malagiustizia e malotutto. DA «MAMMA LI TURCHI 1» A «MAMMA LI TURCHI 2» OVVERO «IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO»

La storia Turco-Coletta & C. è finita anche su Dagospia, che ha utilizzato la testina della dirigente di Careggi prendendola dal nostro scomodo e perseguitato giornale. Ma la storia della corruzione in area piddina è infinita: e spunta un altro caso di Concorsopoli


Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole e più non dimandare


Anche se tutto il mondo fa paese

non deve il cittadin farne le spese


 

Concorsopoli 1

 

Il nostro caro angelo
Si ciba di radici e poi
Lui dorme nei cespugli sotto gli alberi
Ma schiavo non sarà mai…

 

Lucio Battisti cantava così. E io credo che non desse proprio di fuori, anzi. Mi dà oggi lo spunto per ricordare ai tutori della nostra giustizia ingiusta, iniqua, cialtrona e non di rado delinquenziale a costo zero, perché ancora il popolo deve vedere che un magistrato paga per le proprie inaccettabili colpe; lo spunto, dicevo, per filosofare sul triste tema della gestione delle vite umane affidata a chi, di moralità e rettitudine, ne ha quanto di sangue una pulce.

Restiamo sullo stesso tema del mamma li turchi. Il tema degli scandali del Pd in corso legale; delle truffe nel mondo della medicina, messe in piedi per vergognosi ipotizzabili interessi miserevoli di partito.

Il Pd, successore di due mostri quali il Pci e la Dc, è stato capace di sputare su tutto a iniziare dalla Costituzione e dopo 70 anni di predica ipocrita basata sull’antifascismo e sulla famosa “questione morale” – evidentemente da calpestare ben bene e senza vergogna e senza pietà.

Concorsopoli 2

L’articolo dello scandalo Turco-Coletta & C., pubblicato da Libero, è stato – come potete vedere – ripreso da Dagospia. Che ha anche adoperato, per la potentissima direttrice sanitaria di Careggi, la testina di una foto da me scattata negli anni 2010-2015, quando la dottoressa Turco giunse a Pistoia con altri due rinomati campioni: il dottor Roberto Abati e il non-avvocato (ma che tale si firmava) Luca Cei.

Evidentemente Il nostro caro angelo | Si ciba di radici e poi | Lui dorme nei cespugli sotto gli alberi | Ma schiavo non sarà mai…

Non sarà mai schiavo perché, appartenendo a razza padrona, non avrà mai fra i piedi le inutili catene del rispetto delle leggi: e quando un povero maresciallo della finanza cercherà di farlo inciampare, troverà un magnifico PM che interromperà qualsiasi tentativo di illuminare la peggiore sconcezza.

Concorsi truccati e vinti solo perché certi grandi medici luminari non vanno avanti in quanto degni successori di Ippocrate, ma solo perché appecorati alla sinistra che domina senza ritegno in una regione che, quanto a massonerie e lobbies non ha niente da invidiare a nessuno, per quanto il suo attuale presidente sia religiosissimamente devoto alla madonna di Montenero.

Così il nostro caro Angelo, pur nel vortice dello scandalo riportato da Libero, sembra che abbia continuato la sua corsa incurante di tutto; fiducioso nella bontà divina infinita che ha sì gran braccia che prende ciò che si rivolge a lei (Dante).

Concorsopoli 3

Ecco, ora, nelle immagini, un altro scandalo, stavolta maneggiato dal Consiglio di Stato, sezione settima, ma riguardante sempre il Careggi, l’Università di Firenze e «i soliti noti» che operano per gli interessi generali e per il bene di tutti.

Posso esprimere, dottoressa Martucci che ha fiducia nelle «autorità costituite», un mio personale parere secondo l’articolo 21 della Costituzione?

Mi sento di provare schifo dinanzi a una corruzione così generalizzata e così costantemente favoreggiata dal santo mondo della nostra giustizia che pare essere lì semplicemente e solo per fare gli affari suoi difendendo, senza vergogna, il proprio strapotere non di rado usato extra e contra legem.

Buona giostra dell’orso in padella, pistoiesi. Un Micco ottimo per farcire delle splendide Jacopine-mappazzone!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]


Come si fa un giornale non possono insegnarcelo in un’aula di tribunale


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