maledetti. STATO ETICO E GENTE DA TRE PALLE UN SOLDO

«Ci potranno credere i giovani del pensiero unico, i sedicenni che si vogliono far votare magari promettendo loro erba libera e tasse sulle bibite zuccherate per i vecchi. Ci potranno credere i lobotomizzati che escono dalle scuole di stato (assistenziale)... Ci potranno credere i preti progressisti che invitano a spregiare Salvini, a sventolare la bandiera palestinese in chiesa…»
Ci insegnano a fare le persone perbene

 MA SENTI CHI PARLA!


In Europa ci vedono così, ma sono tutti peggiori di noi

 

POVERI NOI ultrasettantenni, malridotti e presi per il culo da tutti, a cominciare dai pagliacci che vorrebbero – anche se solo per provocazione – toglierci il diritto di voto.

Ogni mattina quando leggiamo le prime pagine dei giornali ci cadono le braccia, se ancora le abbiamo attaccate alle spalle. Perché vedere il male di vivere non è niente: il vero problema è osservare quel dilagare di sussiegosa idiozia che si chiama «pensiero educativo unico», peraltro ammantato di dosi massicce di raffinati discorsi in difesa dei diritti umani a uso Valium per drogare le [in]coscienze degli infra-settantenni e dei giovani a cui nessuno deve toccare gioco, divertimento e, se mai, anche una scuola permissiva che non insegna nulla e che non boccia nessuno, tenuta da professoroni e maestrine della Cgil che nella maggior parte sono solo assistiti dello stato, serbatoio di voti; gente il cui “reddito di cittadinanza” si chiama ruolo.

Stato etico – ma molto più verosimilmente etilico – e gente-gentucca da “tre palle un soldo”, la nuova intellighenzia che si sente libera di fare e pensare come vuole perché autorizzata dalla sua appartenenza politica ai democratici. Gli altri sono tutti stronzi e fascisti, incapaci di intendere e di volere: gli altri che non la pensano come loro e che non hanno un viso adatto al giochino del “tre palle un soldo”.

[da Dagospia]
Guardate Conte e dite se non lo prendereste volentieri a pallate su quel nasetto all’insù e quel mazzettino di capelli che gli sventola sulla fronte – una fronte su sui non brilla certo ’o sole mio, ma certo l’etica ambizione di salvare a ogni costo il soldato Ryan.

Guardate Renzi, veloce come un forasacco (i dentini topolineschi ce li ha) ad attraversare la sala del palazzo per i suoi comodi e i suoi interessi. Guardate le istituzioni patrie – e penso alla magistratura – che si accorda sulla divisione dei pani e dei pesci e si muove (ma solo per 5 minuti, perché poi i palamarici finiscono nell’oblìo poco dopo, così «the show must go on» tranquillamente come prima e più di prima).

Stato etico che osanna la Greta e si imbraga (dal dantesco «brago» = melma) nella creta rimestata come un paiolo di polenta, scoprendo che Roma non fu mafia capitale, ma fu ugualmente capitale della mafia (capitale anche nel senso che gli dava Marx).

Stato etico che ci dà cannate sulle dita se beviamo la Coca Cola o l’acqua in bottiglie di plastica, ma che ha una struttura burocratica vergognosamente infedele: succhia tangenti e restituisce ossa di pollo ciucciate, se non manda addirittura in galera – ogni tanto, apposta – gli imprenditori a cui ha fregato quattrini, con il fine di dare l’impressione di essere ciò che non è, lo stato della giustizia e della legalità.

Lo stato etico che condanna a oltre 9 anni di carcere un sardo di Sassari – se non erro – per aver rubato in un supermarket 8 salsicce 8 e 3 pezzi di cacio 3.

Abbiamo vissuto i nostri primi 70 anni lavorando per questi ignobili “tre palle un soldo” che, come dice don Abbondio a proposito di Renzo e Lucia, combinano i loro pasticci e poi vengono a farli rimettere a posto da noi? Ma andate al diavolo! Andate a Salvini!

Come tanti meravigliosi professionisti – dottoroni, avvocatoni, commerciantoni, imprenditoroni, molto spesso trafficoni e ladroni di provincia, ma sostanzialmente tromboni e per giunta sfiatati– che, dopo averne fatte di pelle di becco, di cotte e di crude, «d’ogni color di fior rossi e vermigli», tacciono come topi nel loro buco oscuro se vengono beccati in fallo, oppure si inalberano e sfoderano «ugnelli minacciosi» per intimidire e intimorire chi, come noi di Linea Libera, scrive ciò che si vede intorno; e inviano letterine stile «La mia assistita rivendica il diritto all’oblio e di conseguenza agisce per la tutela: della sua immagine, del suo decoro e della sua attività professionale, gravemente lesi in ragione dell’indicata pubblicazione» fingendo di appellarsi a onori e decori lesi, ma meglio lisi e sfilacciati per un pugno di dollari o per qualche dollaro in più. E magari trovano anche qualche giudice amico o sfavato che, per non spendere una goccia di sudore della fronte, rinvia tutto a giudizio e se ne lava le mani.

Non si può dire che Renzi non abbia i suoi sostenitori…

Ecco cos’è l’Italia, stato etico e gente da “tre palle un soldo” che improvvisamente scopre, come la corte costituzionale, che un figlio nasce da una sola mamma, e frustra le richieste di due lesbiche (la Cirinnà sarà incazzatissima), ma niente fa e dice su chi va a farsi fare i figli in provetta con un ovulo di una, più un utero in affitto di un’altra, più un seme di chi non si sa.

Ci potranno credere i giovani del pensiero unico, i sedicenni che si vogliono far votare magari promettendo loro erba libera e tasse sulle bibite zuccherate per i vecchi.

Ci potranno credere i lobotomizzati che escono dalle scuole di stato (assistenziale) per i professoroni e le maestrine della Cgil che staccano i crocifissi dalle pareti.

Ci potranno credere i preti progressisti che invitano a spregiare Salvini, a sventolare la bandiera palestinese in chiesa e ad accogliere 300 giovani e forti a bivaccare in una chiesa (provate a farlo in una moschea!).

Non ci crederemo certo noi ultrasettantenni – dite pure fascisti, tanto lo sappiamo bene di non esserlo – che, dopo decenni di Pci e altri decenni di Dc trasmutati, per consustanziazione, in progressisti «petalosamente margheritici», ce ne catafottiamo, alla Zingaretti-fratello, sia dello stato et[il]ico che delle facce, tutte, da “tre palle un soldo”.

Perché i veri «vaffanculo» e «gilet gialli» d’Italia – e quel clown di Grillo se n’è accorto ed è per questo che vuole escluderli dal voto – siamo noi; noi a cui tutti hanno tolto tutto: pensioni, giusto riposo, sanità, tranquillità, rispetto e, cosa peggiore di tutte, la dignità che ci spettava di diritto per aver fatto crescere, insieme ai nostri genitori della guerra, questo paese fino a che i Mortadella e i Würstel, con l’aiuto, magari, anche di una Marianne incoccardata, non lo hanno infarcito di facce da “tre palle un soldo”!

Edoardo Bianchini
[direttore@linealibera.info]
Stasera a Montale si riparla del Carbonizzo:
altra storia degna di un bel romanzo da “tre palle un soldo”


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One thought on “maledetti. STATO ETICO E GENTE DA TRE PALLE UN SOLDO

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