“LINEE” NELL’ITALIA CHE NON HA SCAMPO

Villa Cappugi. Un’immagine della sala
Villa Cappugi. Un’immagine della sala

PISTOIA. A villa Cappugi, Linee Future ha festeggiato il suo primo anno di vita.

La redazione, nei mesi scorsi, aveva condiviso la scelta di discutere un tema di attualità all’interno della festa di compleanno.

Così è stato scelto il tema delle Regioni perché a breve si va al voto per il rinnovo del Consiglio Regionale, perché la Regione fa leggi, la Regione costa un sacco di soldi, molti ambiscono a farsi eleggere in Regione, molti vorrebbero comunque rivederne le funzioni e parlano di limitarne i costi.

Per dar vita al dibattito avevamo scelto di partire dalle posizioni di un’associazione di cittadini denominata Il Rasoio di Occam, capitanata da Bruno Detti, di Grosseto, che individua nelle Regioni un pletorico e ingiustificabile organismo che non porta alcun reale beneficio a fronte del costo esagerato.

I dati sono questi e li ricordiamo qui perché non si perda il valore di quanto si è cercato di fare. la spesa corrente degli enti locali è imputabile

  • per il 22,8% ai Comuni,
  • per il 4,5% alle Province
  • per il 72,7% alle Regioni

Quindi: le 20 Regioni costano 16 volte di più delle 110 province.

COSTI DELLA POLITICA

La spesa totale per il funzionamento dei Consigli Regionali, al netto dei rimborsi ai partiti, è di 985 milioni di euro all’anno, contro i 45 milioni dei consigli provinciali (la Camera costa 970 milioni e il Senato 479). Quindi

  • i venti consigli regionali costano 22 volte di più dei 110 consigli provinciali
  • la spesa complessiva delle Province nel 2010: € 11,5 miliardi
  • per le Regioni: dal 2000 al 2010 la spesa pubblica regionale ha superato i 200 miliardi di euro. La crescita è stata di 89 miliardi, che corrisponde a un incremento del 75 per cento monetario e del 45,4 per cento oltre l’inflazione

FUNZIONI

Per le Province:

  • la gestione del territorio e l’istruzione pubblica, i trasporti e il sostegno allo sviluppo economico, la tutela ambientale.

Per le Regioni:

  • emanare leggi e regolamenti moltiplicando per venti le normative in Italia; rapporti internazionali, moltiplicando per venti le spese con il creare perfino ambasciate all’estero (!); sanità, con raddoppio delle spese e netto peggioramento – se non azzeramento, in alcuni casi – delle prestazioni.

Avevamo invitato rappresentanti locali e nazionali di maggioranza e di opposizione.

Il tavolo dei relatori
Il tavolo dei relatori

Hanno accettato e hanno partecipato all’evento: Bruno Detti per Il Rasoio di Occam; Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia; Marco Bottino del Consorzio Medio Valdarno; Margherita Semplici di Pistoia Domani; l’On. Caterina Bini, l’On. Edoardo Fanucci, e Maurizio Giorgi del Movimento 5 Stelle. Ha declinato l’invito solo il Sindaco di Pistoia, Samuele Bertinelli. Aveva altri impegni (vedi).

Bruno Detti ha parlato dunque per primo illustrando con dati e cifre l’inutilità dorata delle Regioni: ne è seguita una doviziosa esposizione di fatti e dati da parte di chi si sta candidando e difende quanto di buono si potrebbe ottenere dalle Regioni purché efficientate; da parte di chi coglie incongruenze drammatiche tra le necessità dei territori e i tempi e i modi di azione dell’ente; da parte di chi osserva, da Roma, le Regioni come “male inevitabile” per ottenere i finanziamenti europei (la sensazione è che l’ente Regione imperverserà più che a lungo nelle nostre esistenze, a meno di fatti più gravi).

Tanti amici hanno partecipato alla nostra mattinata, qualcuno ha anche avuto modo di fare domande ai relatori, ma sarebbe servito un time lapse o una dilatazione delle ore della mattinata per soddisfare le curiosità di molti dei presenti o la loro voglia di rivolgersi direttamente a persone che ricoprono incarichi prestigiosi, anche a livello nazionale e che davvero, per quanto possibile, si sono prestate con generosità alle nostre sollecitazioni.

Grazie quindi a chi è intervenuto, a chi ha espresso le sue convinzioni con passione, grazie infine a chi ci ha riconosciuto la volontà e la capacità di dire sempre quello che pensiamo in scienza e coscienza.

Auguri, Linee!

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AD ABUNDANTIAM

 

Bruno Detti
Bruno Detti

IERI SERA Bruno Detti ci ha chiesto di aggiungere queste poche righe al suo intervento, da lui pubblicate su facebook:

Controbattere nel merito era impossibile.

Ma in un Paese in cui:

  • un referendum boccia i finanziamenti pubblici ai partiti e loro inventano i rimborsi elettorali
  • un referendum boccia il ministero per l’agricoltura e loro istituiscono il ministero per le politiche agricole
  • un referendum approva la privatizzazione della Rai e loro non si curano neanche di cambiargli il nome, ma aumentano il numero dei canali da tre a quindici…

Perché stupirsi?

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