libertà di stampa. SÌ, MA QUANTI FARISEI ANDREBBERO LAPIDATI FRA I GIORNALISTI ITALIANI CHE SI SCALMANANO PER L’ART. 21!

Prima di Mentana che il popolo italiano è un popolo di pecoroni appecorati e succubi del Pd e della magistratura palamariano/davigana disprezzata da Carlo Nordio, lo avevamo già scritto abbondantemente noi. Avevamo parlato anche noi del sostegno alla satira e a Charlie Hebdo: ma altra cosa è essere uomini di potere e del potere, e altro è quello di essere poveri con le toppe al culo come Linea Libera, ma con la coscienza immacolata come la Concezione…

 

Sarà una vera e propria convinzione oppure una delle solite… mentine? Di giornalistoni ne abbiamo avvisati vari: Paolo Del Debbio, Maurizio Belpietro, quel rospo ululone di Mario Giordano, Massimo Giletti, Leonardo Nesti, Massimo Fini, Piero Sansonetti e forse qualche altro che ora sfugge. Risultato: “una beata minchia”. Ora mettiamo ai ferri anche Enrico Silver Mentana

 

OR L’ARGENTEO MENTANA DÀ MENTINE

MA PEI LIBERI È GUERRA SENZA FINE

 


 

Franco Vannucci con Matteo Salvini

 

SU UNO STATO di WhatsApp di Franco Vannucci, leghista di Montale e persona di tutto rispetto – è, tanto per ricordarlo, il consigliere comunale che ha costretto don Ferdinando Betti di Borbone-Montale a levarsi dai piedi il suo assessore antifascista Alessandro Galardini, invelenito con i carabinieri: che però il Betti ama assai per le sue querele –; su uno stato del Vannucci, dicevo, ho trovato questo bell’intervento di Enrico Mentana: solita sbrodolata che non porta da nessuna parte.

Con Franco ci siamo messi a chiacchierare. Mi piace parlare con il Vannucci, perché il rispetto che gli è dovuto, è pienamente testimoniato e giustificato dal rapporto che lui ha non solo con gli umani (ma quanti ce ne sono? Basteranno due mani per contarli?), ma soprattutto per gli animali: Nino, il cavallino meraviglioso, che lui ha salvato dalle braciole; e la cagnetta che allieta casa sua e la gente di casa sua.

Nel rapporto con gli animali, infatti, tu conosci e riconosci se l’ominide, fatto a immagine e somiglianza di dio (che, ovviamente, per me non c’è, vista la stirpe umana e le sue stranobili istituzioni), è degno, o meno, di rispetto.

Se è vero quello che Mentana dice (ma non è che… Mentana derivi dal verbo mentire?), voglio raccontargli la mia storia di 104 giorni di arresti domiciliari perché 16 nobili personaggi pistoiesi, degni di tutta la nostra attenzione perché, in buona sostanza, a nostro parere, pericolosi sotto il profilo del rapporto sociale; più un magistrato assai chiacchieratissimo (il signor Claudio Curreli) & suoi colleghi, si sono svegliati una mattina e, in onore della Costituzione che Mentana mastica come una mentina, hanno deciso: facciamo il culo al Bianchini perché non sta mai zitto e ci rompe troppo i coglioni.

Agnese Pippolini. Finite le pulizie…?

Due di questi personaggi – lo voglio ricordare ai cittadini democratici di Montale e anche all’Agnese Pippiolini per quando smette di fare le pulizie di casa – sono proprio don Ferdinando Betti di Borbone-Montale e la sua alabardiera di fiducia, la signora Paola Nanni, professoressa di educazione fisica prestata al corpo dei vigili urbani.

Ambedue, diversamente dal rivoluzionario Galardini, i carabinieri, come dicevo, li rispettano assai – e avremo modo di vederlo e verificarlo in aula, al momento del processo che prima o poi si farà.

Un processo di cui devo ringraziare anche loro due perché, da difensori dell’Anpi e della Costituzione, non vogliono che si ficchi il naso nelle loro cose: la Nanni, in storie di pistole d’ordinanza e non solo; il Betti, sostenuto dalla scienza giuridica fina dell’avvocato pratese Guido Giovannelli (amico di Comuni Pd, vescovi Agostinelli, delle Misericordie, delle Lorette Giuntoli implicate in strani giri di faccende immigratizie a mezzo servizio Pd-Misericordie), attore in storie di “carbonizzi di Fognano” (o di fogna?).

Prima di Mentana che il popolo italiano è un popolo di pecoroni appecorati e succubi del Pd e della magistratura palamariano/davigana disprezzata da Carlo Nordio, lo avevamo già scritto abbondantemente noi.

