l’intervista. IL TRADIMENTO. NERVI TESI TRA ELENA BARDELLI E FDI SERRAVALLE

È stata contestata dal partito locale e poi fatta fuori senza pietà e diritto di contraddittorio perché troppo di destra  e “meloniana”

di Mariella Bonacci

Elena Bardelli

SERRAVALLE. L’estate è la stagione degli amori e dei tradimenti. C’è il tradimento dell’amato e quello degli ideali, il tradimento religioso e quello politico. Don Giovanni e Giuda, Bruto e Cassio,  Stalin e Massì, Scilipoti. La storia dell’umanità è fondata sul tradimento, a cominciare da  quello di Eva che tradì l’impegno a non consumare il famoso frutto….I tradimenti  continuano e a subirne però nella maggior parte dei casi sono le donne.,

In un caldo giorno di questa estate incontro per caso una donna bella, fiera dei suoi valori  e ideali.. di fronte ad un caffè “ci prendiamo subito” e capiamo di avere molti punti in  comune.

A differenza di me ha ancora una grande voglia di cambiare le cose, di riportare i valori  della lealtà, dell’amicizia non solo nella vita personale ma anche nell’impegno politico.

Questa donna ha un nome Elena Bardelli. Ma chi è Elena Bardelli si chiederà chi legge tutto questo.

Elena Bardelli, 53 anni, abita a Serravalle Pistoiese e da oltre trenta anni è docente nelle scuole superiori a Pistoia. Sempre vivo nel suo cuore il desiderio di fare oltre  all’insegnamento qualcosa di più per questa nostra società ..cosi’ decide di impegnarsi in  politica per essere più vicina ai bisogni dei cittadini e mettere le sue capacità a loro  servizio.

Nel 2012 viene eletta consigliere comunale nel suo comune di residenza nelle fila del PDL. L’anno dopo entra in Fratelli d’Italia, crede in questo progetto anche perchè  condotto da un “comandante Donna” e che donna Giorgia Meloni ..Elena diventa  cofondatrice del partito nella provincia di Pistoia. Nel 2017 eletta consigliere comunale a  Pistoia con la giunta Tomasi, che governa attualmente la città dopo 70 anni ininterrotti di egemonia della sinistra. Nel 2020 lascia il consiglio comunale di Pistoia per diventare portavoce comunale del partito a Serravalle. Da questo momento inizia la sua odissea. La  vicenda politica si intreccia con vicende giudiziarie ancora in corso. È stata contestata dal partito locale e poi fatta fuori senza pietà e diritto di contraddittorio perché troppo di destra  e “meloniana”.

Da giornalista “di campagna” ma curiosa come qualsiasi altra penna piu’ famosa di me mi  documento leggo molto su questa vicenda e poi mi viene spontaneo farle delle domande  per capire meglio.

Da qui nasce questa intervista.

In una recente intervista rilasciata dall’attuale portavoce comunale di Serravalle Pistoiese, nominato dopo la tua destituzione, quest ultimo ti rivolge accuse molto gravi….?

Non desidero entrare nel merito della mia destituzione, poiché il portavoce sarà chiamato  a rispondere delle affermazioni fatte nelle sedi opportune. Dico solo che è faciledenigrare le persone sui giornali poiché non si può essere contraddetti; è molto più difficile farlo in loro presenza.

A me è stato sempre impedito il contraddittorio e il diritto alla difesa. Infatti il sig. Cangemi, come del resto i vertici provinciali e regionali, si è sempre sottratto a confronti con la  sottoscritta e il suo gruppo di tesserati, ignorando le richieste di riunioni e assemblee. Chi  scappa in genere ha paura.

Oltretutto i commenti di critica comparsi sulle pagine Facebook del partito, dove l’intervista  è stata pubblicata, sono stati rimossi a conferma di un atteggiamento dispotico che non  ammette diversità di vedute e nemmeno la verità. Sono credibili tali esponenti politici? Predicano la libertà di pensiero ed espressione e sono i primi a tappare la bocca agli altri.

