LOMBARDI-BARTOLI: DUE DIVERSI MODI DI CONCEPIRE LA PISTOIA DEL SILENZIO

L’acqua “bene comune” e il parcheggio sotterraneo di San Bartolomeo
Ginevra Lombardi
Ginevra Lombardi

PISTOIA. Leggendo l’articolo di Ginevra Lombardi e le note esplicative, è chiaro perché questa truffa legalizzata sulle spalle dei cittadini e nelle loro tasche sia già a buon punto. È anche chiaro, adesso e se mai ce ne fosse stato bisogno, del perché sia stata “fatta fuori” dal Bertinelli. Oramai niente può più stupire il cittadino attento che segue le vicende quotidiane di questa città, l’omertoso silenzio di chi dovrebbe rappresentarla in virtù del voto ricevuto e la silente pacatezza degli organismi sovracomunali che in tutta Italia sembrano muoversi sempre più a comando e che si ricompattano all’unisono solo quando vengono toccate le loro tasche e la loro progressione di carriera e relativi privilegi. Ci attendiamo sulla vicenda ulteriori sviluppi e ringraziamo fin da adesso la dott.ssa Ginevra Lombardi che privilegia la nobiltà della polis alla seggiolina e all’alzata di mano a comando.

Per un atteggiamento che ci stupisce piacevolmente e che moralmente – non potendo fare di più – sosteniamo, un altro atteggiamento, invece, spiacevolmente ci stupisce.

Alludiamo all’improvviso cambiamento di rotta del prof. Roberto Bartoli in merito al parcheggio di San Bartolomeo in Pantano. Improvvisamente e con una motivazione che del giurista ha ben poco, afferma che poiché non si trovano soluzioni alternative alla localizzazione sciagurata lasciata in eredità dall’ex Sindaco Berti, poiché un parcheggio ci vuole in quella zona, che San Bartolomeo sia!

Roberto Bartoli
Roberto Bartoli

Chi ha seguito le idee, le proposte e i proponimenti dell’allora candidato a Sindaco Bartoli e la sua ridiscesa in campo dopo un periodo sabbatico di riflessione, non può non restare stupito dalla semplicità con la quale motiva la sua “giravolta” sulla questione parcheggio di San Bartolomeo.

Mi scuserà, non conoscendolo, se le sue motivazioni sembrano più una captatio benevolentiae – non si comprende per chi e per cosa – che non una più che lecita riflessione rispetto alle sue precedenti posizioni. Converrà, e converrete, che la scusa addotta per giustificare il cambio di rotta, è più che sospetta e che, da una riconosciuta e raffinata mente giuridica, altre motivazioni ci saremmo aspettate.

Due modi di intendere l’interesse pubblico che per una sorta di casualità si intrecciano: da un lato Ginevra Lombardi che non intende mollare la presa sulla vergogna di un bene – l’acqua – che deve e essere pubblico e non mezzo di lucro e di sfruttamento di pochi nei confronti dei più; dall’altro un Roberto Bartoli che sopra e sotto l’acqua del Pantano di San Bartolomeo vorrebbe un parcheggio, dopo esserne stato avversario.

Misteri della politica di questa davvero piccola Pistoia.

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8 thoughts on “LOMBARDI-BARTOLI: DUE DIVERSI MODI DI CONCEPIRE LA PISTOIA DEL SILENZIO

  1. Gentile De Matteis, stare al merito delle cose è ciò che può far progredire la nostra realtà pistoiese, magari cercando di abbandonare la tendenza a dietrologie che per l’appunto sviano dal merito. Il punto è che è divenuto indispensabile un parcheggio nell’area est della città: occorre farlo soprattutto in prospettiva di estendere la zona pedonale su cui c’è totale accordo. Io ero contrario al parcheggio in San Bartolomeo e individuai l’ex pupilli come possibile alternativa non sopportando chi dice solo facili e deresponsabilizzanti no. Vedo adesso che quella proposta non decolla. Semplicemente dico: o si trovano alternative al parcheggio di San Bartolomeo come già cercai di fare oppure che si faccia, visto che di un parcheggio in centro abbiamo assoluto bisogno. Io rifletto sulla città senza sosta, sperando di contribuire al suo miglioramento. Ha lei alternative? Se si, le proponga e discutiamone tutti insieme.

