«LUCI DI UNITÀ», UNA PLATEA OLTRE OGNI PIÙ ROSEA PREVISIONE

Un momento della serata
Un momento della serata

PISTOIA. Grandissima partecipazione di pubblico al convegno culturale “Luci di Unità”, che ha avuto luogo lo scorso martedì 3 maggio presso i locali della Fondazione Luigi Tronci, ubicati all’interno del conservatorio “San Giovanni Battista”, in Pistoia.

L’evento organizzato dalla comunità Bahà’ì con la collaborazione dell’associazione Culturidea e della Carla Rossi Academy-Inits, ha avuto una platea veramente numerosa, oltre ogni più rosea previsione.

Il convegno ha avuto inizio con una canzone introduttiva della cantante-attrice Americana Barbara Streisand, ‘One God’ – un unico Dio –, accompagnata da alcune immagini, proiettate in sala, realmente suggestive che hanno rievocato, nel cuore e nella mente dei presenti, le radici comuni del genere umano.

Dopo il benvenuto di Riccardo Ceccherini membro della comunità Bahà’ì il quale, in conformità ai principi della sua comunità d’appartenenza, ha esortato al dialogo i vari rappresentanti delle confessioni religiose presenti, Neda Parsa ha recitato una preghiera, con la sua candida semplicità. A seguire sono state lette delle preghiere e delle citazioni di alcuni testi sacri, che hanno ricordato agli astanti i principi empirici insiti nelle dottrine di tutte le religioni monoteiste. Dopodiché il Professor Marino Alberto Balducci ha argomentato in merito alla seguente tesi “San Francesco, Sole nell’India nella Divina Commedia”.

Uno dei balli con coreografie di Antonella Tronci
Uno dei balli con coreografie di Antonella Tronci

Il Professore, protagonista di numerose pubblicazioni e di innumerevoli incarichi accademici, ha dimostrato, ancora una volta, di essere uno studioso del sommo poeta Dante Alighieri di indubbie capacità. Con la sue proverbiali attitudini mimico-oratorie, ha recitato XI canto del paradiso della Divina Commedia, canto all’interno del quale il poverello d’Assisi sposa una donna con la quale nessuno si vuole congiungere: la povertà. San Francesco si erge sulla mediocrità del genere umano, attraverso il contatto diretto con la parte più umile dell’umanità.

In quel periodo storico, come ha spiegato agli astanti il Professore, le gerarchie ecclesiastiche erano, a loro volta, succubi dei vizi peggiori dell’uomo. La cupidigia, l’invidia, la cattiveria, la bramosia di potere, si erano impossessate, all’epoca, anche di una buona parte dei ministri del culto cristiano che, così facendo, avevano tradito i principi fondanti della loro fede. Francesco d’Assisi, in quel contesto, è paragonabile ad un’icona pura e incontaminata che, attraverso i propri buoni sentimenti, riesce a riesumare lo spirito primordiale della genesi cristiana. Vale a dire, quel sentimento che ci deve far sentire tutti fratelli e sorelle, figli di un unico Dio.

La serata si è conclusa con dei balli veramente coinvolgenti, grazie alle coreografie di Antonella Tronci, e alle scenografie dell’Architetto Arianna Bechini. Il pubblico ha interagito con i protagonisti del convegno culturale con alcune domande, dalle quali sono emerse delle grandi curiosità, sia nei confronti della comunità Bahà’ì, che di una reale prospettiva futura di unità tra i popoli.

[diolaiuti – fondazione tronci]

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