M5S: «L’USCITA DALL’AULA? UNA PROTESTA CONTRO L’ARROGANZA!»

Gruppo dei 5 Stelle di Monsummano
Gruppo dei 5 Stelle di Monsummano

MONSUMMANO. Il Movimento 5 Stelle intende spiegare ai cittadini ed alla stampa perché ritiene che l’uscita dall’aula consiliare sia stata pensata solo al fine di tutelare l’interesse dei cittadini di Monsummano Terme, diversamente, e non potrebbe essere altrimenti, da quanto il partito di maggioranza relativa e le numerose liste ad esso collegate, vogliono far credere.

La ricostruzione fatta dal Pd sulla questione non corrisponde a quello che è veramente successo nelle stanze del Comune. Chi era in Commissione lo sa benissimo ed il verbale lo attesta. Per prevenire queste diverse interpretazioni noi chiediamo che anche le sedute di Commissione si svolgano in streaming e accessibili online a qualsiasi cittadino.

Deve essere chiaro che il tema della nostra protesta, prima del documento urbanistico in se, è l’atteggiamento arrogante e qualche volta denigratorio della maggioranza consiliare nei nostri confronti con l’intenzione di farci “contare le caramelle” e niente altro. Atteggiamento, che ha visto interpreti vari, ed è stato tenuto sin dall’inizio nei confronti delle opposizioni.

I cittadini, tutti, si ricorderanno che anche al momento della costituzione delle commissione noi fummo costretti a compiere il gesto estremo di uscire dall’assise consiliare al solo fine di denunciare l’arroganza e lo scarso rispetto istituzionale della maggioranza. Noi chiedevamo soltanto che le commissioni permanenti potessero essere 3 e non 5, come invece richiesto dalla maggioranza, ed al contempo permettere a tutti i consiglieri, sempre nell’interesse dei cittadini, di partecipare attivamente alle attività delle commissioni. Il Pd ne ha volute 5 e due di esse non sono state ancora convocate. Chi aveva ragione? Noi siamo estranei a questo tipo di politica e di lotte di potere dove sembrano contare solo le poltrone.

La mancanza di rispetto delle minoranze, costituisce un’arroganza nei confronti degli stessi cittadini, prima che nei nostri confronti. Per questo non esiteremo a denunciarli ogni volta, anche con gesti eclatanti come l’uscita dall’aula. Possiamo e intendiamo confrontarci con chiunque senza pregiudizi ma solo nell’interesse dei cittadini.

Per noi “Trasparenza” significa dover rendere conto ad ogni cittadino. Per questo abbiamo chiesto fin dall’inizio del mandato lo streaming del Consiglio e lo chiediamo anche di ogni commissione. Se ci fosse stata una registrazione audio-video, la maggioranza non avrebbe potuto alterare la verità, come invece si permette di fare consapevole che mai nessuno legge i verbali. Ma forse molti di più potrebbero vedere un video.

Andrea Mariotti
L’Assessore Andrea Mariotti

Allora potremmo dimostrare in modo eclatante di avere discusso concretamente le osservazioni alla Variante generale, per quanto possibile in un una sola seduta concessa, evidenziando carenze nella Pianificazione per l’Abbattimento delle Barriere Architettoniche. Infatti è stato disatteso il comma 9 dell’art. 24, Legge 104/93, relativo alla previsione dei piani urbanistici in favore dell’accessibilità degli spazi urbani e della pianificazione dei percorsi accessibili.

Se non fosse poi per un protocollo d’intesa preelettorale, si sarebbe potuto valutare un migliore progetto per la centralità del Cintolese a tutela di maggiori interessi collettivi (non più recuperabili) invece che privati. Abbiamo denunciato la mancanza di concreti incentivi per il recupero edilizio ingessato da norme farraginose, crediti edilizi e perequazione! Altre osservazioni d’ufficio accolte, sono invece contestate in merito ad “aggiustamenti” che contrastano con la stessa politica urbanistica proposta ma difendono atti amministrativi o altri interessi non collettivi.

Questo solo per accennare ai contenuti non ascoltati e di cui hanno addirittura negato l’esistenza. La politica voluta dall’amministrazione, con una Variante Generale adottata un mese prima delle elezioni, istituzionalmente rappresentata dallo stesso assessore Mariotti, ha escluso ogni possibilità e volontà concreta di dialogo sia in spazi di tempo che di collaborazione portando in Commissione ed in Consiglio Comunale un atto non modificabile e quindi non discutibile!

Per poter ricostruire lo strappo istituzionale riteniamo opportuno che il Sindaco rimuova subito l’Assessore Mariotti e chiediamo alla maggioranza di rimuovere il capogruppo Sininberghi in quanto entrambe hanno manifestato spregio nei confronti delle opposizioni, e di conseguenza di ogni cittadino che dissente o protesta contro la maggioranza.

Diversamente riterremo, come consiglieri e soprattutto come cittadini di Monsummano, che anche il Sindaco e gli altri componenti di maggioranza condividano la stessa linea, solo perché si ritengono forti della loro rappresentatività popolare che in realtà non supera un terzo degli aventi diritto al voto.

MoVimento 5 Stelle Monsummano Terme

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