MA LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI O NO?

Spettacoli da dopo-blues
Spettacoli da dopo-blues

PISTOIA. È impossibile non apprezzare con meraviglia il puntiglio e lo zelo profuso dalla Polizia Municipale nello sforzo encomiabile di far osservare i regolamenti inerenti la viabilità cittadina, senza dover fare qualche piccola ma significativa osservazione.

Si legge spesso di multe elevate in circostanze e situazioni che, pur al di là del codice della strada, richiederebbero forse una valutazione più elastica e meno rigorosa in rapporto alla reale entità del danno causato alla società.

Spesso si tratta di infrazioni che tante volte sarebbe possibile correggere meglio soltanto attraverso una “tirata d’orecchie” degna del buon padre di famiglia. Sotto specifica osservazione anche i ciclisti e si minaccia, come si rileva di quando in quando leggendo le cronache, estrema attenzione anche verso il traffico pedonale forse, secondo me, più da educare che da reprimere.

Un primato di intenti senza dubbio e Pistoia in fatto di record ne ha veramente pochi, di positivi. Senza voler assolvere, con una difesa strenua ed impossibile, chi contravviene alla sacrosante disposizioni del codice stradale, sarebbe invece coerente e corretto che la stessa ossessiva tenacia con cui si tengono d’occhio i cittadini, diciamo così stanziali, venisse applicata, con analoga e inflessibile energia, in ogni tempo con continuità.

Tra qualche mese ci sarà la manifestazione del blues con tutto ciò che essa si trascina appresso, gettando, per una settimana almeno, l’intera città nella completa anarchia alla faccia delle leggi più elementari, dei codici della strada, dell’igiene pubblica e del vivere civile in generale.

Ancora spettacoli da dopo-blues (e non solo)
Ancora spettacoli da dopo-blues (e non solo)

Invito i cittadini ed i brandelli rimasti delle cosiddette forze di opposizione locale, ammesso che siano attivi e riconoscibili, a tenere sotto controllo e segnalare i casi di evidente impotenza mostrata dai vigili urbani dinanzi al palese, consueto scempio che in quei giorni verrà perpetrato ai danni di codici, regolamenti, disposizioni, normative ecc. fatte rispettare, di regola, senza concessioni al buon senso, nel corso dell’anno.

Certamente sentirsi impartire una lezione, a volte anche coi toni tronfi e severi di chi vuol sembrare un paladino inflessibile della legalità, e poi dover assistere ad una sfacciata, ripetuta e grottesca inosservanza delle stesse norme offese e sbeffeggiate da una moltitudine di esagitati nell’impotenza dell’ autorità municipale incapace di farsi rispettare, non è cosa che si possa digerire facilmente.

A questo aspetto, già abbondantemente grottesco, se ne aggiunge un altro ancora peggiore per le conseguenze che potrebbe partorire.

In quelle serate “artistiche” si concentrano, nell’angusto perimetro del centro storico, migliaia di persone e centinaia di ambulanti più o meno regolari, molti dei quali, oltre a smerciare selvaggiamente ogni tipo di mercanzia, occupano spazi vitali per l’ingresso di eventuali mezzi di soccorso come se non bastasse l’intralcio per gli spostamenti dei residenti che, in pratica, risultano assediati per giorni.

Senza voler sembrare una cassandra, qualcuno degli organizzatori del blues e di coloro che concedono le autorizzazioni del caso, potrebbero rispondere e fugare ogni lecito dubbio con argomenti e soprattutto piani operativi convincenti in grado di far fronte ad un evento tragico che dovesse verificarsi per esempio sulla Sala? Se si rendesse necessario l’intervento rapido dei Vigili del Fuoco e delle ambulanze sarebbe, questo, un servizio tempestivamente garantito? Già senza emergenze la situazione, in quei giorni, è ingestibile figuriamoci se dovessero aggiungersi panico e caos.

Civiltà urbana
Civiltà urbana

Non vorrei che, come accade spesso in Italia, si dovesse attendere una tragedia per evidenziare un lampante, ricorrente problema che, almeno finora, si è finto di non vedere sfidando la sorte. Trent’anni sono trascorsi senza incidenti gravi aiutati dal caso e dalla fortuna che credo non dovremmo continuare a sfidare.

Sarebbe meglio d’ora in avanti iniziare a pensare almeno ad una nuova collocazione della manifestazione fuori da quella piazza elegante e suggestiva degna di un impiego più nobile, meno invasivo e più intonato con la sua cornice d’arte e di storia, con ciò che rappresenta ed ha rappresentato nel corso dei secoli.

Forse una maggiore consapevolezza dei propri limiti potrebbe migliorare insieme alla dignità del corpo e dell’amministrazione che gestisce la città, anche il rispetto e la comprensione dei cittadini verso di essi. Come si sbandiera ovunque “la legge è uguale per tutti” ma occorrerebbe aggiungere – e la cosa, alla luce dei fatti non mi pare del tutto scontata – che questo nobile assunto non ha carattere stagionale ma ha valore tutto l’anno.

Staremo a vedere.

Paolo Nesti

 

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