MALASANITÀ E RISCHIO CLINICO A PISTOIA: INVALIDA PER UN ERRATO TRATTAMENTO SANITARIO

Rischio clinico per i pazienti
Rischio clinico per i pazienti

PISTOIA. Basta scorrere l’albo pretorio aziendale on line della Asl 3 di Pistoia per verificare che continuano le richieste risarcitorie da parte di pazienti o familiari anche per “errati trattamenti sanitari” subiti presso l’Ospedale di Pistoia. L’abbiamo fatto senza andare molto a ritroso ma soffermandosi sull’ultimo mese.

Uno degli ultimi casi riguarda quello della signora M.F. che si è rivolta al Tribunale di Pistoia al fine di chiedere l’ammissione di un accertamento tecnico preventivo “volto ad acclarare l’asserito errato trattamento sanitario subito in seguito ad un intervento chirurgico effettuato nel febbraio 2009 presso l’azienda”.

La donna, come accertato in seguito, ha subito un danno nella percentuale del 18% di invalidità permanente, spese mediche per Euro 2.749,40 con inabilità temporanea pari al 100% per 20 giorni; al 75% per 60 giorni; al 50 %, al 30% e al 25% per 30 giorni. Come stabilito dal Comitato Gestione Sinistri a seguito dell’esito dell’accertamento tecnico preventivo la donna sarà risarcita con euro 95.000,00, cifra che sarà liquidata mediante le risorse disponibili nel conto economico “oneri per risarcimento danni” a valere sul bilancio 2014.

Da tempo anche l’Asl 3 di Pistoia ha implementato tutte le buone pratiche e le procedure operative interne indicate per la prevenzione degli errori al fine di garantire la sicurezza dei pazienti che necessitano di tale supporto. Ogni anno pervengono all’azienda sanitaria richieste di risarcimento danni anche di modestissima entità che vanno ad esempio dallo smarrimento di oggetti personali, a danni a cose, fino alle più delicate richieste legate a decessi. Tra i risarcimenti erogati recentemente troviamo anche quello assegnato ad una donna per gli esiti da aggressione da parte di un altro degente subita nel luglio scorso presso la Rsa di Cantagrillo.

Sono pertanto numerose le istruttorie aperte così come le valutazioni dei singoli casi che vengono effettuate insieme agli addetti al sistema di gestione del rischio sanitario “per individuare eventuali elementi utili in un’ottica di prevenzione dello stesso e per porre in essere gli eventuali azioni correttive”. Nel caso della signora M.F. – la cui prima richiesta risarcitoria era stata presentata nel settembre 2012 e a cui è poi seguito nell’aprile scorso un ricorso – “allo stato non sono conosciuti elementi tali da far ritenere sussistente colpa grave degli operatori”.

Ogni anno il Sistema Sanitario Regionale riceve circa 1500 richieste di risarcimento ma solo nel 40% viene riconosciuto danno risarcibile. La casistica della Asl 3 risulterebbe in linea con i dati regionali mentre il trend del contenzioso civile vede di solito confermate le considerazioni sostenute in sede di istruttoria interna.

Per un approfondimento sulle richieste danni e risarcimenti presso la Ausl 3 di Pistoia:

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