libertà di stampa. GIORNALISTI CORAGGIOSI

Meglio seguire le “sagre delle frittelle” che non ficcare il naso negli affari degli amministratori e degli enti che usano denaro pubblico...? Evidentemente sì
Giornalisti scomodi a Livorno
Giornalisti scomodi a Livorno

LIVORNO-PISTOIA. Da un collega livornese riceviamo la seguente riflessione:

Buongiorno, sono un collega pubblicista di Livorno e ho partecipato a un evento di formazione dell’Ordine tenuto a Livorno pochi giorni fa sul tema “L’informazione che dà fastidio” dal titolo “Io non taccio”.

I relatori hanno presentato gravi e rilevanti casi di minacce e violenze, riservate a coraggiosi e perseguitati giornalisti d’ogni parte d’Italia: Giuseppe Baldessarro, Federica Angeli, Paolo Borrometi, Arnaldo Capezzuto, Marilù Mastrogiovanni e altri.

La serata è stata caratterizzata dalle narrazioni di ritorsioni, minacce e diffide velate o dirette, per finalità di repressione del giornalismo d’inchiesta e spregio al superiore interesse di informazione e servizio alla Democrazia, nel trionfo della libertà di opinione sancito dall’art. 21 della Costituzione.

Tali esempi di “giornalismo coraggioso” sono certamente da difendere e ricordare ovunque, ma bene ha fatto un vostro collaboratore – del quale non ricordo il nome – a richiamare l’Ordine alla necessità di promuovere corsi professionali più dedicati al risveglio di una coscienza critica dei giornalisti e dunque utili a sviluppare attività d’inchiesta come presupposto costante di lavoro, condito necessariamente da coraggio e buona dose di parresìa.

Il collega ha ricordato che esiste una diffusa ipocrisia, nel mondo del giornalismo che spesso sconfina nella reticenza, facendo così larga strada a poteri forti e occulti.

31 marzo. Edoardo Bianchini parla all’assemblea dell’OdG di Firenze
31 marzo. Edoardo Bianchini parla all’assemblea dell’OdG di Firenze. Nessuna risposta adeguata…

Insomma un certo tipo di stampa, definita appunto organica, dovrebbe essere stigmatizzata anche in modo istituzionale dall’Ordine e questo in soddisfazione al principio di “servizio” che ogni giornalista, dovrebbe sentire come missione, eticamente prevalente rispetto a ogni altro interesse.

Questo principio, richiamato nel Codice di Deontologia professionale, è però privo di una fattiva attuazione pratica e si continua ovunque a fare pagine su concorsi di bellezza e sagre paesane, inaugurazioni e polemiche su questioni campanilistiche senza andare quasi mai a “ficcare il naso” sulle scrivanie degli amministratori pubblici, salvo rare eccezioni.

Dunque, mi complimento con Linee Future per l’eccezione critica svolta all’evento livornese dal pungente collaboratore (con un ficcante richiamo alla scandalosa vicenda della gestione dei rifiuti dell’amministrazione comunale, precipitata sul tavolo del rivoluzionario Sindaco Nogarin) e sopratutto con il direttore Bianchini per la pertinente protesta espressa sul funzionamento del Consiglio di disciplina, al Consiglio Direttivo nel pieno dell’Assemblea dei soci tenuta a Firenze.

Continuate così, sarete di esempio agli altri.

[*] – Collega pubblicista, ospite

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One thought on “libertà di stampa. GIORNALISTI CORAGGIOSI

  1. Buongiorno…fino a quando la “grande” stampa nazionale, le tv, i media in generale, saranno proprietà dei nostri “grandi” imprenditori (tipo Benetton, tipo De Benedetti, tipo fino a pochi giorni fa la Fiat, tipo i Tronchetti Provera), che per le loro fortune dipendono dallo Stato…fino a che non si ritornerà all’editore puro e fino a che ci saranno gli aiuti all’editoria, l’intreccio politica- affari- stampa resterà saldo e pernicioso. Però…però la gente può riflettere…esiste il libero arbitrio ( almeno del pensiero) ed esistono oggi un numero di fonti dalle quali attingere, talmente vasto che non ci sono scuse. Chi non sa è perchè gli fa comodo così.
    Massimo Scalas

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