L’ISOLOTTO DI DON MAZZI

L’Isolotto a Firenze
L’Isolotto a Firenze

FIRENZE. Come don Milani a Barbiana e don Franzoni a San Paolo a Roma, don Enzo Mazzi all’Isolotto di Firenze.

All’età di 27 anni, nel 1954, don Mazzi diviene parroco del nuovo quartiere in zona Isolotto, nella periferia di Firenze “diladdarno” come si dice, oltre Ponte della Vittoria e l’ex zona industriale del Pignone, realizzato grazie al piano di alloggi popolari Ina Casa di Amintore Fanfani, che negli anni pre-boom economico anche in Firenze contende il potere al Pci.

Don Enzo Mazzi
Don Enzo Mazzi

Lo storico Christian G. De Vito realizza nel libro “Mondo operaio e cristianesimo di base” edito da Ediesse, con prefazione di don Mazzi e postfazioni di Alessio Gramolati segretario generale Cgil Toscana e Domenico Maselli, una serie di analisi e di riflessioni sul fenomeno sociale dell’Isolotto, la città satellite dove vanno a vivere operai delle vicine fabbriche metalmeccaniche (Officine Galileo, Pignone ecc.) oppure della manifattura tabacchi, e successivamente impiegati, artigiani, piccoli commercianti, punto di riferimento del mondo del cristianesimo di base alla ricerca di un percorso religioso calato nella realtà quotidiana della società.

Una comunità locale dunque simbolo del 68 dei cattolici, in particolare per quelli più giovani in dissenso verso quella parte della gerarchia ecclesiastica che non riconosce il cambiamento portato dal concilio Vaticano II.

La parrocchia di don Mazzi diviene l’unico centro di aggregazione culturale e sociale del quartiere, il sacerdote sostiene la protesta dei suoi parrocchiani per l’assenza delle istituzioni, all’Isolotto mancano servizi come trasporti e scuole, con una mobilitazione trasversale ed unitaria al di là delle idee, che fa nascere un nuovo modo di fare politica, con un rapporto tra chiesa di base e fabbrica che fa nascere nuove forme di solidarietà, con scioperi e lotte operaie che divengono battaglie di tutta la comunità del quartiere.

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