad aprirvi la via, perché è stato capace di ribellarsi al soffocante regime rosso di Agrumia, mandando tutti a quel paese.

Con le cene di quel vostro anno e mezzo di preparazione, in cui ridisegnavate la storia di Agliana, avete ottenuto la vittoria lasciando a denti asciutti il sorridente Vannuccini, la Luisa vicesindaca e soprattutto il personaggio muto che dettava le regole: il grande Rino[ceronte] [nau]Fragai, defenestrato a calci nel popò.

A questa fase costruttiva io – e desidero sottolinearlo con forza e chiarezza – non ho partecipato in nessun modo. Qualunque cosa si dica in proposito, è un’augusta stronzata; roba da comunisti e da impiegati infedeli di un Comune, in cui il sistema informatico è stato violato, stuprato e sputtanato nei veri e propri tentativi di ricatto nei vostri confronti.

Voi lo sapete perfettamente bene. Ma lo sanno anche i dipendenti del vostro Comune, a cui, come ceppo di Natale, oltre al panettone, avete regalato un nuovo sito e un nuovo sistema informatico – ovviamente da violare a vostro rischio e pericolo.

Luca si è sentito mortalmente offeso da questa vignetta di Pedrito… O Mattarella cosa dovrebbe dire per tutte le battute di Maurizio Crozza? Eppure quando mi chiedeva di rileggergli e limargli la tesi su Filippo Mazzei, non era così arrabbiato con me. Che gli avrò fatto? Boh!

I primi mesi della vostra giunta sono stati a dir poco traumatici. Col sindaco che non sapeva dove scappare; che andava in crisi ogni tre per due; che minacciava di dimettersi da un momento all’altro: e con Maurizio, il “bottargatore delle bavette”, a corsa a destra e manca per tappare buchi e angoli scoperti lasciati liberi dal “primo cittadino” in fuga.

Poi, quando sono arrivate le tirate d’orecchie da parte di chi vi aveva aperto le porte di Agliana, vi siete risentiti e avete iniziato a strillare come se foste i ricattati del momento: querele, minacce, infamie d’ogni genere e colore fino al punto di affermare che da Linea Libera volevamo «estorcervi quattrini».

Vi siete perfino messi in testa – Ciottoli in prima linea: ma si sa, Maurizio non è mai stato un’aquila; al massimo sa fare la bottarga e rimorchiare dei veicoli (una volta faceva anche la pubblicità su Linea Libera, pensate!) – di farci chiudere il giornale, un favore enorme per il Pd. E avete trovato anche gente disposta a darvi retta – quasi…

Tutto questo, unito a certi favori che vi sono stati concessi, come il privilegio di essere ascoltati nelle vostre cazzate-calunnia, indica quanto rispetto per la democrazia, per la trasparenza e per la legalità ci sia in Italia, in Toscana, a Pistoia, a Agliana.

Sono convinto cle la cosa più interessante sarà vedervi in aula – perché prima o poi dovremo arrivarci, cari amici di un tempo lontano – a sostenere le vostre auguste minchiate puntellate e perorate con la sola forza del fiato della vostra voce, già ormai fioca per non aver fatto altro, fino a questo momento, che calar le braghe a pro dei vostri spregiatissimi avversari di prima – i comunisti che avete scasato per miracolo dopo 75 anni di regime.

Avete pianto per vent’anni contro le loro angherie (da I fogli del Porciatti, su cui scriveva il Benesperi, in giù). Ma ora state facendo molto peggio di loro, di loro tremendi Pd: che, nonostante siano stati bacchettati a dovere da Linea Libera, non si sono mai stupidamente azzardati – come avete fatto voi distinguendovi in sopraffina intelligenza –, a chiamare in aiuto le forze istituzionali della conservazione dei privilegi; ossia gli avvocati, i prefetti, i questori e i giudici.

Maurizio ha fatto il ceppo ai dipendenti. Ma non gli vorrano bene ugualmente…

Ora illudetevi pure, Luca & Maurizio, che un panettone di Natale vi faccia amare da chi, per come siete, anche se vi sorride, vi sprezza con tutto il cuore, perché non siete rossi né rosa né fucsia come dice Diego Fusaro. Dunque arrivederci in aula – tanto per citare Cardarelli – «per vedere come il gioco è fatto, per ridere un poco insieme».

A Linea Libera preghiamo sinceramente – nonostante don Tofani e don Baronti – perché gli spasmi colitici di Luca vadano a migliorare e si indirizzino verso una guarigione totale. Dato che non è una bella cosa dover scappare ogni momento, senza sapere quando, all’improvviso, per correre in bagno…

Cercate, però, anche di spiegare ai vostri paladini-difensori che la satira non è un reato: e il comunismo, con Vauro, ce l’ha (purtroppo per voi) insegnato.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Sono aperte le iscrizioni alle querele contro chi esprime le proprie opinioni? Se sì, vuol dire
che l’Italia, la Toscana, Pistoia sono realtà messe molto molto male…


 

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