«MA SE È IL COMUNE STESSO A CREARE CRISI, COME PUÒ FARCENE USCIRE?»

Roberto Bartoli
Roberto Bartoli

PISTOIA. Purtroppo la realtà drammatica in cui versa il bilancio del Comune di Pistoia emerge con tutta la sua evidenza.

Il Sindaco annuncia che a seguito di una situazione, che si reputa eccezionale, dovuta ai tagli dei trasferimenti statali si è già formato per il 2014 un disavanzo di almeno 800.000 euro che dovrà essere ripianato con gli oneri di urbanizzazione (vedi).

Tutto ciò merita grandissima attenzione:

  • 1) anche laddove a settembre si ottenga un pareggio, ci sono segnali chiari per prevedere che anche il 2014 chiuda con un disavanzo destinato a sommarsi a quello di 1 milione del 2013: ciò significherebbe ben due esercizi consecutivi in disavanzo ovvero allarme rosso;
  • 2) si attribuisce la colpa di questo stato di cose a recenti tagli ai trasferimenti, come si faceva negli scorsi mandati rispetto ai quali ci si vorrebbe porre in discontinuità, quando invece di questi tagli si ha da tempo conoscenza e ormai è noto che i problemi sono decisamente strutturali, per cui il Comune spende di più di quello che incassa da circa 15 anni.
    In sostanza, non ci sono più margini né per tagli orizzontali, né per ulteriori tasse (già aumentate dall’attuale Sindaco nel 2012), ma occorre una riforma strutturale dei servizi che non è stata ancora iniziata;
  • 3) il Sindaco ha deciso di utilizzare gli oneri di urbanizzazione contraddicendo quanto scritto nel programma e affermato in tutte le sedi, anche di recente. In sostanza è evidente che invece di fare quanto si dice, si dice per poi non fare;
  • 4) cosa grave è che questo disavanzo del 2014 non si sarebbe creato se a maggio scorso si fosse deciso di estendere la Tasi anche agli immobili A4 e A5 che invece si sono voluti iniquamente esentare. Molti esponenti del Pd, me compreso, indicammo per tempo questa strada, ma questa voce di equilibrio e giustizia non si è voluta ascoltare;
  • 5) cosa ancora più grave è che si sarebbe ancora in tempo per operare sulla Tasi invece che sugli oneri, ma si decide egualmente questa seconda strada, con una rigidità ideologica che davvero finisce per non avere senso;
  • 6) la verità è che si sta navigando a vista e che a questo punto le politiche di bilancio tornano ad inserirsi in una continuità col passato davvero inquietante, quando ormai tutto e tutti chiedono il cambiamento.

E intanto la barca affonda, per due ragioni sempre più chiare: incapacità di ascolto, alla quale si aggiunge ormai in modo evidente una sostanziale incapacità di visione e gestione su quasi tutti i fronti.

[*] – Ospite

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