lourdes a masotti. MA AL POSTO DELLA “SIGNORA” RIAPPARE RENZÒ LE MOKÓ…

L’ex-sindaco Pd sembra che stia riallacciando rapporti con antichi compagni come Gianfranco Spinelli in vista della futura competizione con il centrodestra di Piero Lunardi
Renzo Mochi alla riscossa: bandiera giallo-rossa trionferà?

 

Ti ho cercata in mezzo ai volti che vedevo intorno a me
più credevo di trovarti più eri inafferrabile
ogni tanto m’illudevo fossi veramente tu
e sentivo la tua voce anche se già non c’eri più
Ritornerò, ritornerò
Max Pezzali, Ritornerò


Cat-Man si sta preparando al rientro nel bocciodromo

 

SERRAVALLE. Chi ha detto che le apparizioni sono fenomeni occasionali isterici per gente isterica? A volte ci sono davvero: basta intenderci su quali apparizioni. Non quelle di Medjugorje, per esempio, dove l’appuntamento è fisso e ripetibile – almeno così dicevano – ogni pomeriggio ora-thè: ma almeno quelle dei politici. E nel nostro caso si parla di Renzo Mochi, l’infaticabile; il meccanico in grado di far girare alla perfezione il motore del Comune di Serravalle.

Lui, sulla seggiola ora occupata da Piero Lunardi, ci vuole tornare a ogni costo. Vuole guardare la valle dall’alto e regolarne i flussi e riflussi, specie se, con il buco della nuova galleria sotto la Rocca, le Ferrovie Italiane stapperanno la vasca del Lago Verde e Spazzavento andrà a fare concorrenza a Venezia.

In latino si dice «fervet opus», cioè «c’è un gran darsi da fare». A tal punto che l’ex sindaco “gattone” ci dicono stia facendo di tutto per riacchiappare le palle al balzo: comprese quelle che non gli sono andate mai perfettamente bene, tipo l’ex assessore Gianfranco Spinelli, più noto con l’appellativo di «paghetta».

Però dicono che il Circolo Arci Masotti chiude a dicembre

Troppo concreto per stare dietro a Spinelli, figura un po’ scialba e sfuggente della politica locale, non aquila, ma neppure falco (anche se vanta una sgargiante coccarda di antifascista, oggi necessaria anche per ottenere il passo carrabile in un comune grande come quello di Parma), Cat-Man (Uomo-Gatto, leggi Mochi), descritto da chi lo conosce bene, come piuttosto spiccio e facilmente incazzoso, sembra che abbia dovuto fare “ammenda” riconciliandosi con Spinelli e perfino blandendolo: anche perché alle prossime, a Serravalle, il tutto per tutto si giocherà a suon di voti (anche pochi: diciamo un «decinaio», come diceva Mario, il bagnino di Panariello).

Sarà una lotta al coltello perché il tutto verrà giocato da una sorta di squadre di rione: chi porterà 10, chi 15, chi 20-25 voti al mulino del PoDere (ammesso che il «podere», tra un paio d’anni, sia ancora vivo e non defunto per il pròvvido aiuto di Zingaretti, di Renzi e dei 5 Stelle).

Gianfranco Spinelli

Insomma, facciamola corta, Cat-Man: lo sanno tutti, da Casale a Serravalle, che hai avuto un abboccamento nella tua autofficina con «paghetta», di sabato mattina quando la gente è al mercato e non vanno in giro per via Gora e Barbàtole.

Nuovi profili professionali al ritorno di Mochi: la gattara

Del resto la politica è così: è fatta come la vita dei giornalisti, che – secondo Valeriano Cecconi – devono ingoiare “un cucchiaino di merda al giorno”. Per i politici è un po’ meglio e basta un rospo – anche se è un po’ acidoso.

Ora vediamo se, con codeste ricuciture (speriamo che non siano «frinzotti e cìccioli»!) riuscirai a battere l’orda unna del Bolognini, il compagno meno compagno del mondo, l’Attila che può contare su un bacino di una centocinquantina di guerrieri òngari inferociti contro le puttanate del Pd. Ma attenzione alle sardine: e non meno alle acciughe e a tutti i baccalà che, in questi giorni, si dividono in filetti tra lo storione del Tevere e l’anguilla di Rignano!

Domanda finale: ma se Renzò le Mokó dovesse tornare alla Rocca, il Comune di Serravalle dovrà assumere una nuova impiegata con il compito di fare la gattara?

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Cambio di consonante: Bat-Man/Cat-Man – Renzo punta, stretto stretto, a tornare a Montaletto


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