l’italia dei ciampolillo. ECCO COME FUNZIONANO I CERVELLI DI CERTI CENSORI DEL CONSIGLIO DI DISCIPLINA DEI GIORNALISTI DELLA TOSCANA

«Mi dite, per favore, come posso rimanere iscritto in un Ordine che, dinanzi a un giornalista Pd (perché di un Pd si tratta), si espone a una delle classiche “figure di merda” alla Emilio Fede?». Se invece di me agli arresti domiciliari fosse finito un ben-pensante cronista piddìno, cosa ci sarebbe stato per lui, in piazza del Duomo a Pistoia, una sassaiola come quella del Balilla a Genova il 5 dicembre 1746?

Ogni sinedrio lavora per intrecciare corone di spine

 

SE VUOI VIVERE E STAR BENE

CHINA IL CAPO, TI CONVIENE!

 


 

Gli Ordini vanno aboliti. Di capi che pensano a noi ce ne sono già troppi e i più sragionano

 

AMMETTIAMO, per ipotesi (peraltro già verificatasi), che un giornalista pistoiese finisca incolpato in commissione di disciplina, per accertare se, da parte sua, sia stato violato il Testo Unico dei Doveri del Giornalista sotto i profili che seguono:

  1. 2 comma B sul rispetto dei “diritti fondamentali delle persone”

  2. 6 comma A: per “rispetta i diritti e la dignità delle persone malate o con disabilità siano esse portatrici di menomazioni fisiche, mentali, intellettive o sensoriali”

  3. 1, art. 8 comma 1 quando dice “salva l’essenzialità dell’informazione, il giornalista non fornisce notizie o pubblica immagini o fotografie di soggetti coinvolti in fatti di cronaca lesive della dignità della persona” in quanto fornisce dettagli che vanno ben al di là dell’essenzialità dell’informazione

  4. 1, art. 10 comma 1 sul diritto alla riservatezza e al decoro personale

e che, concluso l’iter disciplinare, la commissione se ne esca scrivendo esplicitamente che essa ha ritenuto che siano stati violati gli articoli del Testo Unico dei Doveri del Giornalista sopracitati: secondo voi, gentili e avveduti lettori di questo giornale, che è un vero e proprio dito nell’occhio del Pd (e di tutti quelli che, nella pubblica amministrazione e fuori d’essa, tifano per il Pd), quale, delle sanzioni seguenti, avrebbe dovuto infliggere all’incolpato una commissione di disciplina davvero rispettosa della terzietà, al di sopra delle parti e difensorA – come oggi si ama dire a sinistra – della corretta informazione e del diritto dei cittadini di essere informati e non presi in giro?

Leggete attentamente, ora, quali sono le sanzioni previste dalla legge 69 del 1963, per i giornalisti che sbagliano:

Questi “testi sacri” come la Costituzione – e com’essa spessissimo ignorati – li trovate tutti in linea. Non si dura tanta fatica a cercare

Art. 52 – Avvertimento. L’avvertimento, da infliggere nei casi di abusi o mancanze di lieve entità, consiste nel rilievo della mancanza commessa e nel richiamo del giornalista all’osservanza dei suoi doveri [omissis]

Art. 53 – Censura. La censura, da infliggersi nei casi di abusi o mancanze di grave entità, consiste nel biasimo formale per la trasgressione accertata.

Art. 54 – Sospensione. La sospensione dall’esercizio professionale può essere inflitta nei casi in cui l’iscritto con la sua condotta abbia compromesso la dignità professionale.

Art. 55 – Radiazione. Questa neppure la tengo in considerazione.

Riflettete. E considerate che sono stati violati ben 4 – dico 4 – cardini fondamentali del codice dei “signori dell’informazione”. Non 4 divieti di sosta semplice, ma 4 – sottolineo 4 – divieti di sosta tipo “autoarticolato lasciato due metri appena oltre uno Stop”.

E un ciclista, per immettersi in strada, si è dovuto fare troppo avanti oltre il veicolo, senza poter vedere che dall’altra parte sopraggiungeva un Tir: così è finito “affrittellato” sull’asfalto.

Secondo voi, quale sanzione verrebbe inflitta al guidatore negligente e avventato che ha lasciato il suo autoarticolato due metri sùbito dopo lo Stop?

L’avvertimento (che corrisponde più o meno ai classici tre pater ave e gloria dei preti che davano la punizione a chi si toccava il pipino)

la censura, che però non basta per 4 – dico 4 dico 4 – “manovelle” (cito dal Marchese del Grillo) una dietro all’altra senza soluzione di continuità; o, infine

la sospensione per aver fatto sfrittellare a terra un ciclista che si è dovuto affacciare in mezzo alla strada?

Ora vi dico solo che la Santa Inquisizione Ordinaria dei Giornalisti si è fermata all’avvertimento. In soldoni una specie di ciò che i preti di un tempo dicevano ai bambini smanettoni: «Guarda, t’avverto! Smetti di consumarti il pipino, altrimenti rischi di diventare cieco».

«Guarda, t’avverto! Smetti di consumarti il pipino, altrimenti rischi di diventare cieco». Per penitenza tre pater, ave e gloria!

Obiettivamente – vista anche la seduta del Senato di ieri – mi pare che la maggior parte dell’umanità si sia fatta troppe manovelle (sempre Marchese del Grillo) e che per questo sia diventata cieca.

Tanto cieca da non vedere che una decisione di questo genere è il risultato (ridicolo, ma soprattutto, a mio avviso, sconcio) dello stesso principio che vede il presidente di una squadra di volley di Quarrata (indagato per gravissimi reati di camorra) agli stessi arresti domiciliari identici ai miei, di un cattivissimo me che, secondo certi Pm, è un pericolosissimo delinquente abituale dedito ai peggiori – come scrivono loro – «disegni criminosi» d’ogni tipo e specie.

Arrivo alla domanda conclusiva: mi dite, per favore, come posso rimanere iscritto in un Ordine che, dinanzi a un giornalista Pd (perché di un Pd si tratta), si espone a una delle classiche “figure di merda” alla Emilio Fede, mentre dinanzi a me, dopo 50 anni indenni di giornalismo, non spende neppure una parola perché, oltre a non fare parte della congrega, io sono anche più fastidioso della Xylella del senatore Lello Ciampolillo? Il quale, oggi, come San Francesco nel famoso dipinto di Giotto, sorregge la chiesa dei pipio-cattocom-contiani con santino di San Pio in tasca.

Scusatemi, lettori ed elettori. Ma questo non è il mio mondo: io non sono un figlio-di-una-madre-ignota…

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]

Da qui scaricate la delibera della disciplinare dei giornalisti, così capirete meglio

 

 

Cito per i “signori dell’informazione” con tessera e bollino, come me fino a poco fa: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure»: ma neppure la libera critica soggiace ai censori dell’Ordine dei Giornalisti…


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