l’occhio sulla città. LA PAROLA A MASSIMILIANO SFORZI. 1/2

Massimiliano Sforzi
Massimiliano Sforzi

PISTOIA. [l.c.] In questa seconda puntata della rubrica “L’occhio sulla città” – che rimanda al titolo dei ripetuti interventi di Renzo Cosci comparsi qualche anno fa e per un certo periodo sulla carta stampata – parliamo con il consigliere del gruppo misto Massimiliano Sforzi.

Gli chiediamo un punto di vista sulla situazione politica generale e un’analisi dei problemi locali nonché di possibili soluzione e idee.

Tra l’altro Sforzi ha convocato per fine mese la prima riunione informale aperta al confronto sui temi delle amministrative del 2017 e propedeutica all’ufficializzazione di una lista civica trasversale di cui sarà il candidato sindaco.

Una lista fondata sulla partecipazione e sulla condivisione di alcuni punti chiave (servizi pubblici, verde, decoro, periferie e lavoro) per la quale invita curiosi o semplici interessati a farsi avanti e dire la propria.

Di seguito un estratto delle risposte alle nostre domande:

Agli occhi di chi segue la politica solo marginalmente, cioè la maggior parte delle persone, c’è l’immagine di una crisi della sinistra storica, che ha scelto di immolarsi sul mantenimento dello status quo come unico orizzonte possibile.

Sì, io continuo a credere che ci siano delle differenze di fondo (tra destra e sinistra – n.d.r.): a chi ha tempo consiglio “Ragioni e significati di una distinzione politica”, di Norberto Bobbio.

Pio La Torre
Pio La Torre

Per chi preferisce l’immediatezza prendo a prestito le parole di Massimo Salvadori: la sinistra è sempre e soltanto la forza che lotta contro le tre grandi diseguaglianze, di potere, di sapere, di reddito, quindi l’esatto contrario del Pd di Renzi e di Enrico Rossi.

Però mi rendo conto che nella percezione comune la sinistra oggi non viene immediatamente identificata, perché di fatto nei consessi elettivi abbiamo una sinistra senza identità, che vive di riflessioni onanistiche, nostalgica dell’antiberlusconismo e con nuovo sentimento antigrillino.

Una sinistra che accetta e ha accettato passivamente, quando non favorito apertamente, ineguaglianza e concentrazione della ricchezza in poche mani: una tendenza caratteristica della nostra società negli ultimi decenni che non accenna a mutare.

Pd: sperequazioni & privilegiOssessionata dal referendum costituzionale di ottobre ma lontana anni luce dalla inarrestabile crisi di sistema che stiamo vivendo: prestazioni sanitarie, ambiente, tasse che uccidono aziende e costringono centinaia di migliaia di giovani precari a emigrare.

Quindi una sinistra nominale che non ha nulla a che vedere con la sinistra che intendo  io e che da un lato la ritrovo in alcune realtà protagoniste dell’esperienza de L’altra Europa, quella di Tsipras, dall’altro nel percorso di Tommaso Fattori, candidato governatore per Sì Toscana a Sinistra, con cui sono in contatto.

Sono un uomo del 900, provengo dalla Fgci (Federazione Giovanile Comunisti Italiani) e tra i miei riferimenti ho politici come Pio La Torre; svolgo un mandato in Consiglio Comunale e opero nella realtà parrocchiale di Vicofaro esperienza di comunità e relazioni umane sulla scia dei valori più volte richiamati da Papa Francesco.

 Mi rendo conto di essere un grande idealista: mi rifaccio all’umanesimo e all’idea che l’uomo debba stare sempre al centro delle scelte. La finanza e l’economia vanno riportate alla funzione di ancelle del lavoro e dei diritti.

Il trasformismo dei giornali di partito
Il trasformismo dei giornali di partito

Le ultime amministrative hanno palesato un generale senso di stanchezza nei confronti del Pd, anche da parte dei tradizionali elettori che si turano il naso, per questo auspico la formazione di una forza politica proiettata al 2020 il cui cardine sia l’autonomia. Quel ‘quarto polo’ ogni tanto teorizzato da più parti.

Non una stampella del Pd, per intenderci, il classico variegato all’amarena o al caffè che poi, nelle tornate amministrative torna all’ovile, magari per qualche strapuntino o prebenda come capita nei comuni della provincia di Pistoia.

Parlo di una sinistra con autonomia di programma, equidistante da M5s, Pd e centrodestra: un programma dove i valori sono quelli dell’uguaglianza e della giustizia sociale, da cui discende un’economia a servizio del lavoro, della cittadinanza e dei diritti.

Pd: da Berlinguer ai petrolieri e lobby parassitarie
Pd: da Berlinguer ai petrolieri e lobby parassitarie

Questa deve essere la vera economia, e non è nemmeno una pia illusione perché personalmente ho sperimentato un sistema migliaia di anni avanti ai nostri schemi mentali.

In quasi tutti paesi europei esistono forme di reddito di cittadinanza o minimo che dir si voglia, che viene corrisposto dietro l’accettazione di un lavoro che viene proposto.

A Londra per due mesi ho ricevuto questa tipologia di reddito finché non ho scritto al job center che avevo trovato lavoro e non mi serviva più. Il job center lo avrebbe comunque tolto questo reddito, quando avrebbe realizzato la mia diversa condizione lavorativa.

Sempre a Londra ho insegnato tre mesi presso un college a chi voleva imparare l’italiano. Non solo nei paesi anglosassoni è possibile simile ascensore sociale; anche altrove lo stato permette che chiunque si metta in gioco. Quindi il problema è la volontà politica.

[massimiliano sforzi 1 – continua]

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT08V0306913833100000001431 su CariPt di Porta San Marco-Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

Lascia un commento