L’ITALIA CHE NON PUO’ SALVARSI. DOCUMENTI FALSATI E NESSUNO SE NE ACCORGE

Pubblicazioni
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PISTOIA. Ritorniamo come promesso e per dovere di cronaca su di un filone secondario di quella che fu un’ipotesi di parcheggio sotterraneo in San Bartolomeo: la gora di Scornio, per la cui cartografia rimandiamo a questo link. Riepiloghiamo alcuni passaggi (ricostruibili anche da qui1 e qui2 ):

  • il 24/11/2011 l’Agenzia del Demanio comunicava di ritenere la gora intestata al Demanio Pubblico dello Stato
  • l’11/4/2013 la Napoletana Parcheggi proponeva ricorso al Tar Toscana contro il Demanio
  • il 23/4/2013 (che coincidenza!) lo stesso Demanio, esaminata la documentazione tecnica redatta dall’architetto Gianluca Iori, comunicava che la gora non risultava intestata al Demanio Pubblico

Come vedete nelle immagini, l’architetto Gianluca Iori è autore di due pubblicazioni circa le gore pistoiesi. Nella prima, del 1999, intitolata I sotterranei di Pistoia, si riporta, a pag. 72, come potete leggere, che [la gora] Seguiva in parte l’andamento del muro della seconda cerchia, penetrando negli orti del monastero di S. Bartolomeo nei pressi dell’incrocio fra via Baroni e via di porta al Pantano, ovvero di fronte all’attuale Asilo Regina Margherita. A pag. 114 lo Iori ribadisce che la Gora di Scornio giunta sotto via Baroni, a poche centinaia di metri da via San Marco [le distanze sono di una decina di metri: ogni tanto un correttore di bozze eviterebbe sviste grossolane come questa!], piega  a sinistra per entrare nel giardino di San Bartolomeo dove si riunisce alla Gora di Gora immettendosi nel bottaccio del Mulino Grande. Il tutto corrisponde perfettamente  alla rappresentazione restituita dalle graziose immagini ottocentesche riportate nel link iniziale.

Nella seconda pubblicazione, del 2008, Le Gore di Pistoia. Un patrimonio da salvare, lo Iori trascrive testualmente, come fonte ufficiale,  la relazione dell’ingegnere idraulico F.Guasti del 1835, che a proposito della nostra gora riporta che s’introduce prima nell’orto aperto e poi nell’orto murato di San Bartolomeo e in questo ultimo si riunisce alla gora di gora…

Relazione tecnica
Relazione tecnica

A dispetto di quanto sviluppato nelle pubblicazioni rammentate, nella relazione tecnica consegnata al Tar e inerente la determinazione della proprietà del tratto di gora interrata che attraversa l’orto dove si ipotizzava il parcheggio interrato, lo Iori non solo dimentica totalmente e omette le proprie precedenti ricerche, ma addirittura cerca di ingannare il lettore inventando surrettiziamente la dizione “privata”, riferita alla gora, collegandola per assonanza ad un’espressione di tutt’altro senso e a tutt’altro relativa. Infatti nella relazione del Guasti che cita lo Iori si può leggere: Dopo ciò non è da meravigliarsi se l’acqua manchi sovente al corso delle gore in città, o se lo Spedale (…) e gli interessati inferiori (…) siano sovente privati dell’esercizio dei loro diritti.

Avete capito, cari pistoiesi: dall’espressione privati dell’esercizio dei diritti lo Iori ha fatto credere al Tar che la gora fosse privata, aggirando in sostanza i suoi lavori, il primo dei quali aveva addirittura ottenuto il Patrocinio della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici!

Uno stralcio della relazione
Uno stralcio della relazione

E pensare che lo stesso Iori aveva vinto, per titoli, il bando della Provincia sullo studio del sistema delle gore pistoiesi e relative strutture complementari dal quale era poi scaturita la seconda opera menzionata. Siamo davvero di fronte al tradimento della verità, la cosa più preziosa per un professionista, che non dovrebbe mai essere svenduta. Riteniamo inoltre una cosa gravissima questo livello di falsificazione, e ci chiediamo quale fosse la contropartita per cui si arrivi a disconoscere il frutto delle proprie ricerche. Ovviamente, come se non bastasse, il Demanio ha fatto finta di credere, forse intimorito dal ricorso della Napoletana, alla perizia dello Iori prendendola per buona.  Vorremmo a questo proposito che qualcuno titolato a farlo chiedesse al Demanio di esprimersi in maniera inequivocabile e definitiva circa la demanialità della gora, anche alla luce di questa documentazione elaborata sulla base di carte d’archivio da esperti professionisti di un gruppo di studio locale.

