l’italia che non va. STRAGI DI PICCIONI E BUONSENSO (MESSO DA PARTE)

Una strage di piccioni. 4 - E tanto mais sparso a terra...
Una strage di piccioni e tanto mais sparso a terra…

PISTOIA. La questione sollevata nella conferenza stampa di ieri mattina (vedi) meriterebbe la massima chiarezza da parte delle istituzioni e, visto il clima elettorale, anche da parte dei politici che invadono quotidianamente ogni manifestazione pubblica o evento per mettere la propria faccia sperando così di raccogliere qualche voto alle Regionali del 31 di maggio.

Nei giorni scorsi l blog “Badia a Pacciana” aveva già raccontato, con immagini chiare ed inequivocabili, l’abbattimento illegale di volatili, documentando l’inconsueta pratica di spandimento di mais, già sgranato, su campi incolti come richiamo per piccioni: I compiti rimasti alle Province: fare stragi di piccioni?Il piccione non necessario!.

Elisabetta Manganelli, Emiliano Giusti, Paolo Paolieri e Antonio Sessa a Lo Spazio
Elisabetta Manganelli, Emiliano Giusti, Paolo Paolieri e Antonio Sessa a Lo Spazio

Stupisce fortemente, e sembra la solita beffa all’italiana, che a violare norme nel più totale arbitrio e con pratiche avulse del buon senso e dalla trasparenza sia proprio un ente come la Provincia, istituzionalmente preposto al controllo certosino e al rispetto burocratico di una caterva di normative e regolamenti, con una struttura elefantiaca (vedi) di circa 350 dipendenti, di cui non pochi funzionari e dirigenti, tra l’altro lautamente pagati.

A proposito, una delle ultime puntate di Report (vedi: La sforbiciata) ha mostrato che nella pubblica amministrazione ci sono 48mila dirigenti che incassano annualmente 800 milioni di euro solo come indennità di risultato. “Chiama le cose come le vedi e al diavolo tutto il resto” diceva Hemingway, e allora: cosa si aspetta a eliminare tutto questo spreco?

Dalla parte dei piccioni. 1
Dalla parte dei piccioni. 1

Il partito della spesa e del finto rottamatore nonché Panariello minore teme forse di perdere il consenso di quei pochi che continuano ad andare alle urne? In realtà, vista l’entità della crisi e del debito pubblico, non sarebbe nemmeno sbagliato pensare di decurtare le retribuzioni, tra le più alte in Europa, di quest’apparato dirigenziale: o si crede che non ci siano code di persone disposte ad accettare un posto fisso da dirigente anche con stipendio più sobrio ed in linea con la precarietà/povertà dominante dei tempi moderni?

Un aspetto importantissimo, emerso grazie Emiliano Giusti, Paolo Paolieri e Elisabetta Manganelli, gli abitanti della zona di Casone dei Giacomellli e Badia a Pacciana presenti a Lo Spazio, risulta poi la diversa entità dei danni causati dai piccioni nelle province di Prato e di Pistoia nel 2013: rispettivamente 550 € e 24.273 € (vedi: Delibera Regionale 586 2014).

Paolieri, Sessa e Palandri
Paolieri, Sessa e Pierluigi Palandri

Caspita! Allora non sono stati pianificati correttamente gli interventi di prevenzione, verrebbe da pensare. O forse i piccioni pistoiesi – ironizza qualcuno – si sono accoppiati con le cornacchie divenendo più voraci. In questo caso sarebbe più logico e comprensibile postulare l’accoppiamento con i politici, per spiegare la voracità e i danni dei volatili…

Questa vicenda si ricollega poi con il dibattito organizzato da Linee Future in occasione della sua prima candelina, un dibattito con “analisi e cura” in merito all’inutilità delle Regioni e della spesa pubblica che annualmente le Regioni drenano alla collettività sostanzialmente per creare complicazioni. Rivedere, a questo scopo, “Linee” nell’Italia che non ha scampo”  e Un anno di ʻLinee Futureʼ : elementare, Watson!”.

Dalla parte dei piccioni. 2
Dalla parte dei piccioni. 2

Il fatto che la Toscana legiferi su caccia e prevenzione selettiva, ma che poi la Provincia di Pistoia bypassi tutto con (molto) libero arbitrio, rispondendo solo ai suoi regolamenti, conferma solo tutto ciò che ripetiamo da tempo. I candidati al parlamento regionale hanno qualcosa da dire in proposito?

«Sono rimasto molto male dell’atteggiamento di certe associazioni spiccatamente animaliste» si è sfogato Emiliano Giusti. In effetti inquieta, e non poco, anche il silenzio di certi ambienti di professionisti della difesa dei diritti animali, realtà di duri e puri a volte fino al limite dell’estremismo, che a questo giro avrebbero una causa giustissima, con presupposti amministrativi e probabilmente anche penali, su cui spendersi.

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3 thoughts on “l’italia che non va. STRAGI DI PICCIONI E BUONSENSO (MESSO DA PARTE)

  1. Ringrazio L. Cristofani per il suo ottimo intervento unitamente a tutta la Redazione di Linee Future che sostiene con efficacia e competenza questa nostra battaglia in difesa degl’indifesi piccioni. Ci risiamo: la provincia di Pistoia si interessa al nostro territorio.
    Faccio parte del Comitato di Bottegone per la difesa della salute e dell’ambiente (oggi Comitato Bottegone -Badia-Agliana) dal 1989 ed in questi 26 anni ho assistito a diversi episodi di ” questo interessamento”. Negli anni ’90 le autorizzazioni al depuratore dell’area ex Franchi che tanti inconvenienti ha creato alle popolazioni limitrofe, nel 1999-2000 l’accordo interprovinciale con Prato per la costruzione di un mega-inceneritore a Chiesina Montalese, poi, nel 2010, il progetto di un centro rifiuti cdr a Badia a Pacciana (comune-provincia) ed ultimo il progetto, sostenuto dalla grande coalizione istituzionale, per la centrale a metano Repower. Come Comitato abbiamo vinto queste battaglie facendo capire alle istituzioni, in particolare la provincia, che questi progetti “non ci interessavano”. Ora le stragi di piccioni fatte dai cacciatori, sotto la vigilanza provinciale.
    La pecora agliano-pistoiese che bruca l’erba nella piana tra l’Agna ed il Vincio, pecora da 70 anni, felice di stare sempre sotto lo stesso pastore, sente sparare, alza la testa, vede che è presente l’auto della provincia e, orwellianamente fa: “Béééé, con provincia bene, béééé senza provincia male” e riprende beatamente a mangiare. Qualche raro caprone inselvatichito sente i colpi, vede i piccioni cadere e si preoccupa, vede che c’è la provincia e si allarma. Va a vedere e scopre che siamo fuori dalle regole.
    La provincia che si interessa al nostro territorio mi ricorda, per certi aspetti, Nerone quando si interessava alla salute dei suoi sudditi. Il povero Seneca ne seppe qualcosa.
    PROVINCIA? NO, GRAZIE!

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