“LO ZOO DI VETRO” AL TEATRO MANZONI

Monica Piseddu e Milvia Marigliano (foto di Laila Pozzo)
Monica Piseddu e Milvia Marigliano [foto di Laila Pozzo]
PISTOIA. Dal 31 gennaio al 1° febbraio (feriali ore 21, festivo ore 16) Cirillo sarà in scena a Pistoia con Lo zoo di vetro, nella traduzione di Gerardo Guerrieri, uno dei due testi di Tennesse Williams che in questa stagione portano la sua firma (l’altro è La gatta sul tetto che scotta, di recente debutto alla Pergola di Firenze) e con il quale Cirillo si conferma uno dei registi più ispirati della scena teatrale contemporanea.In scena con lui due attrici di grande talento: Milvia Marigliano (apprezzata anche anni fa nella pièce Report diretta da Cristina Pezzoli) e Monica Piseddu, straordinaria interprete nell’ottobre scorso alle Murate di Firenze con Alcesti diretta da Massimiliano Civica. Completa il cast Edoardo Ribatto, già protagonista di Angels in America. Prodotto da TieffeTeatro, lo spettacolo si avvale delle scene di Dario Gessati, dei costumi di Gianluca Falaschi e delle luci di Mario Loprevite.Venerdì 30 gennaio, ore 21 (turno V), sabato 31 gennaio, ore 21 (turno S), domenica 1° febbraio, ore 16 (turno D).

Il teatro si racconta

In occasione de Lo zoo di vetro, il pubblico potrà incontrare la compagnia sabato 31 gennaio alle ore 17,30 al Saloncino Manzoni. L’incontro sarà condotto da Andrea Nanni, studioso di teatro.La regia poetica e sensibile di Cirillo, di grande rigore formale, si misura con un classico del teatro del Novecento, mostrando meccanismi familiari sempre attuali e personaggi reali, nell’Italia di oggi come nell’America degli anni ‘40.“Dramma di memoria”, secondo la definizione dello stesso Williams, dove la memoria subisce una sorta di fermentazione dolorosa dentro un presente crudele, che delude i sogni, Lo zoo di vetro è un testo dalla doppia natura: realistico nella descrizione dei rapporti tra i personaggi, ma totalmente onirico rispetto al tempo della vicenda e al tempo della sua rappresentazione.

Potente messa in scena dell’atto del ricordare e del rapporto con il passato come luogo del rimpianto: “Il futuro diventa presente, il presente passato, e il passato un eterno rimpianto” si dice nel testo.Al centro della vicenda il fallimento di una famiglia, inquadrata in un opprimente interno piccolo-borghese, segnata dall’abbandono del padre,: con una madre, Amanda (Milvia Marigliano) che vive ancorata al ricordo di una giovinezza dorata, ed un gruppo di ex-giovani ormai senza più età, i figli Tom (Arturo Cirillo), la claudicante Laura (Monica Piseddu) e Jim (Edoardo Ribatto), l’amico di Tom, il cui ingresso potrebbe forse portare finalmente un cambiamento…

Arturo Cirillo Milvia Marigliano (foto di Laila Pozzo)
Arturo Cirillo Milvia Marigliano [foto di Laila Pozzo]
“Lo zoo di vetro di Williams – spiega lo stesso Cirillo – rappresenta ‘l’inganno dell’immaginario’. Non è casuale la grande importanza, data dall’autore, all’atto del proiettare. Il riflettore teatrale che il narratore/figlio punta sui personaggi, i molteplici film nei cinema dove si rifugia Tom per sfuggire alla realtà, e anche gli stessi animaletti di vetro che compongono lo zoo del titolo sono l’emblema della fragilità e della finzione: sono essenze quasi prossime all’assenza, non a caso trasparenti.

Immagino dunque un luogo abitato da pochi elementi molto concreti ma immersi in una luce non realistica, quasi pittorica, dove la vicenda venga narrata senza divisioni in quadri, ma in un unico luogo, come se ci trovassimo all’interno di un album di famiglia troppe volte sfogliato. I testi di Williams, e in particolar modo Lo zoo di vetro, mi ricordano il teatro di un autore a me molto caro: Annibale Ruccello, che infatti cita spesso lo scrittore americano tra i suoi amori letterari. Come in Ruccello vedo qui dei personaggi violentemente attaccati alle proprie illusioni, come la madre, centro ed origine di tutte le patologie, ma vittima lei stessa del confronto con le spietate leggi della realtà. Troviamo poi l’alcolismo, la solitudine, l’assenza del padre, la giovinezza come un tempo perduto, tutti temi universali, che la maestria dell’autore rende condivisibili dal pubblico di oggi come del passato, in America, come in Italia”.Cirillo è in tournée in questa stagione anche con un altro testo, molto apprezzato da pubblico e critica, l’adattamento da Scende giù per Toledo di Patroni Griffi.


Hanno scritto dello spettacolo…

 

Cirillo non tocca la struttura della pièce, la lima, la taglia ma non ne altera l’andamento, si limita a cambiare il punto di vista dal quale vi si accosta. (…) Ne annulla le distanze, pare mostrarcela come se la vedessimo per la prima volta. Renato Palazzi – Il Sole 24 Ore

Regia simbiotica, inquietante, poetica di Arturo Cirillo. Maria Grazia Gregori – l’Unità

Tom, ben interpretato da Cirillo, è ironico, tormentato e con tratti di serena rassegnazione, dolce e dalle rabbie impotenti. Milvia Marigliano è brava nel disegnare una madre grottesca (…). Con lievità e intensità Monica Piseddu rende palpabile l’animo fragile della figlia (…). Magda Poli – Il Corriere della Sera

È bravissima Milvia Marigliano che da qualche anno mostra la maturità di un’attrice notevole.  Anna Bandettini – La Repubblica

Ulteriori informazioni sul cartellone e sulle attività dell’Associazione Teatrale Pistoiese su www.teatridipistoia.it e sui profili Facebook, Twitter, Youtube. Prevendita: Biglietteria Teatro Manzoni 0573 991609 – 27112 (dal martedì al giovedì 16/19 e venerdì-sabato 11/13 e 16/19), on line su www.teatridipistoia.it e www.boxol.it.

[marchiani – atp]

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