l’intervento. NELLO STATO DI NEW YORK IL LUOGO PIÙ PERICOLOSO PER UN BAMBINO È DIVENTATO L’UTERO MATERNO

Elena Bardelli (Fdi) sulla decisione assunta di legalizzare l'aborto fino ad un secondo prima della nascita. "Vergognoso silenzio delle istituzioni e degli organi di stampa.."
Elena Bardelli (Fdi)

PISTOIA. A 46 anni di distanza dalla “Roe contro Wade” — la sentenza della Corte suprema che nel 1973 ha liberalizzato l’aborto in tutti gli Stati Uniti causando l’uccisione di milioni di bambini negli Usa e dato la spinta all’ulteriore diffusione di una mentalità mortifera nel mondo — il parlamento dello Stato di New York ha approvato una legge che consente praticamente di abortire fino al nono mese di gravidanza per qualsiasi motivazione e anche in assenza di un medico.

Nel “democratico” stato di New York l’aborto è stato legalizzato fino a un secondo prima della nascita; la legge modifica infatti le precedenti limitazioni dell’interruzione di gravidanza alla 24esima settimana di gestazione, già di per sé molto ampie, stabilendo che “ogni individuo in stato interessante ha il diritto fondamentale di portare a termine la gravidanza, dare alla luce il bambino, o abortire”.

L’aspetto più inquietante e inumano della questione è che il provvedimento cancella, di fatto, il reato di omicidio dal codice penale di New York prima ascrivibile a chi terminava la vita di un feto nell’ultimo trimestre di gravidanza e punito con sette anni di reclusione.

Il provvedimento, votato dai democratici e fortemente voluto dal governatore Andrew Cuomo e dal suo sponsor Hillary Clinton, raggiunge l’obiettivo dopo quasi 13 anni di tentativi andati a vuoto nello Stato di New York, dove la classe politica dominante aveva introdotto l’aborto fin dal 1970, anticipando di tre anni la svolta, nel male, impressa dalla Corte suprema.

Una manifestazione anti aborto

La nuova legge in breve pone sullo stesso piano un bene oggettivo, come dare la vita, e il suo perfetto contrario, come uccidere un essere indifeso e innocente: è la prova evidente che il relativismo morale ha assunto proporzioni inaccettabili e che una politica basata su queste premesse non potrà mai essere a servizio dell’uomo e del bene comune.

Infatti il diritto alla vita non viene riconosciuto e l’abuso commesso da chi la toglie viene scambiato per diritto. È pressoché raccapricciante pensare che nello Stato di New York il luogo più pericoloso per un bambino è paradossalmente l’utero materno.

Da donna e da esponente di Fratelli d’Italia mi preme rilevare ancora una volta il vergognoso silenzio assoluto delle istituzioni e degli organi di stampa -che a servizio del pensiero dominante hanno tralasciato perfino di trasmettere la notizia – sui temi relativi alla sacralità della vita umana e dei principi non negoziabili in generale.

Auspico tuttavia una pronta presa di posizione e una unanime condanna da parte del mondo della politica italiana nei confronti di queste orribili disposizioni, rassicurata dalle parole del presidente del mio partito, che ha affermato: “… per quello che riguarda Fratelli d’Italia non permetteremo mai che in Italia prenda strada l’omicidio legalizzato di neonati”.

 Elena Bardelli — Fratelli d’Italia-Pistoia

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento