libri. LEONARDO E LA CAVA DI GIOTTO

La copertina del libro di Canepari

MONSUMMANO. In occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Leonardo da Vinci, mercoledì 11 settembre, alle 21.15, verrà presentato il libro dal titolo “Leonardo e la Cava di Giotto” di Carlo Canepari, nella sala della Biblioteca Giuseppe Giusti.

Interverrà Monica Marraccini, assessore del Comune di Monsummano Terme.

Il libro racconta il sopralluogo di Leonardo alla cava rossa di Monsummano Terme nella calda mattina del “dì di S. Maria della neve/addì 5 daghossto 1473”.

Non un racconto di fantasia o di scienza, ma quello di un’esperienza spettacolare di visioni e suggestioni durante un dialogo con il pittore Galeazzo Nardini fra i segni del “Paesaggio col fiume” e quello immaginario del viaggio di Leonardo nella Valdinievole.

L’esterno della biblioteca di Monsummano Terme

Architetto in pensione, ricercatore presso la Facoltà di Architettura di Firenze, da sempre attratto dai disegni di Leonardo come progetti di modificazione territoriale, Carlo Canepari effettua uno studio del “Paesaggio con fiume”, analizzando varie interpretazioni, in genere ben documentate, spesso elaborate, a volte interessanti nel particolare, ma non convincenti.

Ma nessun disegno di Leonardo è senza ragione. Si rende conto che non ha di fronte il disegno di un luogo naturale; è un manufatto, la squadratura di questa parete è configurata come quella di una cava organizzata per il lavoro produttivo e, lentamente, si disvelano in sequenza tutti gli elementi segnici che rappresentano la cava.

Quel che appare a valle non è un fiume, ma la rappresentazione degli acquitrini del Padule di Fucecchio. Il disegno mostra sul lato destro la Cava rossa nella prima fase di sviluppo e sullo sfondo il colle di Buggiano Castello appoggiato alle colline.

Giotto aveva utilizzato la pietra rossa della cava di Monsummano Alto nelle formelle decorative nel Campanile proprio per le peculiarità materiche.

Quella disegnata da Leonardo era la cava nascente che aveva in quegli anni un fronte di circa dodici metri di altezza, mentre il paretone attuale, risultato di aperture, di chiusure, riaperture e trasformazioni secolari, ha raggiunto i settanta metri ed è diventato luogo per appassionati della arrampicata. Ingresso libero.

[comune di monsummano]

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