Avevamo parlato anche noi del sostegno alla satira e a Charlie Hebdo: ma altra cosa è essere uomini di potere e del potere e altro è quello di essere poveri con le toppe al culo come Linea Libera, ma con la coscienza immacolata come la Concezione.

Di giornalistoni ne abbiamo avvisati vari: Paolo Del Debbio, Maurizio Belpietro, quel rospo ululone di Mario Giordano, Massimo Giletti, Leonardo Nesti, Massimo Fini, Piero Sansonetti e forse qualche altro che ora sfugge. Ah, c’era anche Gianluigi Paragone, il 5 Stelle chiacchierone… Risultato: una beata minchia. Ora mettiamo ai ferri anche Enrico Silver Mentana.

Il famoso Uccello Padulo, conservàtoci grazie all’eruzione del Vesuvio su Ercolano e Pompei

Il mondo è fatto così: finché si parla di cose lontane, si può dire tutto. Quando il famoso uccello padulo ronza intorno a noi, bisogna chiudere tutti gli orifizi: dal culo alla bocca. Che per certa gente siamo lì: è più o meno la stessa cosa.

Pensate, per esempio: il professor Alessandro Galardini, costretto a dimettersi da don Ferdinando Betti di Borbone-Montale per averla fatta “fuori dal vaso”, si è sentito offeso e ha querelato una persona (il nome è inutile: basta e avanza il peccato) che aveva semplicemente detto che la sua battuta contro le forze dell’ordine tutte fasciste era vergognosa. Notate che s’era dimesso: quindi qualcosa aveva pur fatto.

Ebbene – ed ecco perché io non voglio che mi chiamino professore… –, con il sostegno (se non erro) dell’avvocato Giovanni Sarteschi, è riuscito a trovare un Gip che ha emesso un decreto di condanna e senza battere ciglio. Solo perché, per diritto di critica, il reo si era avventurato a disporre delle garanzie fornitegli dall’articolo 21 della Costituzione.

Il direttore degli Uffizi con Claudia Cappellini e Marco Mazzanti (anche… panzetta oltre che okkione) alla Màgia

Scherzate poco, democratici radical chic. Poi, magari, un bel giorno, vi ritrovate tutti ammassati al binario 16 di Santa Maria Novella, in partenza per la nuova Auschwitz del pensiero unico della minchia. Tanto un giudice, che vi prenota il biglietto, lo troverete sempre.

E ci pensi bene anche Mentana che, se non erro, è ebreo. Ma non rompete il cazzo: io ho amici ebrei in Israele e la mia famiglia ha salvato ebrei in quel di Lecceto, quella striscia di Gaza monopolizzata dal ragionier non-dottor Romolo Perrozzi & C. grazie al permissivo e conciliantissimo Comune (peraltro falsario: lo dico e lo sottoscrivo) di Quarrata, sindaco Okkióne.

L’unico giornalista che ha detto la verità su di me, interpretando perfettamente la realtà effettuale dell’accaduto nella procura di Pistoia, è stato – e lo ringrazio da qui a sempre – l’amico Mauro Banchini.

Caro Franco, meglio Nino il cavallino!

Gli altri – a iniziare dal dis-Ordine pdei Giornalisti, hanno fatto tutti letteralmente schifo. L’espressione è forte? L’espressione non è continente? Vuol dire che sarà un’isola o un promontorio. E vaffanculo! Lo diceva Jonny Stecchino, l’ha detto per anni Grillo, a me sarà vietato? E perché? Perché se vedo un casino, lo analizzo, lo disseziono e ne do i risultati in pasto al popolo dei lettori?

Caro Franco, siamo messi male. Glielo dica ai suoi amici leghisti, Sonia Pira compresa, velenosissima antidemocratica che ci ha querelato perché, se parliamo contro di lei, seminiamo solo buGGGGie!

Anzi, siamo messi peggio. Anzi, pessimissimamente con tutti questi figli di madre ignota in giro, come dicono a Roma. E mi saluti la sua bella famiglia e, di séguito, Nino il cavallino e la sua graziosa cagnetta.

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

 

Il saggio disse…

 

Saranno Mentana o mentine?

 

Quando S.E. Mussolini volle istituire l’obbligo del giuramento al Duce per i professori universitari, su oltre 1.500 «liberi (???) docenti», solo 12 si rifiutarono e vennero, ovviamente, buttati fuori dagli Atenei, fossero o no dei luminari.
In proiezione il popolo italiano è un popolo di pecoroni appecorati/appecorabili.
Personalmente, «orgogliosamente non-professore», mi onoro di non dare di fascisti alle forze dell’ordine e di essere il 13° della fila degli sgraditi a PDio Padr[on]e Onnipotente.

 


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