Infine alcune fatidiche  domande :

  • possibile che nessuno, del Comune di Pistoia, circa 800 dipendenti, ma soprattutto dell’ufficio tecnico, dove lavorano, in una palazzina a due piani di via dei Macelli, circa quaranta, tra geometri, architetti, ingegneri  e tecnici vari, nessuno (dicevamo) si sia reso conto dell’effettiva situazione riguardante la gora e della manipolazione delle carte in tavola?
  • si rendono conto alcuni dipendenti comunali che hanno fatto finta di non vedere – nonostante reiterate segnalazioni del comitato –, che oltre a prendere in giro il Sindaco Bertinelli offendono anche tanti cittadini pistoiesi e dimostrano la sistemica mancanza di serietà che sta affondando il nostro Paese?
  • come si fa poi a parlare di merito e concorrenza in Italia, o come si può incentivare  l’imprenditorialità e la voglia di lavorare se, per sollevare tutti risvolti della gora, la cui presenza in un primo momento è stata anche aggirata, si è dovuto attendere l’indagine di Linee Future?

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7 thoughts on “L’ITALIA CHE NON PUO’ SALVARSI. DOCUMENTI FALSATI E NESSUNO SE NE ACCORGE

  1. Ho l’impressione che il signor Lorenzo Cristofani, nel contestare quanto prodotto dall’architetto Gianluca Iori sia stato preso più da un sentimento di rivalsa che non da dati oggettivi e incontrovertibili. Questa impressione mi viene dalla conoscenza delle competenze che il sig. Cristofani ha che non sono quelle di ricercatore scientifico, oltre alla presunzione che ha dimostrato con quanto scrive a proposito dell’ex Soprintendente ai beni ambientali e paesaggistici che ha controllato la pubblicazione, che ha dato il patrocinio e l’ha anche presentata, oltre ovviamente ai giudici del Tar che credo non emettano sentenze a vanvera su quello che uno paèresenta loro per essere giudicato, ma che controllino anche i documenti esibiti.
    Quindi non si tratta di falsificazione di documenti per la quale accusa credo che l’architetto Iori abbia preso, o debba prendere i provvedimenti che riterrà opportuni in sede giudiziaria.
    Dico questo perché, appassionato di storia, ma anche competente in materia per il mio mestiere di docente, controllando i documenti devo dar ragione all’architetto Iori.

    1. Cercando sul web l’indirizzo della mail da cui era partita la replica di un certo “Simmanco” (“demos_281@yahoo.it”), mi sono imbattuto in queste due chat:
      http://www.ircq.it/canale.asp?channel=5519&contenuto=http%3A%2F%2Fwww%2Eircq%2Eit%2Futenti%2Fmailbox%5Fcheckall%5Fglobal%2Easp%3Fchannel%3D5519%26id%3D235481%26page%3D4%26sent%3D0%26archive%3D0%26year%3D13
      http://www.ircq.it/canale.asp?channel=2660&contenuto=%2Futenti%2Fhome_global.asp%3Fchannel%3D2660%26id%3D147913
      Risulterebbero attinenti ad un certo DEMOS 281, ovvero SIM, “docente di archeologia, divorziato”, di Firenze. Continuando a ricercare sul web il nome “demos_281” si individuano altre pagine, non proprio legate ad interessi di tipo storico-archeologico.

  2. L’autore del precedente commento dimostra chiaramente di non conoscere minimamente ciò di cui parla. Ne è anche perfettamente consapevole dal momento che si nasconde dietro all’anonimato di uno psuedonimo di fantasia e dietro ad un indirizzo altrettanto strumentale, “demos_281@yahoo.it”, per non comparire di persona e metterci la faccia.
    Il sottoscritto non nutre alcuna rivalsa nei confronti delle persone, verso cui deve rimanere il massimo rispetto.
    La rivalsa, o meglio, l’atteggiamento critico e rigoroso, sarà sempre rivolto alla mistificazione della realtà compiuto da chi esula dal merito delle questioni.
    Nel nostro caso infatti non ci troviamo di fronte a due tesi contrapposte sulla demanialità delle gore, ma abbiamo lo stesso soggetto, l’arch. Iori Gianluca, che si sconfessa con carte alla mano. Risulta autore sia della perizia tecnica di parte e firmata in fede (http://linealibera.info/wp-content/uploads/2014/02/relazione_iori-.pdf), sia di una pubblicazione in cui mette nero su bianco e su tavole il contrario di quanto emerge dalla perizia. Guardi qui nell’immagine di questo link:
    http://www.linealibera.info/signor-demanio-facciamo-chiarezza-una-volta-per-tutte-sulle-gore-di-pistoia/, viene rappresentata una tavola, estratta dal volume dello Iori, che raffigura l’andamento della gora demaniale sul retro di San Bartolomeo. Carta canta!
    Da una lettura filologicamente attenta della relazione/perizia si renderà conto di quanto a più riprese è stato documentato su questa testata. Abbiamo anche una tavola, allegata alla suddetta relazione/perizia, dove si nota un’aggiunta in stampatello sulla scansione della pianta ottocentesca della gora di Scornio. Può visionarla al Demanio idrico della Provincia, in piazza della Resistenza, oppure aspettare che venga pubblicata su Linee Future.
    Lorenzo Cristofani

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