l’intervento. IL PENSIERO LAICISTA E I SIMBOLI DELLA FEDE CATTOLICA

La giornalista Marina Nalesso

SERRAVALLE. La giornalista del Tg1 Marina Nalesso, dopo due anni, torna nuovamente al centro delle critiche dei laicisti che sui social le contestano di condurre l’edizione pomeridiana del telegiornale con addosso un crocifisso.

Su Twitter l’ex consigliere Pd a Torino e sostenitore dell’Unione atei razionalisti Silvio Viale è andato su tutte le furie: «Anche oggi al Tg1 l’arroganza di un rosario al collo della conduttrice. E’ il Tg di una Tv pubblica e laica, non un Tg Vaticano»

Al sig. Viale, che probabilmente non leggerà mai questa nota, ma anche a tutti coloro che condividono il suo pensiero a livello locale vorremmo però ricordare che l’aggettivo “laico” riferito allo Stato o a un suo organismo o a un ente pubblico significa che esso è rispettoso di ogni religione e garante della libertà religiosa e del diritto di ognuno di manifestare il proprio credo religioso. Oppure questi diritti valgono solo per chi non professa il cristianesimo?

Elena Bardelli (Fdi)

La posizione di questi signori pertanto non è quella propria della laicità, come si vorrebbe propinare, quanto piuttosto quella attinente al laicismo, che ha in odio in modo particolare il cristianesimo e la Chiesa Cattolica, e che vorrebbe dispoticamente imporsi come verità assoluta, eliminando dalla società civile i loro simboli.

Noi ci schieriamo dalla parte di Marina, rivendicando il diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione di rendere pubblicamente manifesta la fede cattolica, che peraltro ha di per sé la peculiarità di avere un legame inscindibile con la vita personale -privata ed associata- dei credenti.

Elena Bardelli — Fratelli d’Italia-Serravalle Pistoiese

 

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