lombardi. «BELLITI E BERTINELLI: NESSUN RISENTIMENTO PERSONALE, SOLO UN MODO DIVERSO DI FARE POLITICA, SERVE ARIA NUOVA»

Ginevra Lombardi

PISTOIA. Voglio pubblicamente felicitarmi per l’archiviazione del procedimento giudiziario che aveva visto coinvolta la Vicesindaco Daniela Belliti.

Tuttavia, da una lettura attenta del suo comunicato – in cui il mio nome risulta essere citato in ogni suo passaggio – forte è la sensazione che si sia voluto cogliere questa occasione per gettare “ombre” in maniera neppure troppo surrettizia sulla mia persona.

Tengo a precisare che per il rispetto che nutro nei confronti della magistratura e del delicato ruolo che essa svolge, non ritengo opportuno strumentalizzarne il lavoro, mantenendo pertanto il dovuto riserbo, senza diffondere e soprattutto commentare gli esiti o gli sviluppi di iniziative giudiziarie.

Ciononostante, mio malgrado, mi trovo costretta a rispondere solo ed esclusivamente per rispetto delle cittadine e dei cittadini che meritano un’informazione corretta e un dibattito democratico non basato sullo scontro. Uno scontro a cui non intendo partecipare, limitandomi quindi a smentire ciò che è stato affermato ricostruendo i fatti.

In relazione alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto la Belliti, presumibilmente legata ad appalti per le assicurazioni di Copit, conosco quel poco che è apparso sulla stampa, poiché durante la mia permanenza in giunta tale materia non era di mia competenza e non avrei avuto gli strumenti per poter fare nessun tipo di rilievo tecnico, né interno all’amministrazione né tantomeno alla magistratura.

Per quanto riguarda invece le competenze del mio assessorato, quando ero ancora in giunta, in data 23 maggio 2013 ho protocollato una richiesta di indagine interna al Segretario Comunale per la verifica della regolarità amministrativa di alcuni appalti su cui nutrivo molti dubbi.

Daniela Belliti

Tale richiesta era già stata inviata allo stesso per posta elettronica in data 21 maggio e poi inoltrata alla procura come atto dovuto, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 361 del codice penale in merito al reato di “omessa denuncia”.

L’indagine interna effettuata dal Segretario Comunale, che ha interessato esclusivamente i soli appalti relativi ai servizi del mio assessorato, ha poi rilevato che circa il 40% degli appalti analizzati presentava irregolarità con danno economico per le casse comunali e per la collettività.

Ovviamente non è mia facoltà sapere se dalle mie segnalazioni possano essersi poi sviluppati ulteriori filoni di indagine su questioni a me ignote che possano aver coinvolto la Vicesindaco.

È comunque comprovato dai fatti che nella richiesta di indagine interna (che allego) non c’è alcun riferimento a compagnie assicurative o broker e quindi nulla che abbia direttamente a che vedere con le indagini di cui la stessa è stata oggetto.

Mi preme infine sottolineare che la richiesta di indagine interna venne da me avviata quando ero ancora membro della giunta ed attivata nell’esclusivo interesse e tutela della amministrazione pubblica e dei suoi amministrati.

Nessuna vendetta postuma, nessun spirito di rivalsa né, tantomeno, nessuna volontà di ledere l’onorabilità politica e personale di nessuno.

Per fugare ulteriori eventuali dubbi, voglio chiarire che non provo nessun risentimento personale nei confronti dei membri della giunta né del Sindaco Bertinelli, il quale mi ha consentito di fare una bellissima esperienza difficilmente accessibile a chi come me non milita in un partito.

Sono consapevole che la sua scelta di allontanarmi dalla giunta fu una scelta politica dettata non da motivi personali, bensì da divergenze sulle scelte amministrative, divergenze da me evidenziate ripetutamente sin dai primi mesi dal mio insediamento presentando più volte le dimissioni.

Samuele Bertinelli, Sindaco di Pistoia

La mia breve esperienza amministrativa mi ha insegnato che la Politica è tale quando si occupa dell’interesse generale superando personalismi e mettendo al centro i problemi della collettività.

Per questo motivo trovo del tutto inopportuno che si sia voluto inaugurare la campagna elettorale con un messaggio fuorviante, nel tentativo di trasformare il confronto democratico in un duello personale basato su istinti primitivi di vendetta e rivalsa personale.

Quando questo diventa un metodo che si riproduce nel tempo e si applica ad ogni avversario politico si dimostra la debolezza e la decadenza di un sistema politico autoreferenziale che non accetta il proprio fallimento.

Questa vicenda parla dello spazio angusto in cui certa politica si muove, uno spazio lontano dai cittadini, dall’interesse collettivo e dominato dal culto della personalità, uno spazio in cui prevale il più forte e si esclude la partecipazione dei cittadini con ogni mezzo e maniera.

Per questo serve un profondo e radicale cambiamento che restituisca dignità alla politica e la faccia tornare ad essere e a rappresentare la parte migliore della società.

Serve aria nuova.

Ginevra Lombardi

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