“L’INCANTO MALEFICO” DELL’ESPOSIZIONE PISTOIESE DEL 1899

Claudio Rosati avverte che l’esposizione pistoiese, vocata all’autoesaltazione, non può essere letta come semplice parodia di provincia delle più prestigiose esposizioni universali
La Borgognoni inaugura la mostra
La Borgognoni inaugura la mostra

PISTOIA. È stata inaugurata nelle sale affrescate del palazzo Comunale ieri pomeriggio, giovedì 9 aprile 2015, la mostra “L’Expo di Pistoia del 1899”. Inaugurata dalla Banda Borgognoni con l’esecuzione dell’Inno a Niccolò Puccini composto proprio dal Maestro Pietro Borgognoni in occasione dell’esposizione circondariale pistoiese per l’industria, la floricoltura e l’orticoltura del 1899.

La mostra, inserita all’interno della rassegna Leggere la città, riunisce buona parte del materiale fotografico e iconografico raccolto per la realizzazione del libro di Silvia Mauro, L’incanto malefico, volume edito da Settegiorni Editore che avrà la presentazione ufficiale sabato 11 aprile alle 15:30 nella Biblioteca Forteguerriana, eccezionalmente aperta di sabato.

La mostra, con i suoi pannelli, coglie e cerca di evocare lo spirito che animò, a fine 800, quella fase di profondi cambiamenti socioeconomici che visse la società pistoiese in rapporto ai progressi portati dalla modernità. In terra pistoiese, trai primi testimoni diretti dello sviluppo tecnologico e delle innovazioni economiche relative, esaltate in apposite Esposizioni Universali o Nazionali, era stato Bartolomeo Cini, moderno imprenditore della prima vera e propria industria di un certo rilievo del territorio: la cartiera della Lima. Cristina Dazzi ha curato, nella pubblicazione Il Viaggio d’ Inghilterra di Bartolomeo Cini per l’Esposizione Universale del 1851, i diari di un facoltoso pioniere di provincia attratto dal fervore del positivismo.

Silvia Mauro e l’Assessore Elena Becheri
Silvia Mauro e l’Assessore Elena Becheri

Nella prefazione a L’incanto malefico Claudio Rosati avverte che l’esposizione pistoiese, vocata all’autoesaltazione, non può essere letta come semplice parodia di provincia delle più prestigiose esposizioni universali. Quella di Parigi, che come tutte le altre celebrava le merci, sostituendo l’etica del risparmio all’estetica del consumo, volle rappresentare nella Tour Eiffel il sentimento di progresso e meraviglia da trasmettere ai visitatori: quella pistoiese, più modestamente, in una botte da oltre 350 mila litri di vino allestita sul Parterre.

La mostra offre anche alcune immagini dei bastioni della Fortezza Santa Barbara, predisposi all’occorrenza, in occasione dell’Esposizione Industriale di Pistoia del 1870: si tratta di fotografie di Vincenzo Fondi e provengono dal fondo Filippo Rossi Cassigoli, attualmente ancora conservato alla Biblioteca Centrale Nazionale Fiorentina e per cui il prof. Petracchi ha proposto un’interessante progetto di digitalizzazione.

Nilo Benedetti, Settegiorni Editore
Nilo Benedetti, Settegiorni Editore

Gli organizzatori dell’evento del 1899 erano mossi anche da un intento pedagogico, formare cioè una manodopera qualificata per le attività manifatturiere che si iniziavano a diffondere in città. L’omaggio a Niccolò Puccini derivava dal fatto che, nel testamento del 1847, il nobile filantropo donò il proprio patrimonio agli orfani ed alle “istituzioni artigiane”, centri nevralgici di quella nuova classe sociale che si riconosceva nel lavoro, artigianato prima e industria poi.

La nobiltà terriera e aristocratica locale iniziò, a fine 800, a cedere il passo ad una classe di artigiani, orticoltori e imprenditori che delle vita all’Unione Liberale, una sorta di partito della città, caratterizzato dall’impegno nella promozione del progresso industriale e della formazione professionale. Non a caso proprio i protagonisti dell’Unione Liberale diedero anche vita alla Società Utile e Diletto, che ebbe il merito di istituire a Pistoia la prima scuola di Arti e Mestieri.

Silvia Mauro
Silvia Mauro

Questa scuola organizzava viaggi d’istruzione e conferiva premi agli alunni più meritevoli: Roberto Giannini, muratore, vinse un viaggio all’Esposizione di Parigi del 1889 e poté ammirare il più spettacolare simbolo dell’ingegno umano, la torre Eiffel. Dieci anni più tardi, lo stesso Giannini, divenuto architetto, realizzò la monumentale porta d’ingresso a piazza Mazzini (sede espositiva principale): l’icona, rappresentata anche sui biglietti, della manifestazione. Si trattava di una porta neorinascimentale e moresca, in linea con lo stravagante eclettismo nazionale dell’epoca, destinata a durare solo il tempo della manifestazione.

La mostra pistoiese, con i suoi padiglioni, venne inaugurata il 23 luglio del 1899, con il sindaco Arturo Ganucci Cancellieri: da due anni la città aveva l’energia elettrica, ulteriore traguardo conseguito con intraprendenza da una parte del gruppo dirigente cittadino, in primis il sindaco Cino Michelozzi dell’Unione Liberale.

L’Assessore alla cultura Elena Becheri ha fatto gli onori di casa evidenziando il valore della mostra e dell’iconografia esposta per l’occasione, uno strumento sensazionale per Leggere la città e i rivoluzionari cambiamenti, negli usi e costumi, succedutisi durante il turbinio di un periodo tutto sommato non lontano, ricco di sogni e affascinanti visioni.

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