l’italia drogata. COME TI CREO OTTIMISMO MENTRE LA PORTAEREI AFFONDA

Renzi & Rai [il giornale d'italia]
Renzi & Rai [il giornale d’italia]
PISTOIA. Due o tre cose che, tutto sommato, sono passate un po’ in cavalleria sui media. Una riguarda la Rai e l’altra i titoli di Stato.

RAI

Come sapete Renzi ha dato il via all’operazione canone in bolletta perché gli serve a far cassa: i soldi in più che conta di rastrellare, infatti, non andranno in Rai ma nelle casse statali ad alimentare i soliti sprechi.

In cambio cosa ci dà la Rai? Ci da un’inchiesta e prossimi rinvii a giudizio per tangenti sugli appalti per gli allestimenti dei suoi programmi di punta.

Eh sì, signori miei! Anche in Rai volano le mazzette. Di contro, in nome della privacy i vertici aziendali si sono rifiutati dei rendere pubblici gli stipendi dei loro dipendenti. Quindi dobbiamo solo stare zitti e pagare (il Varoufakis di turno). Inoltre pare che il famoso tetto dei 230mila euro imposto per i dipendenti pubblici qui sia stato aggirato con escamotage degni di Houdini (vedi attribuzioni di bond e similari).

TITOLI DI STATO

Renzi con un titolo di Stato [da anticapitalista.org]
Renzi con un titolo di Stato [da anticapitalista.org]
Grazie a Draghi e al suo QE il rendimento dei nostri titoli pubblici è scivolato per la prima volta in territorio negativo. L’ultima asta ha visto una richiesta 3 volte superiore all’emesso. In pratica chi compra 10mila euro in bot, se ne vedrà restituire a scadenza un po’ meno.

Incredibile, vero? Non solo… È bene chiarire (e chissà se chi compra lo sa) che anche se questo investimento produrrà una perdita, ci andranno pagate sopra le tasse come fosse un utile.

Intanto e per chiudere, il governo continua con l’operazione “fiducia a prescindere”. Infatti la disoccupazione è ai minimi dal 2013 con un 11.8%!

Squillano le trombe e rullano i tamburi! La grancassa renziana è partita in quarta! Peccato che questa percentuale sia dovuta al fatto che sono aumentati gli sfiduciati che non cercando un lavoro sono usciti dalle statistiche permettendo, in presenza di un calo di 35mila unità sugli occupati, di avere comunque un abbassamento della percentuale dei disoccupati (classico esempio di numeri chiari, che però vengono resi noti sorvolando su quelli negativi ed evidenziando solo quelli positivi).

Taca banda! Suona la grancassa!
Taca banda a colpi di fiducia!

Il responsabile economico (notate e preoccupatevi) del Pd, Taddei, è arrivato a pronosticare che “nel 2016 recupereremo per intero la disoccupazione persa in 6 anni di crisi, andando anche oltre. Dal 2010 abbiamo perso circa 950mila posti di lavoro, negli ultimi 9 mesi ne abbiamo ripresi circa 325mila (sono un po’ meno ma tant’è…)”, quindi Taddei, di fronte a un Pil previsto in aumento dell’1,5%, prevede di recuperare ben 625mila posti di lavoro?

Ma questo, come chiunque capisca l’abc dell’economia, significherebbe avere un crollo della produttività, perché tale aumento del Pil è compatibile con 170mila posti di lavoro in più, non 600mila! Ma tant’è. L’ottimismo è il profumo della vita (Farinetti docet).

Ah, scusate. Ultim’ora: produzione manifatturiera a -2.5% questo mese, pur in presenza del settore auto che continua a macinare incrementi record a due cifre.

[*] – Lettore, ospite

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