  2. Gentile Sig. De Matteis, mi pare chiaro, al di là delle sue legittime considerazioni giornalistiche, che quella di Bartoli è e vuole essere soprattutto una sollecitazione politica (il diritto non c’entra nulla) nei confronti di una amministrazione che ha sempre più difficoltà a prendere decisioni chiare ed univoche.
    Non comprendo inoltre – ma forse è un limite mio, lo riconosco – che cosa c’entri la corsa alle primarie a sindaco di Bartoli e quello che da quest’ultimo fu detto in merito alla questione in oggetto, con questa ‘provocazione’ politica (possiamo chiamarla così?). Bartoli non ha vinto le primarie e non è divenuto sindaco: quindi di cosa stiamo ragionando? Di promesse non mantenute? Stai ora a vedere che le responsabilità non sono più di chi dovrebbe amministrare ma di coloro che a loro tempo si erano proposti per farlo. Questa sì che mi sembra una logica troppo semplicistica e che non rende giustizia (e lo dico senza toni polemici) a Lei ed alla Sua professionalità.
    inoltre non mescoliamo l’acqua della Lombardi con la terra del parcheggio. La vera questione è una ed una sola: l’area di San Bartolomeo va bene o non va bene? L’area ex-Pupilli va bene o non va bene? Esistono alternative progettuali tecnicamente ed economicamente realizzabili? E se sì, quali? In altri termini: valutati legittimamente i pro ed i contro, i benefici e gli svantaggi, chi deve decidere, decida! Chi è stato votato, faccia le proprie scelte! Questa è la questione. Tutto il resto è sterile esercizio di stile. Cordiali saluti.

  3. E allora, io, da semplice cittadino al di fuori delle logiche del politichese e di altre alchimie tattiche, vorrei sapere perchè la proposta dell’area ex Pupilli, che mi sembrerebbe assai più logica rispetto a San Bartolomeo, non decolla; chi la frena e perchè.
    Vorrei aggiungere che su San Bartolomeo, e lo si è detto e ridetto, ci sono ostacoli di natura idrogeologica ed ambientale oggettivi e indiscutibili, che non sono nè di destra nè di sinistra, ma semplicemente “sono”, adesso come due anni fa e come continueranno ad essere fra cinque anni.
    Vorrei inoltre capire se davvero, alla luce di una indagine che sia veramente neutrale e non taroccata, sia così necessario un nuovo parcheggio nella zona est della città.
    Posto anche che il parcheggio dell’ex ospedale del Ceppo, liberatosi dopo lo sciagurato trasferimento dell’ospedale stesso al Campo di Volo non sia la stessa cosa di San Bartolomeo, in quanto diversamente ubicato, è comunque uno spazio aggiuntivo per parcheggiare; ciò conterà pure qualcosa nell’economia “parcheggistica” della città.
    Ed infine: se invece di continuare a parlare di parcheggi più o meno indispensabili, si pensasse un po’ di più a potenziare le corse dei mezzi pubblici là dove si ritenga utile, non sarebbe, finalmente, una buona idea?
    Piero Giovannelli

  4. Gentile Sig. Giovannelli
    la questione è semplice: il piano di recupero per l’area di San Bartolomeo è prevista all’interno del vigente piano della città storica votato in consiglio comunale da un’ampia maggioranza. Sulla base delle indicazioni di piano è stato redatto un progetto molto approfondito che è stato vagliato e approvato da tutti gli enti preposti al controllo. L’ultima approvazione da parte del Genio Civile, dopo una serie di indagini (che generalmente vengono fatte in fase esecutiva e non in fase di approvazione urbanistica) lo stesso Genio Civile ha certificato la piena fattibilità dell’intervento anche sotto il profilo idrogeologico. Questi non sono discorsi di circostanza ma tutto è depositato e documentato agli atti dell’Amministrazione comunale. Un processo virtuoso che raramente è stato attivato per tanti altri progetti pubblici o privati.
    La previsione per area Pupilli è non completamente conforme al piano per cui occorrerà una variante al piano regolatore, l’area è in vincolo paesaggistico e ad elevato rischio idraulico (livello 3 mentre l’area di san Bartolomeo è a livello inferiore 2) quindi non è possibile eseguire interrati ma solo strutture in elevazione ed infine per l’area è attraversata da due gore (vere e funzionanti) che rimarranno sempre di proprietà demaniale. Quindi per portare la proposta per l’area Pupilli al livello di conformità e approfondimento dell’area di San Bartolomeo la strada è lunga e tortuosa e bisognerebbe sapere se al momento ci sono investitori capaci e in grado di portare avanti un progetto così complesso in un ‘area a bassa attrattività. Tutto questo per la precisione.
    Alessandro Suppressa

  5. Egr dott. Suppressa,
    La ringrazio delle precisazioni concrete e di merito e Le rispondo, lo ammetto, in maniera che può apparire un po’ contraddittoria: nel senso che non voglio dubitare di quanto Lei afferma e tanto meno della Sua buona fede; d’altra parte, però, non riesco comunque a convincermi della bontà e della razionalità dell’intero “progetto San Bartolomeo”.
    Ed in ogni caso, i miei (e non solo miei) dubbi, più in generale, sono anche altri, nell’ambito della questione parcheggi, come ho specificato nell’intervento di ieri sera.
    Comunque, un cordiale saluto,
    Piero Giovannelli.

