MA L’ALTA MONTAGNA VUOLE DAVVERO CONTINUARE A FARSI DEL MALE?

Analisi delle manovre dei “politicanti con il pelo sullo stomaco” per disegnare la nuova organizzazione da dare alla povera e sciagurata Montagna. È solo questione di tempo…?
Si tornano a... scalare le vette
Si tornano a… scalare le vette

MONTAGNA. “Quod non fecerunt Barbari facerunt Barberini”, ciò che non hanno fatto i barbari, l’hanno fatto i Barberini. Questa citazione – coniata dal popolino romano e rivolta alla nota famiglia della Roma rinascimentale che distrusse insigni monumenti della città per edificare i propri palazzi – cade a fagiolo per chiarire le “grandi manovre” che alcuni politicanti con il pelo sullo stomaco stanno attivando per disegnare la nuova organizzazione da dare alla nostra povera e sciagurata Montagna.

Organizzazione che, osservando le prime mosse, sembra essere concepita per sconvolgere centenari assetti e mettere in concorrenza tra loro Abetone, Cutigliano, Piteglio e San Marcello Pistoiese passando sopra ad ogni sacrificio che le popolazioni avevano in passato sostenuto per collocare sul podio i propri Comuni. Cancellando così un percorso assai intelligente che ha assicurato ai montanari lunghi anni di prosperità fin da quando, per volere dell’illuminato Pietro Leopoldo, granduca di Toscana, venne aperta la Ximeniana che collegata alla Giardini, aprì alla montagna le porte verso l’Europa.

A partire per primo fu San Marcello ad opera della famiglia Cini, imprenditori con grandi e moderne vedute. Lo seguì a ruota Cutigliano (allora comprendente Boscolungo poi eretto in Comune nel 1936 con il nome di Abetone) e, successivamente, Piteglio.

San Marcello e Piteglio erano vocati per l’industria metalmeccanica e cartaria, Cutigliano e Abetone per l’allevamento di ovini e bovini, per le lavorazioni del ferro, della lana, del legno e fino dalla metà dell’ottocento località conosciute e prescelte per villeggiature estive, prima, e per la pratica dello sci, dopo.

Tutte queste attività – cui nel tempo si aggiunse il collegamento ferroviario Pistoia-Pracchia e Bologna, la realizzazione dei grandi stabilimenti di Campotizzoro, Limestre e Mammiano e la costruzione di impianti idroelettrici – in breve trasformarono alla grande queste lussureggianti vallate fino ad allora unicamente destinate alla pastorizia ed all’agricoltura.

E nel 1929 Cutigliano – prima in Pistoia e provincia – fu riconosciuta come Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo, seguita un anno dopo da Montecatini Terme, nel 1931 da San Marcello e nel 1935 da Abetone. Poi, l’avvento della Regione e una pasticciata legislazione ha soppresso questi benemeriti enti turistici ed ora ha affidato le sorti della promozione e valorizzazione turistica dell’intera Regione a gente impreparata che ha dato vita a campagne pubblicitarie come “Divina Toscana” fortunatamente chiusa in fretta e furia da Enrico Rossi, Governatore della Toscana.

E così la Montagna – abbandonate le glorie del passato e spezzato il precedente equilibrio acquisito in anni ed anni di impegno e buona amministrazione – ha dovuto assistere alla chiusura degli opifici industriali, all’emigrazione giovanile, alla paurosa contrazione delle presenze turistiche, allo spopolamento nel settore dell’agricoltura, ai danni arrecati dalla arruffata gestione delle foreste demaniali, alle ruberie e malversazioni avvenute nella Comunità Montana, alla pratica soppressione dell’Ospedale di San Marcello, agli osceni giochetti di pochi, interessati a non pagar gabella ma desiderosi esclusivamente di conservare prebende e cadreghe.

Sconfitti in Consiglio regionale ma affatto rassegnati, i promotori di quel calderone smacchiatutto, a furor di popolo etichettato come “Comunone-Dynamone”, ora tentano in tutti i modi di ricostituire questo rotto giocattolo. Il ragionamento è semplice: “Ci sono tre comuni (Abetone, Cutigliano e Piteglio) costretti a fondersi in Comune Unico o in Unione dei Comuni e mettere così assieme servizi gestiti unitariamente. Ma se riuscissimo ad immettere nel Comune unico anche San Marcello (peraltro non obbligato a fondersi) avremo la certezza di avere sotto controllo l’intera Montagna!”.

È dunque sotto questo aspetto che va valutata la recentissima scelta di sciogliere il servizio associato di Polizia Comunale da poco attivato; il rifiuto a voce e sulla stampa annunciato del sindaco Danti del Comune di Abetone, da lui evidentemente ritenuto il capo del mondo sul cui territorio l’immaginifico assessore-dirigente (non più assessore) progetta la costruzione di campi da golf sulle pista da sci e, forse, dotati di piscina, bar e sale da ballo da realizzare con corposi contributi regionali; il “go and stop” di Carluccio Ceccarelli, Sindaco di Cutigliano, animatore e sostenitore del Comunone-Dynamone e per questo in netto contrasto con chi l’ha votato; i comportamenti da “pesce in barile, candidato sì-candidato no” di Claudio Gaggini, Sindaco di Piteglio: l’improvvisa levata di scudi contro il Governatore Rossi e l’assessore Marroni, dei consiglieri regionali Aldo Morelli e Gianfranco Venturi che – ove non ripresentati – non saprebbero a cosa dedicarsi per sbarcare il lunario.

Con i due gli altri capataz sanmarcellini che – pur annunciando pubblica difesa nei confronti del Sindaco Cormio – non vedono l’ora di punirla per gli ostacoli frapposti al varo del Comunone-Dynamone e così, dopo averla sbolognata, rimettere definitivamente sotto la loro cappella i riottosi abitanti nei tre Comuni dell’alta montagna.

Il tutto con l’ovvia benedizione di chi, sognando benefit e contributi pubblici, ha cavalcato e cavalca il Comunone-Dynamone.

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One thought on “MA L’ALTA MONTAGNA VUOLE DAVVERO CONTINUARE A FARSI DEL MALE?

  1. Caro Grillo: tutto perfettamente chiaro e sincrono con il mio modesto pensare.
    Su una cosa però siamo in disaccordo: questi papponi della politica un buchettino lo troveranno sempre. Magari nell’UNCEM di Oreste Giurlani che per non perdere il suo incarico di Presidente Uncem, non essendo più Sindaco di Fabbriche di Vallico, è stato nominato assessore esterno a Stazzema. Altrimenti sarebbe dovuto andare a casa, a fare non si sa che.
    Come la Sabrina Sergio Gori che per restare in ANCI è stata nominata a San Marcello. Con i risultati che si notano……. Grillo, quanto gli durerà? Ma il popolo ha capito, comincia a capire, o che?

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