L’INTERMINABILE CENA DI PAOLA

Ahó… mesoppèrsa!
Ahó… mesoppèrsa!

AGLIANA. Che la serata non fosse iniziata sotto i migliori auspici artistici lo abbiamo intuito immediatamente. Ma non per le tre gocce cadute in piazza Gramsci, ad Agliana, quelle che hanno indotto lo staff tecnico di Paola Turci a spostare, all’ultimo momento, il concerto della cantautrice romana al teatro Moderno, al sicuro da Giove pluvio.

Ci siamo insospettiti immediatamente, quando alle 20:45, arrivati a destinazione, abbiamo chiesto, ad una delle addette al servizio, se e come fosse possibile fare una foto all’artista e, contemporaneamente, scambiare due battute.

“Sta cenando, potevi arrivare prima”, è stato il commento, laconico, della manager. Il sospetto si è ingigantito, perché da quando facciamo questo mestiere non ci è mai successo di sapere e constatare ancor meno che un cantante, poco prima di esibirsi, ceni. Ma in virtù delle eccezioni che confermano la regola, non abbiamo dato il mino spazio al dubbio e abbiamo silenziosamente aspettato.

Con il trascorrere dei minuti e l’approssimarsi dell’inizio dello spettacolo però (uno degli appuntamenti di questo Giugno Aglianese), la cena ci è sembrata lunga e proteica oltre ogni ragionevole padronanza del diaframma e visto e considerato che nel frattempo la minaccia della pioggia aveva indotto lo staff a trasferire al teatro gli arnesi del concerto nato per celebrarsi in piazza, all’aperto, siamo tornati all’attacco, cercando di capire dove realmente fosse Paola Turci.

“È ancora al ristorante, ma non dovrebbe tardare molto ad arrivare” ci ha confermato un’altra signorina dell’entourage. Ce lo ha detto con le mani impegnate a trasportare, passando dal retro del teatro, un vassoio ricco di frutti. E questa, in tanti anni di critica musicale, ci è parsa immagine più consona alla realtà: prima di esibirsi, quasi tutti gli artisti si cibano di frutta; riccamente vitaminica, specialmente le banane e il loro altissimo contenuto di potassio, e poco intrusiva, l’ideale per sentirsi in forma senza avere contrattempi digestivi.

Insospettiti, abbiamo abbandonato l’angolo strategico dove avevamo deciso di poter incrociare Paola Turci, fotografarla e, accompagnandola nel camerino, rivolgerle le domande che ci sarebbero bastate per comporre il pezzo della serata, che si sarebbe giustamente concentrata sul lato squisitamente musicale.

“Paola è sotto, si sta preparando”, ci ha seraficamente detto una terza girl di servizio, guardandoci con lo sguardo di chi ha l’impressione di avere a che fare con degli stolti (il concerto sarebbe dovuto iniziare alle 21:30, sono le 22, dove volete che sia l’artista, a passeggio? Avrà pensato, incredula, per la nostra dabbenaggine).

In tutto questo tempo, a dare manforte alle nostre vane attese, hanno notevolmente contribuito i messaggi rassicuranti datici con la solita dolcezza di sempre da due vecchie conoscenze: Luca Nesti e Barbara Dardanelli. Anche loro, parte integrante dell’avvenimento, fino alle 21:55 ci hanno confermato che Paola Turci non era ancora arrivata e che anche loro, come tutti gli altri, la stavano impazientemente aspettando.

Giornalisticamente abbiamo fatto un buco nell’acqua, c’è poco da dire: siamo partiti da Pistoia per andare ad Agliana ad assistere al concerto di Paola Turci, con la volontà di intervistarla, fotografarla e parlare del suo spettacolo e non abbiamo fatto nulla di quello che ci eravamo prefissati.

Ce ne faremo, certo, una ragione, quella che ci auguriamo si facciano, come noi, Barbara Dardanelli, Luca Nesti e le ragazze dello staff di Paola Turci. Un flop che smaltiremo pur senza scordarlo. L’augurio è che non lo dimentichino nemmeno loro, perché si sa, la ruota dello spettacolo gira in continuazione…

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