  6. Aprire una voragine a ridosso della chiesa, storica sede della più bella tradizione popolare di culto: l’unzione, che attrae pressoché tutti i pistoiesi ogni anno in occasione del San Bartolomeo, minandone forse anche la stabilità, con necessità di deviare corsi d’acqua sotterranei, prevedere opere di sollevamento acqua da incanalare in una fognatura sottodimensionata a riceverle in caso di piogge eccezionali, per non parlare dell’accesso garantito da una stradicciola, a malapena agibile a senso unico, in un momento storico che vede l’uso dell’auto privata per fortuna e per necessità in calo….. il tutto con il paradossale benestare delle belle arti che se disposte a “digerire” questa mostruosità, andrebbero sciolte, perché ovviamente null’altro potrebbero eccepire su qualsiasi futuro progetto in città, perché prendendo questo a paragone sarebbe senz’altro meno orribile.
    Periodo lunghissimo, ma scritto d’un fiato.

  7. Caro signor Suppressa, lei parla del Genio Civile mentendo spudoratamente su quanto da questi enunciato nel loro documento del 1 novembre 2013. Ma non pensa sarebbe stato più opportuno riportare il documento integrale in modo che tutti possano leggerlo e trarne le loro deduzioni?
    Lo farò io, anche se lei non lo condivide

    file:///D:/documenti/Prcheggio%20Sotterraneo/Parere%20Genio%20Civile%20San%20Bartolomeo%20(1).pdf

    “Preme sottolineare che con Decreto del Segr. Gen. N° 26 del 11/04/13 sono state approvate le modifiche alla perimetrazione delle aree a pericolosità idraulica della cartografia del PAI sulla base di uno specifico e dettagliato studio effettuato dall’Autorità di Bacino del Fiume Arno, risultando l’area in oggetto in zona allagabile per eventi con tempi di ritorno di 200 anni (P.1.2). Ricordato che tale pericolosità non era nota prima di tale studio, si ribadisce il principio di precauzione già contenuto nelle norme del Regolamento urbanistico (giustificato dai fatti durante i recenti eventi alluvionali), secondo il quale i locali interrati non sono ammessi in aree allagabili per tempi di ritorno minori od uguali a 200 anni”.

    Queste è il capoverso terminale di tale documento ed in essa si legge: …..SECONDO IL QUALE I LOCALI INTERRATI NON SONO AMMESSI IN AREE ALLAGABILI PER TEMPI DI RITORNO MINORI OD UGUALI A 200 ANNI.

    Come architetto penso abbia buone capacità, ma come illusionista non ci è trombato, lasci perdere.
    Comprendo che lei ha letto di quel tale che ebbe ad affermare: prendete una falsità e ripetetela migliaia di volte affermando che è la verità e tale diventerà.
    Se pensa di riuscire in tale proposito le ricordo che la falsità va ripetuta migliaia di volte e lei mi pare sia ancora a poche decine. Se riuscirà nel proposito di ripeterla alcune migliaia di volte ho il dubbio che più che trasformarla in verità rompe talmente tanto i coglioni che nessuno più vorrà sentire parlare del parcheggio di San Bartolomeo. Faccia lei.

    Noi del Comitato, mi permetta di rappresentarlo, che abbiamo osteggiato la sua opera siamo abituati a guardare le cose nel reale e valutare la realtà. Cosa che pare lei non ne sia capace.
    Non so se ultimamente le è capitato di frequentare l’Ospedale di San Jacopo. Avrebbe nel caso notato che fino ad un mese circa addietro le persone che vi andavano parcheggiavano l’auto all’interno del parcheggio. Oggi non più. E vediamo quel brutto spettacolo di auto parcheggiate in ogni dove; lungo la strada, nei campi, lungo la rotatoria, ovunque ci sia un posto AGGRATISSE! Spero sia capace di darsi una risposta. Nel caso non lo fosse mi permetto di suggerirgliela: ieri il parcheggio era gratuito oggi è a pagamento. I commenti spero non servono.

    E allora perché non dire che la sua ditta avrebbe fatto pagare il parcheggio sotterraneo a € 2,50 l’ora? Questo ripreso dai documenti inseriti nel suo progetto, non sto inventando niente.
    E se è vero come lo è che prima di parcheggiare al parcheggio dell’ex ospedale del Ceppo le persone vanno a parcheggiare lungo il viale Matteotti o addirittura nel lungobrana dietro le mura, dimostrando che preferiscono fare 200/300 metri a piedi prima di pagare il parcheggio. Il parcheggio gratuito di via Cellini è a circa 500 metri dalla sua opera.

    Ma forse a lei tutto questo non interessa, come non interessavano i 300 morti a chi la notte del terremoto de L’Aquila se la rideva in previsione degli appalti che avrebbe preso per la ricostruzione.
    Penso di poterle dire che potrebbe affaccendarsi in altre faccende in quanto questa opera del parcheggio interrato in San Bartolomea è morta e sepolta. Ed una sola persona riuscì nella storia umana a resuscitare, prima un amico e successivamente se stesso. Ma questo accadeva 2000 anni fa.
    Pensa lei di poter ripetere l’exploit?

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