malalingua. LA COMMISSIONE DEL LOGO-PISTOIA SI È RIUNITA IN… VIA DEL FIASCO?

Logo Pistoia Capitale
Logo Pistoia Capitale

PISTOIA. Il professor Ivano Paci, ex Presidente Caripit, amava Buren e le sue pinzillacchere acquatiche.

La città dell’acqua, Montecatini, ringraziò e declinò l’offerta. Quarrata, che è o era la patria delle molle, dei materassi e dei divani, pensò di potersi un po’ abbellire con siffatto manufatto (scusate la cacofonia) e adottò “l’opera”.

“L’arte, questo prolungamento della foresta delle vostre vene, che si effonde, fuori dal corpo, nell’infinito spazio del tempo” (F.T. Marinetti, Manifesto tecnico della lettura futurista).

“Il mondo ha molti re e un sol Michelagnolo” (Aretino, lettera a Michelangelo).

Oppure: “Non bastava il ferro vecchio dinnanzi all’Ospedale del Ceppo? Era necessaria anche questa oscenità del logo Pistoia 2017?” (autore anonimo e presuntuoso).

Per cortesia, rendeteci il Prof. Paci alla guida della Caripit!

sgarbi-e-logo-pistoiaSapere che decine di “opere” concorrenti al logo per Pistoia capitale della cultura 2017 sono state scartate perché non corrispondenti al messaggio che si dovrebbe propagandare e propagare per l’immenso mondo, e che il logo vincitore è il migliore e il più attraente, beh, se non fosse che non ce ne frega niente, sarebbe elemento di personale introspezione e conseguente domanda: ma che bestia sei?

Effettivamente la domanda se la saranno posti in molti e qualcuno l’avrà pure “rigirata” nella logica: ma che bestialità sono mai questi righi che si intersecano e che, se messi nei bagni pubblici comunali, potrebbero indurre involontariamente a sbagliare uscio?

Rendeteci il Prof. Paci: vorremmo sperare che non avrebbe collocato come sommo giudice della commissione giudicante quel signore che ha elaborato quel ferro rugginoso posizionato (coram populo?) a forza in piazza Giovanni XXIII dove molti turisti vanno a fotografare non il ferraccio, bensì le opere di misericordia del fregio robbiano.

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Fili spinati e capitali

Eppure questo “shanghai” a qualcosa ci fa pensare; e le sue direttrici che si intersecano e che vorrebbero rappresentare tutto (e quindi niente), ci portano a fare un giretto nel “salotto buono” di Pistoia e nei suoi vicoli del centro.

Queste linee ci portano in Vicolo degli Armonici, in Vicolo dei Fuggiti, in Via dei Fabbri, in Via Bonfanti, abbellite e amate per la loro pulizia e per i gradevoli bidoni di colore marrone, giallo rosso (come questa amministrazione); servono a fare comprendere che Pistoia è una città pulita, gradevole e percorribile dove il sapore di antico è palpabile: forse perché l’urina non ha cambiato “profumo”.

Via del Fiasco è quella che collega piazzetta San Biagio a Via De’ Rossi: che proprio lì, nel giorno magico, si sia riunita la componente della Fondazione Caripit per scegliere (con i vostri soldi, non con i miei) il “logo”?

Per favore, rendeteci il Prof. Paci!

[Felice De Matteis]

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