libri. “VOGLIO CORRERE PIÙ VELOCE DELLA MENINGITE” DI ANDREA LANFRI

Il libro dell'atleta lucchese sarà presentato domani sera al Circolo Arci di Ponte di Serravalle
Andrea Lanfri

SERRAVALLE. Venerdì 22 Novembre, al Circolo Arci di Ponte di Serravalle, sarà presentato il libro Voglio correre più veloce della meningite di Andrea Lanfri.

L’appuntamento, organizzato dall’assessorato agli eventi sportivi del Comune di Serravalle, è per le 21,15 e sarà l’occasione per un augurio in vista della prossima impresa ovvero la scalata del Monte Everest nel 2020.

“Ho affrontato questa – dice Andrea Lanfri – sfida come tutte le altre sfide che la vita e la montagna mi hanno imposto: e l’ho vinta”.

“Ho incontrato e conosciuto Andrea durante un incontro dedicato a lui e alla disabilità a Pescia – afferma l’assessore agli eventi sportivi, Maurizio Bruschi – poco prima che partisse alla volta di Punta Hiunchuli, a 7246 metri, in Nepal in preparazione della sua nuova sfida, in primavera tenterà la scalata al Monte Everest.

Ho subito proposto a lui la possibile partecipazione ad un evento sul territorio del nostro Comune, subito accolto dal Circolo Arci Ponte di Serravalle e dal locale Comitato Eventi, l’evento ideato prevede anche la partecipazione del Gruppo Trekking Serravalle e del Cai Maresca Montagna Pistoiese.

Andrea presenterà il suo libro Voglio Correre più veloce della Meningite e ci farà capire come un uomo con la forza di volontà possa riuscire comunque ad affermarsi nonostante le difficoltà che la vita a volte ci riservi. La nostra serata spero che gli possa dare ancora più forza per sfidare l’Everest”.

Scheda Andrea Lanfri

Nato a Lucca il 26 novembre del 1986, Andrea Lanfri, all’età di 29 anni, nel gennaio 2015, è vittima di una grave malattia: meningite con sepsi meningococcica, che gli fa perdere entrambe le gambe e sette dita delle mani. Operato inizialmente a Firenze, viene poi trasferito all’ospedale S. Luca di Lucca.

La locandina della serata

Nel 2016 inizia a correre con un paio di protesi in fibra di carbonio, acquistate grazie ad una raccolta fondi on-line, crowdfunding, e diventa il primo atleta uomo italiano della storia a correre con doppia amputazione agli arti inferiori sotto i 12 secondi nei 100 metri piani.

Tesserato inizialmente alla G.S.H. Sempione 82, comincia a correre per la Fispes nella primavera del 2016. Per la Fidal è invece tesserato con l’Atletica Virtus CRL Lucca. Si allena proprio allo stadio Moreno Martini di Lucca, seguito da Francesco Niccoli.

A Grosseto, nel 2016, fa inoltre il suo esordio in nazionale, ottenendo un nuovo record italiano e la medaglia di bronzo nella staffetta 4×100 m.

Nel luglio 2016, a Berlino, Andrea centra il minimo richiesto sui 400 m per i XV Giochi Paralimpici estivi di Rio de Janeiro 2016, ma a sorpresa non viene convocato per l’evento. A Roma, in occasione del Golden Gala, ottiene un altro record con un 11″48 sui 100 m.

A Londra, partecipa ai Campionati del mondo di atletica leggera paralimpica 2017 e conquista la medaglia d’argento nella staffetta 4×100 m, ottenendo anche un ulteriore record italiano con l’11″46 sui 100 m. e un quintom posto, con 22″51 (vento -0,1 m/s), nei 200 m.

Nella corsa, complessivamente, ha vinto 9 titoli italiani. É detentore dei record italiani T43 su tutte le distanze praticate, 100-200 e 400 metri piani. Nel luglio 2017 c’è il suo ritorno nel mondo dell’arrampicata libera, sport praticato prima della malattia, grazie ad alcuni sponsor che gli hanno reso possibile realizzare protesi adatte allo scopo, e decide di scalare una vetta conquistata prima della malattia in Corsica, chiamata da lui Operazione Coming Back To Life. Nel corso dello stesso anno riceve il premio Viareggio Sport, e la medaglia di bronzo al valore sportivo.

Dalla primavera del 2018 corre per la FISPES con il Gruppo Sportivo Fiamme Azzurre, un grande stimolo per allenarsi al meglio in vista di Tokyo 2020.

Sempre nel 2018 entra a far parte del progetto One Project Research, sigla che sta per oxygenated natural emotion project, che gli permette di accelerare i tempi di acclimatazione e contrastare il mal di montagna. La prima vetta sopra i 4000 è conquistata nel luglio dello stesso anno (Monte Rosa 4554 mt). Ma quella del Monte Rosa è soltanto la prima tappa del progetto One, la seconda è la scalata alla vetta del Vulcano Chimborazo in Ecuador a 6292 metri sul livello del mare, una bella sfida già fissata per il 2019, e la terza scalata del progetto sarà l’Everest a 8848 mt, anch’essa fissata per il 2019.

[innocenti — comune di serravalle]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email