liberazione. UNA RIFLESSIONE DI MAURIZIO BIANCONI

L’Avv. Maurizio Bianconi

AREZZO. L’Italia iniziò una guerra sbagliata e disgraziata con un alleato infame, la terminò con i nemici iniziali, tutt’altro che portatori di buone azioni, invasa da eserciti stranieri, violentata da bombardamenti da genocidio, da rappresaglie criminali.

Non ci furono vincitori. Furono tutti dei vinti, come ricordò De Gasperi alla conferenza di pace.

Le ragioni e i torti in queste faccende, sono solo propaganda di parti e sono nelle mani del destino. Ma una cosa è sicura: avevano tutti torto e mai e poi mai, chi va al potere, può giudicare chi ne è cacciato.

C’è chi ha pagato con la vita, c’è chi, razzista e fascista, si arrogò il diritto di dar del fascista agli altri, di giudicarlo, punirlo, giustiziarlo. C’è chi rimase nelle grinfie della sorte avversa e che oggi potrebbe soltanto celebrare la propria morte, lo stupro, le violenze di quelli che dicono di aver ‘ragione’ e non il torto, sol perché saliti sul carro giusto al momento giusto.

Finirla, significa anche mandare al macero le ipocrisie e vergognarsi tutti, meno quei pochi che ci credettero davvero.

Maurizio Bianconi


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