malattie. MOLTE A PISA, POCHE A MONTALE

Sull’inceneritore di Montale l’Usl Centro non sembra nemmeno scalfita dalle recenti critiche del suo Dipartimento Prevenzione. Mentre le contraddizioni si addensano sulle cause dell’ultimo black out, i Sindaci ignorano le incongruenze e credono fermamente all’incredibile

 

Il secondo da destra l’Ing. Pacitti di Desmos

PIANA. Arrivano inquietanti notizie da Pisa, dove il Consiglio nazionale ricerche, parla chiaramente di aumento della mortalità nelle zona circostante all’impianto di incenerimento di Ospedaletto che sia chiaro, non sarebbero tanto interessanti se non fossero certificate da un preminente Ente statale, scientificamente molto autorevole, qual è il Cnr.

Ma se Ospedaletto piange, Montale non ride: il Sindaco Betti ha concesso la commissione ambiente “disgiunta” il prossimo 23 escludendo Agliana e Montemurlo dalla ristretta sala giunta, preferita alla più accogliente sala consiliare della Badia. Questo porterà un sicuro sovraffollamento per i numerosi cittadini e giornalisti che chiederanno di assistere ai lavori per conoscere la vera causa del black out post ferragostano.

Le ceneri introdotte nella centrale dal vento

Sull’argomento, sono pervenute delle “poco credibili” riconferme della Ladurner fatte dal proprio avvocato e, infatti, sulla questione “fuliggine sì/no” sembra che alcuni personaggetti si siano mossi per chiedere dei “passi indietro” ai consiglieri d’opposizione presenti all’ispezione del 16 Dicembre. Questi, avrebbero tutti bene udito le diverse dichiarazioni del Brizzi sulla vera provenienza delle chips.

Dopo la motivazione prodotta dalla società d’ingegneria ambientale Desmos, contestata sia dai commissari che da Usl Centro, tutti sembrano richiamarsi all’inverosimile che piace tanto ai Sindaci e alla Ladurner, anche se travolge la comune esperienza: il black out fu causato dalle chips di legno, intrufolatesi all’interno della centralina Ups, insieme al fumo.

Patrizia Gentilini, oncologa Isde, denuncia da sempre la pericolosità dell’incenerimento

I commissari dell’opposizione, ritengono che il prossimo 23 sarebbe cosa buona che anche il Dipartimento della Prevenzione di Usl Centro (rappresentato da Paola Picciolli), intervenisse e facesse chiarezza sulla lettera dei dirigenti rilevatori inviata all’Ispo per la definizione dell’indagine epidemiologica e già presentata su questi schermi.

Sembrano infatti essere usciti dal cappello un’importante quantità di sarcomi (Stm) e linfomi (Lnh) da introdurre sui rilievi epidemiologici che verrebbero stravolti in senso molto preoccupante. Come stanno le cose veramente?

Estratto del documento di Usl per 814 malati statisticamente rilevanti

L’argomento indagine epidemiologicca ritorna: i medici di famiglia, ci hanno infatti confermato che nei loro gruppi di pazienti, l’indice di prevalenza (morti+ malati nel periodo, pari al 10,3%) sarebbe sensibilmente più alto nei territori di Montale e Agliana: qualcun altro degli intervistati ha ben ricordato di averlo anche riportato all’attenzione del Dott. Roberto Biagini (già Dip. Prevenzione), ma senza un fattivo riscontro nonostante l’interesse generale alla comprensione del problema ovvero dell’andamento della salute pubblica.

Ispo, potrà pronunciarsi con un pregevole chiarimento o ci penserà il direttore Renzo Berti?

[Alessandro Romiti]

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