Ma che cosa è successo negli ultimi mesi nel partito a Serravalle Pistoiese?

Sono stata nominata portavoce comunale di Serravalle Pistoiese nel gennaio 2020, dopo  che il Coordinatore Provinciale ha preteso le mie dimissioni dall’incarico di Consigliere Comunale di Pistoia, poiché sosteneva che due cariche non si possono tenere (lui quante ne ha?). A partire dalla mia nomina sono stata subito osteggiata dal gruppo  consiliare FdI appena costituito.

Elena Bardelli, la donna che vive all’ombra del mandarino, è capace di dividere anche a pietra…

Ero ritenuta troppo “meloniana” e ligia alle linee del partito e di conseguenza di intralcio alla politica cosiddetta “trasversale”, inaugurata nel mio comune dal coordinatore provinciale, sen. La Pietra e dai tre consiglieri comunali. Uno di  questi è arrivato perfino a cercare di convincere i miei tesserati, all’inizio più di quaranta, a chiedere le mie dimissioni perché non gradita al coordinatore provinciale e al gruppo consiliare.

Come sei stata osteggiata? Ci puoi fare degli esempi?

Sì, certo. Prima di tutto nessuno metteva in pratica in consiglio comunale le linee concordate insieme nelle riunioni preconsiliari. La mozione sul ddl Zan, aspramente combattuto da Fratelli d’Italia a livello nazionale, è stata presentata e poi ritirata. Il fatto più grave è stato avermi nascosto per circa otto mesi che la mozione per introdurre la figura del Garante della Disabilità, promossa dal partito a livello toscano, e alla quale avevo  lavorato con alcune famiglie di persone disabili, non era stata nemmeno presentata a  protocollo.  Da parte del coordinatore provinciale c’è stata la sospensione del tesseramento e del  rinnovo delle tessere.

Perché sei ritenuta elemento di intralcio?

Perché evidentemente il tipo di politica che il partito desiderava e desidera portare avanti a livello locale è quello di non dispiacere troppo alla sinistra. Il consigliere citato, quello che ha cercato di ottenere le mie dimissioni, proviene da oltre un trentennio di militanza nei partiti di sinistra. Secondo lei si tratta di una “conversione” convincente? Dopo pochi mesi  aveva già due incarichi provinciali. Adesso detiene, insieme alla carica comunale, quella  retribuita di membro del CdA di una partecipata del Comune. Ci dicono che la legge lo permette e che non ci sarebbe incompatibilità. Se anche fosse così, è opportuna questa  sua simultanea posizione di controllore e controllato, considerati i principi di integrità  morale a cui il partito si ispira? Il partito risulta credibile di fronte ai cittadini e ai propri elettori? Capisco che ci sia una apertura verso altre realtà per aumentare i consensi; ma non si  aumentano i consensi accettando chiunque e per di più senza esigere la piena condivisione dei valori e dei principi fondanti del partito. I consensi sono il risultato di una  buona politica sul territorio. Il partito non è un ufficio di collocamento per trovare poltrone a  chi è in cerca di sistemazioni. La sua priorità deve essere quella di trovare soluzioni ai problemi dei cittadini. Ho sempre criticato la sinistra per questo atteggiamento; coerente ai  miei principi non esito a criticare gli sbagli della destra.  Il sen. La Pietra ha fatto la scelta di dare il partito in mano ai nuovi arrivati, relegando ai margini coloro che hanno militato una vita intera nella destra per di più faticando per far  arrivare Fratelli d’Italia a questi livelli. Alle ultime elezioni regionali insieme al mio gruppo  avevo portato il partito dal 4 al 14 per cento.

E adesso cosa farai dopo questo tradimento.. Ovviamente oltre la lista civica?

