«MA SI TORNA ANCORA AL PARCHEGGIO?»

Il Comitato di San Bartolomeo critico nei confronti della “Nazione”. «Il dibattito si concentri non sulla nostalgia del passato ma sulle cose attuali, che adesso sono la frequentazione del parcheggio Ceppo e la sistemazione del giardino di San Bartolomeo»
Veduta aerea di San Bartolomeo
Veduta aerea di San Bartolomeo

PISTOIA. Mentre il dibattito pubblico si concentra sulle modalità per migliorare la frequentazione del parcheggio “Ceppo” aperto da 4 mesi e clamorosamente sottoutilizzato, dimostrando implicitamente l’infondatezza del presunto problema della carenza dei posti auto, l’autismo de La Nazione ci lascia alquanto perplessi.

Il quotidiano infatti, tanto per inventare, legittimamente, una polemica strumentale contro il comune, resuscita un capitolo chiuso e superato: la proposta del fu parcheggio sotterraneo in San Bartolomeo.

Lo fa, con una grande trovata giornalistica ispirata al pluralismo, mettendo a confronto due presunti esperti che sostengono la medesima tesi favorevole. Ricordiamo però che l’idea del progetto contenuta nel piano attuativo era stata bocciata dai più autorevoli intellettuali cittadini, dalle associazioni ambientaliste e pubblicamente sui giornali da tutte le forze politiche, al netto delle fisiologiche due/tre voci fuori dal coro per le consuete ripicche interne ai partiti.

La discussione collettiva aveva riconosciuto il primato della qualità della vita fondata sulla fruizione del verde, anche per i bambini, troppo spesso prigionieri di quartieri pieni di auto e asfalto, e l’antico orto monastico di San Bartolomeo risponde, nell’area del centro, proprio a quest’esigenza, peraltro suggerita nel Regolamento Urbanistico, nel capitolo Servizi e Dotazioni Territoriali, dove si prescrivono 20 metri quadri fruibili per abitante.

Un’informazione seria e onesta dovrebbe però ricordare che il Genio Civile, a seguito di un dettagliato studio sulla pericolosità idraulica, ha prescritto il divieto di edificare strutture sotterranee nell’area di San Bartolomeo in Pantano. In aggiunta non bisogna dimenticare che quell’ipotesi di progetto preliminare che si vuole resuscitare, stando all’ordine dei geologi toscani, era stata presentata con “falsificazioni” procedurali – il tutto è nero su bianco, anche nella pubblicazione tecnica uscita nel 2012 – e si potrebbe continuare con altre impossibilità operative alla realizzazione, non ultima la presenza del reticolo fognario e di una ex gora ancora demaniale che tutti fingono ipocritamente di ignorare.

Tutti i pistoiesi vedono che dal 2011, almeno ogni due mesi, l’architetto Suppressa o gli altri progettisti interessati, compaiono sistematicamente sulle prime pagine di alcuni organi di stampa, con appelli, slogan pubblicitari e operazioni di marketing pro se stessi. Ma se tutti gli artigiani, imprenditori, professionisti volessero reclamizzare i loro nuovi laboratori, locali e studi, troverebbero forse pagine compiacenti a dare loro visibilità e fare propaganda alle loro attività prodotti?

Forse sarebbe anche il caso che i giornali smettessero di tirare la volata a questi signori o almeno lo facessero, più democraticamente, con tutti i professionisti e per tutte le altre iniziative economiche.

Suppressa e Bechi, che hanno sostenuto Bertinelli come sindaco e oggi legittimamente lo criticano – forse perché speravano, magari, di vedersi restituire qualcosa in cambio? – provino ad approfondire in maniera laica la questione: probabilmente ne uscirebbero arricchiti (culturalmente, non certo economicamente).

Il dibattito si concentri pertanto non sulla nostalgia del passato ma sulle cose attuali, che adesso sono appunto la frequentazione del parcheggio Ceppo e la sistemazione del giardino di San Bartolomeo, nell’interesse dei parrocchiani e dei residenti del centro, visto anche che si parla sempre di Pistoia città del verde e delle potenzialità del vivaismo di qualificare gli spazi urbani.

Comitato “no parcheggio sotterraneo”
San Bartolomeo in Pantano

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