lo stato in pezzi. VANNI PROTESTA PER IL POPOLO E… ARRIVANO LE MAZZATE

Valeria [in]Fedeli
PISTOIA. Abbiamo appreso della manifestazione di venerdì mattina che il presidente della Provincia di Pistoia Rinaldo Vanni ha inteso convocare contro il governo (con l’assenza totale o quasi dei comuni, a quanto ci risulta, e questo dovrebbe far riflettere) per protestare per la difficile situazione delle Province.

Ci risulta singolare che si scelga lo strumento della manifestazione (convocando larga parte del personale e dei dirigenti scolastici) il giorno prima della visita del Ministro all’Istruzione Valeria Fedeli in Valdinievole, che incontrerà lo stesso Vanni proprio sulla difficile situazione delle scuole pistoiesi a seguito della lettera che il presidente aveva mandato a regione e governo su nostro esplicito sollecito.

È curioso che non si sia aspettato questo incontro di sabato prima di svolgere la protesta, curioso e a tratti irresponsabile perché non se ne capisce il senso se l’obiettivo è quello di risolvere i problemi dei cittadini.

Fedeli, un voucher della politica

C’è un ulteriore elemento di stranezza in questa situazione. Entro fine marzo, cioè nel giro di una settimana dovrebbe essere approvato in Consiglio dei Ministri il decreto enti locali che porterà risorse e soluzioni per le questioni sollevate dalle province, bozza di decreto sul quale proprio giovedì (il giorno prima della manifestazione) il governo ha avuto un incontro trovando condivisione con Upi (Unione delle Province d’Italia) nazionale.

Quindi nel mentre noi stiamo cercando soluzioni senza andare in piazza, vediamo che chi dovrebbe confrontarsi con noi sceglie un’altra strada, non sappiamo se nell’interesse dei cittadini o solo di un po’ di popolarità politica personale.

Noi continueremo a lavorare senza polemiche e a testa bassa come sempre per trovare soluzioni ai problemi esistenti, su scuole, strade, personale e non solo. Sappiamo che le soluzioni non si trovano manifestando, ma con il confronto e questa è la strada che continueremo a percorrere.

Caterina Bini
Edoardo Fanucci
Federica Fratoni
Massimo Baldi
Marco Niccolai

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Diogene il cinico

 

LA LOGICA. L’Italia non è simile alla Grecia della democrazia di Pericle, come direbbe qualche pseudointellettuale che ripenserebbe ad Atene per darci a intendere che lì c’erano solo rose e fiori: e lasciatelo dire a chi, come me, in Grecia c’è vissuto anche troppo da filosofo pur se cinico e canoso

L’Italia è come una buona mamma che fa una buona politica che realizza buoni risultati e buona amministrazione e buona scuola, ma ha una legge Delrio che taglia le gambe all’asino prima che abbia portato tutti i carichi e, nella scuola, una buona Ministra (forse minestra o minestrone) la quale, proveniente dal sindacato tessili di Prato e non avendo uno straccio nemmen di diploma, si imbastisce e trama una laurea inventata-inesistente a suo uso e consumo e, con una faccia sulla quale rimbalzerebbero non i mattoni, ma le pietre delle piramidi, sorride e vuole darci a intendere di essere una cattedratica esperta d’istruzione.

Lo stato a pezzi. E anche a bocconi. Anzi no: bocconi sta il popolo.

E bruca, da vero quadrupede ragliante, mentre i suoi politici gli vanno, come si dice, allegramente nello Zipèppe!

Diogene

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