«MA A PISTOIA, GLI ISTITUTI SCOLASTICI RELIGIOSI, L’IMU, LA PAGANO?»

scuole_religiose [tg24-sky]PISTOIA. Un’interrogazione a Bertinelli sull’Imu delle scuole e istituti religiosi della città. La hanno presentata alcuni consiglieri e dice:

La Corte di Cassazione ha riconosciuto la legittimità della richiesta del pagamento dell’Ici (ora Imu) avanzata nel 2010 dal Comune di Livorno agli istituti scolastici del territorio gestiti da enti religiosi.

Con le sentenze 14225 e 14226 depositate l’8 luglio 2015, la suprema Corte ha ritenuto che, poiché gli utenti della scuola paritaria pagano un corrispettivo per la frequenza, tale attività sia da considerarsi di carattere commerciale “senza che a ciò osti la gestione in perdita”.

In proposito il giudice di legittimità ha precisato che, ai fini in esame, è giuridicamente irrilevante lo scopo di lucro, risultando sufficiente l’idoneità tendenziale dei ricavi a perseguire il pareggio di bilancio. E cioè, il conseguimento di ricavi è di per sé indice sufficiente del carattere commerciale dell’attività svolta.

Con questa premessa, a Sindaco e Giunta vengono rivolte queste domande:

  • quali e quanti sono gli istituti scolastici sul territorio, gestiti da enti religiosi
  • a quanto ammonterebbe l’importo dovuto da tali enti, tenuto conto delle somme non coperte da prescrizione
  • se gli uffici abbiano formulato nel tempo idonee richieste di pagamento, anche ai fini della interruzione della prescrizione
  • quale sia l’intenzione della amministrazione per il futuro e se sia stata predisposta idonea messa in mora degli enti suddetti.

Andrea Betti, Paolo Roberto Lattari, Alberto Niccolai

Sostenete questo quotidiano con un piccolo contributo attraverso bonifico intestato a

«Linee Stampalibera» Iban IT64H0306913834100000008677 su Intesa San Paolo Spa - Pistoia. Riceverete informazioni senza censure!

Print Friendly, PDF & Email

One thought on “«MA A PISTOIA, GLI ISTITUTI SCOLASTICI RELIGIOSI, L’IMU, LA PAGANO?»

  1. Domande legittime anche se…io mando i miei figli alla scuola statale, ma mi chiedo spesso come farebbero le molte famiglie italiane, che, vivendo in paesi di montagna (per esempio), si trovano senza altre scuole (sopratutto materne) che non siano quelle gestite dalla Chiesa. E’ stato calcolato che se lo Stato dovesse far fronte da solo, all’obbligo di garantire il diritto all’istruzione, dovrebbe sborsare ogni anno circa 6 miliardi in più. Ecco altre cifre eloquenti:
    – lo Stato italiano ha un costo per studente compreso tra 6500 e 7100 euro per studente/anno, e versa un contributo alle paritarie che varia da un massimo di 500 (primarie) a un minimo di 51 (superiori) per allievo. Si fa presto a capire quanto sia il risparmio per allievo e, si capisce anche molto bene che se più famiglie si rivolgessero alle paritarie il risparmio sarebbe ancora maggiore per lo Stato.
    Facciamo pure la tara a queste cifre e diamo pure per scontato che qual ora tutti gli allievi delle paritarie venissero assorbiti dalla statali, si potrebbe evitare di assumere nuovi insegnanti affollando un po di più le aule…ma resterebbero pur sempre cifre importanti, dato che lo Stato non brilla per efficenza. Quindi? Quindi è giusto che la Chiesa paghi l’IMU sulle attività con scopo di lucro, ma tra tutte mi sembra che l’istruzione andrebbe tenuta fuori da categorie mercantili: a meno che gli insegnanti della scuola statale e le Camusso di turno, sempre pronti a strapparsi le vesti in nome della purezza della scuola, che assolutamente mai, e poi mai, deve essere contaminata da logiche di mercato (le sovvenzioni dei privati? Giammai! L’interscambio scuola -lavoro? Sfruttamento del lavoro!….), non ammettano che si, la scuola non serve a preparare filosofi che vivono su Marte, ma ragazzi da inserire in una società dove nessuno ti regala niente (a meno che tu non sia un politico: nel qual caso regali i soldi dei cittadini agli amici tuoi).
    Massimo Scalas

Lascia un commento