LOPPA E BRACCO LICENZIATI? SÌ: MA SOLO “PER SENSO DEL DOVERE”

È infatti per questo – si legge in un comunicato – che l’Ats ha mostrato interesse al servizio appaltato dall’Asl 3 di Pistoia e che è disponibile, anche, a rinunciarvi

Mezzo per trasporto disabili [foto di repertorio]
Mezzo per trasporto disabili [foto di repertorio]
PISTOIA. L’Associazione temporanea formata da Pistoia Soccorso (coordinamento provinciale delle Misericordie), Emergenza Ambulanze (coordinamento Provinciale Pubbliche Assistenze), Cooperativa Sociale Socialmise e Croce Rossa di Quarrata risponde alle polemiche mosse in seguito all’assegnazione alla stessa Ats del servizio di trasporto dei disabili:

Nessuno al di fuori della nostra associazione temporanea di scopo ha partecipato alla gara per il trasporto dei disabili, poiché l’importo non copre nemmeno i costi.

Soltanto per senso del dovere abbiamo partecipato alla gara e fino all’ultimo abbiamo pensato di rinunciare. Economicamente non è sostenibile l’introduzione di ulteriore personale.

Qualora tale servizio dovesse necessitare di personale dipendente sarà ovviamente assunto il personale che era a suo tempo parzialmente incaricato, secondo le norme di legge in materia.

Poiché fino ad oggi la quasi totalità di detto servizio è sempre stato svolto da tutte le associazioni sul territorio provinciale con proprio personale e solo una piccola parte dal centro ex Aias oggi Maic, non risulta economicamente sostenibile l’introduzione di ulteriore personale.

L’importo complessivo della gara apparentemente enorme, ammonta a 300.000 euro annui per trasportare 156 soggetti ogni giorno da tutta la provincia ai centri di riabilitazione per centinaia di chilometri giornalieri, con decine di automezzi attrezzati e dedicati a detto servizio, ed è per questo che nessuno altro ha partecipato alla gara, poiché l’importo non copre nemmeno i costi. Infatti solo per senso del dovere abbiamo partecipato alla stessa avendo sul territorio un rapporto con l’utenza e le rispettive famiglie, e fino all’ultimo abbiamo pensato di rinunciare; ma poi cosa sarebbe successo? Gli assistiti sarebbero rimasti a casa?

Pertanto l’assegnazione all’Ats ci vede investiti di responsabilità ma anche disponibili qualora l’Asl o la Regione interpellata da terzi ad intervenire, a rinunciare se ci verrà chiesto di farlo da chi ne ha la competenza e l’autorità.

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