L’UNESCO CI SALVI DAL BLUES IN PIAZZA DUOMO

Ferite in piazza Duomo. 2
Ferite in piazza Duomo

PISTOIA.Come ogni anno, con regolarità costante, verranno innalzate, a breve, le invadenti e stridenti gradinate metalliche in piazza del Duomo in previsione del Blues.

Naturalmente tutto accade, come succede da sempre, inesorabilmente, nel contesto pistoiese, in un totale silenzio e quindi nella tacita, accondiscendente, accettazione popolare.

Se ciò fosse dovuto a scarsa attenzione, informarsi meglio potrebbe essere utile e proficuo, se invece si trattasse di un cosciente assenso passivo, allora si potrebbe configurare un pericoloso concorso di colpa con chi stabilisce simili collocazioni. La piazza scomparirà, per oltre un mese, alla vista di turisti e pistoiesi, già scippati da tempo della magnificenza dei fregi robbiani del Ceppo e del Battistero, perennemente infagottati.

Piazza Duomo assediata dalle impalcature
Piazza Duomo assediata dalle impalcature

I danni prodotti alla pavimentazione delicata, già abbondantemente martoriata, dal peso e dalle manovre dei grossi camion carichi di materiali, sono un fardello che supera abbondantemente il livello sostenibile da un pavimento e un basamento sorto per sopportare la stazza più consona e modesta di carri, barrocci, calessi, carrozze ecc.

Accertatevi direttamente, con un sopralluogo di persona e magari invitate anche gli amministratori a farlo.

Avvallamenti sempre più fitti e accentuati, pietre sconnesse, basculanti e rovinate da un’usura non dettata solo dal tempo ma dall’incuria e da un pessimo uso che di questo pavimento si fa.

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Effetto Blues

Provate a immaginare impalcature simili in piazza della Signoria o in piazza del Campo dove alla attenta cura delle architetture si deve aggiungere quella dell’immagine attraverso particolari e dettagli curati con sapiente puntiglio in occasione di rievocazioni storiche e non solo.

Alle gradinate dobbiamo aggiungere la vista di indegni striscioni pubblicitari che ben si integrano con il deprimente panorama costellato di gazebo, tende più o meno improvvisate e furgoni di bassa lega con relative scritte illustrative dei prodotti venduti a fare da sconcertante cornice alle nobili architetture della piazza e degli edifici di contorno.

Città che hanno storie altrettanto blasonate non si privano di spettacoli canori e musicali analoghi, ci mancherebbe, ma li dirottano saggiamente in aree più consone sia dal punto di vista logistico che da quello igienico e della sicurezza.

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Succede anche nelle altre città?

Recentemente Vasco Rossi era a Firenze, ma non in piazze centrali della città bensì allo stadio. Perché anche noi non sfruttiamo l’impianto sportivo esistente e già predisposto per ricevere, senza particolari adattamenti, masse notevoli di persone e capace di sostenerne adeguatamente tutte le necessità che ne derivano?

Invochiamo a gran voce una visita dell’Unesco, cui stanno a cuore patrimoni storici e artistici come i nostri, nella speranza che, con la sua autorità, faccia prevalere o risorgere quella saggezza che da tempo non pare ricalcare quella di chi Pistoia l’ha costruita e abbellita.

[*] – Ospite

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2 thoughts on “L’UNESCO CI SALVI DAL BLUES IN PIAZZA DUOMO

  1. Bè…se consideriamo l’impalcatura circense che abbruttiva il tribunale nel Natale di due anni fa, qui siamo di una raffinatezza incomparabile. Si sa, che i lanzichenecchi molte volte li abbiamo in casa nostra
    Massimo Scalas

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