l’italietta dei dotti. SIAMO UN POPOLO DI OSCAR GIANNINO

Oscar GianninoABITUATI da sempre a apparire più che essere – i tempi dei ragazzi di via Panisperna sono lontani milioni di anni luce – in Italia si ama millantare, far credere, dire, sproloquiare, inventare e, in parole povere, insistere come Oscar per ottenere l’attestato di Minchioni con il complesso dell’inferiorità.

Ma forse è errato dire tutto questo. Forse sarebbe più logico e più consono alla situazione, sottolineare che esistono, negli “italici spirti”, stimoli irrefrenabili alla balloneria, al dare a intendere, a cercare di far credere che: il che, detto con altro termine, all’oscarite (da Oscar Giannino), cioè la sindrome – se ne dovrà creare una nuova ad hoc – del professore che si fa passare per genio senz’esserlo, di una sorta di grottesco Pico de’ Paperis.

E di questa tipologia ne esiste, da noi, di due generi. La psychopatològia è reversibile, a diritto e a rovescio:

  • dico quel che non sono (laurea o scuola che voglio far sapere di aver fatto e non è vero)
  • scambio fischi per fiaschi, culo per quarant’ore, scuola “che non è” al posto di quella “che è”

Enrico Rossi taglia la spesa sanitaria, ma dovrebbe invece aumentarla vertiginosamente nella direzione del disagio psico.

Per entrare nel vivo, anche la micro-Pistoia non è esente da queste proccupevoli sindromi in espansione.

Alla base si comincia con larghi stuoli di genitori che si sentono cattedratici senz’esserlo e che spaccano le palle ai docenti ben coadiuvati da presidi che si spacciano per dirigenti senz’esserlo e solo perché per decisione politica sono diventati tali.

minchioneSi transita attraverso pseudo-diplomati che dicono di aver fatto il liceo classico solo perché si vergognano di essere usciti dal liceo pedagogico; si muovono passi – com’è successo nel caso della festa dei 90 anni del professor Gaiffi – ribattezzando il liceo classico con l’etichetta di liceo pedagogico; si inventa di essere ricercatori universitari, magari in America o a Mosca, ma senza che ve ne sia traccia al mondo, senza uno straccio di pubblicazione, senza aver scritto neppure una cartolina. O si sostiene di lavorare in illustri scuole di dottorato, telefonando alle quali si scopre che nessuno conosce nessuno.

Straordinario, no? Ma c’è di più: c’è perfino chi sogna di essere sposato, il che – lasciatecelo dire – è il peggio del peggio, perché unisce il disutile all’indilettevole. Ma il masochista ha varie sfumature e colori…

Oscar Giannino voleva rimettere a posto l’Italia: questi suoi colleghi concolori (esseri di simil colore) sono pronti a darci lezioni gratis perfino sulla conta dei peli del culo delle mosche.

Una volta si diceva che manicomio era scritto al di fuori degli ospedali psichiatrici: e in quest’Italia deve essere proprio così. Basta vedere quanti geni ci sono in giro.

A cominciare da Renzi & Compagni.

[Edoardo Bianchini]

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One thought on “l’italietta dei dotti. SIAMO UN POPOLO DI OSCAR GIANNINO

  1. Buona sera Direttore…si, quello di Giannino è veramente un caso da manicomio. Lo è sopratutto perchè egli che è un’ottimo economista, non aveva davvero alcun bisogno di millantare master in Usa (laureato lo è davvero). Io ero pronto a votarlo tre anni fa, perchè pensavo che finalmente avremmo avuto uno con le palle, con le idee giuste per fare qualcosa di buono. Ti lascio immaginare lo sconcerto quando è venuta fuori sta storia, una cosa di una demenzialità assoluta….addirittura aveva millantato una partecipazione allo…allo….allo zecchino d’oro!!
    Ma del resto….siamo o non siamo la nazione, che, come dicono gli inglesi, è ossessionata dall’esigenza di fare “la bella figura” ?
    E poi, guarda Renzi…che toppa tutta la campagna elettorale, che scambia l’alleanza con Verdini in Parlamento per un’alleanza elettorale perdendo un sacco di voti e poi, da la colpa a tutti…è pronto a impugnare il lanciafiamme…ma un briciolo di autocritica sto minchione non gli passa nemmeno per la testa.
    Ciao!
    Massimo Scalas

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