L’intervista di Cangemi sul Giornale di Pistoia

Continuero’ a impegnarmi, come ho sempre fatto, per il bene dei miei concittadini, ascoltando i loro problemi, le loro esigenze e le loro richieste, cercando una soluzione.  

Perche’ questo dovrebbe fare la buona politica, in cui non smetto di credere, nonostante  tutto. Il Coordinatore Provinciale, una volta destitituita, avrebbe voluto che smettessi di  accogliere le istanze dei cittadini, perche’ non legittimata. Segno che per il partito solo a  parole i cittadini sono al primo posto. E siccome ho continuato a mettermi a servizio della  comunita’ civile il sen.La Pietra ha chiesto pure la mia espulsione dal partito.

Ci sono secondo te altre situazioni come la tua nei partiti? Perche’ tanto  accanimento in una donna e nelle donne?

Prima di quanto successo, francamente non mi sono mai posta il problema della condizione delle donne nel partito, anche perche’ Fratelli d’Italia invita le donne all’impegno politico, credendo nelle loro doti e capacita’ . Oltretutto il Presidente e’ una  donna.

Quando la mia situazione e’ stata conosciuta al di fuori di Pistoia, mi hanno contattato  diverse donne, toscane o di altra provenienza, tutte iscritte a Fratelli d’Italia o Lega, le  quali, incuriosite dalla mia vicenda, mi hanno rivelato di avere anche loro problemi con i  vertici locali di sesso maschile, inclini troppo spesso a impartire ordini, ad essere “obbediti”  e a non gradire critiche e osservazioni. Insomma le donne pensanti in politica non vanno  bene. Fanno carriera quelle che eseguono gli ordini senza contraddire o commentare,  quelle che non “rompono”.

Giorgia Meloni secondo te sa…o fa finta di sapere scegliendo il male minore per il suo progetti?

Me lo sono spesso domandato in questi ultimi mesi. Le ho scritto diverse volte, da donna a  donna. Spero che abbia letto. Se sapesse e non facesse niente sarebbe grave. Allora ci  saremmo tutti sbagliati sul suo conto: sarebbe una ipocrita, che predica bene e razzola  male, come si e’ soliti dire. Personalmente la stimo molto e ancora di piu’ dopo aver letto il  suo libro. Penso che il problema siano i suoi rappresentanti sul territorio, che forniscono  versioni di comodo sulle situazioni. Per questo la inviterei a un maggiore controllo  personale, pur rendendomi conto della difficolta’ per la moltitudine dei suoi impegni: ne va  pero’ del suo partito.

Come vedi il tuo futuro e il futuro del nostro Paese?

Mi vedo come insegnante soddisfatta della propria difficile professione. Sarei inoltre felice  di poter continuare il mio impegno a servizio della comunita’ civile di Serravalle, se  possibile all’interno delle istituzioni.

Riguardo al nostro Paese sono abbastanza preoccupata. L’Italia a ostaggio ormai da  diverso tempo di governi non legittimati dal voto dei cittadini, imposti dall’alto, dove politici più o meno incompetenti fanno esclusivamente gli interessi dell’UE e dei partiti di appartenenza fingendo di mettere al primo posto le esigenze degli italiani.  Adesso è in atto anche il tentativo di limitare le libertà personali e controllare i movimenti.

Siamo ancora in democrazia?

In questa calda estate il dubbio è forte se siamo in democrazia o in una “finta democrazia”  una cosa è certa però il tradimento non passa mai di moda.. ma ci saranno sempre  donne che non tradiscono mai, quelle che hanno valori che sono incastrati nella testa come se fossero pezzi di un puzzle, dove ogni singolo pezzo ha il suo incastro e lì deve andare. Niente per loro è sottotono, niente è superficiale o scontato, non le amiche, non la  famiglia, non gli amori che hanno voluto, che hanno cercato, e difeso e sopportato. Quelle  che regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive… Quelle donano l’anima, perché  un’anima da sola, è come una goccia d’acqua nel deserto….ma tante gocce fanno un oceano

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